Aeroporto di Perugia

Aeroporto di Perugia, dalla crescita record al consolidamento: perché il futuro dello scalo umbro non è una crisi, ma una nuova fase di sviluppo

L’aeroporto internazionale dell’Umbria – Perugia “San Francesco d’Assisi” è arrivato a un punto particolarmente importante della propria storia. Dopo anni caratterizzati da un’espansione che ha profondamente modificato le dimensioni e il ruolo dello scalo, la sfida non consiste più soltanto nell’aumentare il numero dei passeggeri, ma nel consolidare i risultati raggiunti e creare le condizioni per una nuova fase di sviluppo.

È una distinzione fondamentale, soprattutto alla luce delle recenti discussioni sul futuro dei collegamenti Ryanair, sugli investimenti necessari e sulle prospettive economiche della società di gestione SASE. Considerare automaticamente queste questioni come segnali di crisi rischia di trascurare la trasformazione realizzata dallo scalo umbro negli ultimi anni.

Nel 2019, ultimo anno prima della pandemia, Perugia aveva registrato 219.183 passeggeri. Nel 2022 il traffico era già salito a 369.222, nel 2023 aveva raggiunto 532.478 passeggeri e nel 2024 si era consolidato a 534.210. Il 2025 ha segnato un ulteriore record, con 620.420 passeggeri e una crescita del 16,1% sull’anno precedente. In sei anni, quindi, il traffico dell’aeroporto è aumentato di circa il 183% rispetto al livello precedente alla pandemia. Non è soltanto un recupero dei passeggeri perduti durante l’emergenza sanitaria, ma una trasformazione della dimensione commerciale dello scalo.

Una crescita costruita negli anni, non il risultato di una stagione fortunata

Per comprendere l’attuale situazione occorre ricostruire il percorso compiuto dall’aeroporto. Già nel 2015 lo scalo aveva raggiunto 274.027 passeggeri, un risultato che all’epoca rappresentava il proprio record storico. Negli anni successivi erano però emerse difficoltà nel mantenere quella dimensione di traffico e il 2019 si era chiuso poco sopra quota 219 mila. La pandemia aveva successivamente determinato una forte contrazione dell’attività, ma dal 2022 il quadro è cambiato radicalmente. In quell’anno Perugia ha superato il precedente record del 2015, per poi raggiungere oltre mezzo milione di passeggeri nel 2023. Il dato del 2024 è particolarmente interessante perché, pur registrando una crescita di appena lo 0,3%, ha confermato il livello raggiunto l’anno precedente. È proprio in questa fase che emerge il concetto di consolidamento: dopo un’espansione molto rapida, mantenere stabilmente una dimensione di traffico significativamente superiore a quella storica può rappresentare un risultato industriale importante. Il successivo aumento del 16,1% registrato nel 2025 dimostra che quella stabilizzazione non aveva esaurito il potenziale di crescita dello scalo, ma aveva preceduto un nuovo incremento.

Un’interpretazione analoga è stata proposta da Giuseppe Coco dell’Agenzia Umbria Ricerche, che nell’agosto 2025 ha analizzato l’evoluzione degli aeroporti italiani di media dimensione. Lo studio evidenzia come Perugia sia riuscita a superare e mantenere la soglia dei 500 mila passeggeri, trasformando una crescita inizialmente rapida in una maggiore continuità operativa. È un riscontro significativo: il consolidamento dello scalo umbro non è soltanto una lettura editoriale, ma trova conferma anche nell’analisi economica e territoriale condotta dall’Agenzia Umbria Ricerche.

Il 2026: risultati ancora positivi, nonostante il rallentamento di settembre

Anche i risultati del 2026 confermano che Perugia mantiene una dimensione di traffico storicamente elevata. Nei primi otto mesi dell’anno sono stati registrati 461.441 passeggeri, con una crescita del 5,2% rispetto ai 438.755 dello stesso periodo del 2025. Agosto ha stabilito un nuovo record storico assoluto, raggiungendo 85.129 passeggeri, il 4,8% in più rispetto all’anno precedente. Già luglio aveva segnato un primato con 82.222 passeggeri, mentre giugno si era concluso con il miglior risultato mai registrato per quel mese, pari a 75.927. Settembre presenta invece un andamento differente: secondo la rilevazione Assaeroporti, lo scalo ha registrato 71.480 passeggeri, con una flessione del 4,4% rispetto ai 74.757 di settembre 2025. Il dato è stato riportato anche da WEtravel NEWS nella panoramica sul traffico degli aeroporti italiani di settembre 2026.

La contrazione non deve essere ignorata, ma va interpretata correttamente. Il confronto avviene con settembre 2025, che aveva rappresentato il miglior mese di settembre della storia dell’aeroporto. Un risultato mensile inferiore a un precedente record non dimostra necessariamente l’inizio di una fase di declino, soprattutto se inserito in un percorso annuale ancora positivo. Sulla base delle proiezioni comunicate da SASE il 15 settembre, il 2026 potrebbe chiudersi intorno ai 640 mila passeggeri, superando nuovamente il risultato annuale del 2025. Si tratta naturalmente di una previsione, che dovrà essere verificata alla conclusione dell’esercizio. La differenza tra un rallentamento mensile e una crisi strutturale è sostanziale: Perugia non sta tentando di recuperare i livelli del passato, ma sta cercando di mantenere e sviluppare una dimensione di traffico che fino a pochi anni fa sembrava particolarmente ambiziosa.

Ryanair: il rinnovo dell’accordo e le prospettive di sviluppo

Uno degli argomenti più discussi riguarda Ryanair, che rappresenta un interlocutore fondamentale per lo sviluppo dell’aeroporto dell’Umbria. La compagnia opera sullo scalo da circa vent’anni e ha contribuito in misura significativa alla costruzione del network attuale. Il rapporto commerciale è disciplinato da un accordo quinquennale il cui rinnovo è previsto nella prima metà del 2027.

Le trattative non riguardano soltanto il mantenimento delle rotte esistenti, ma anche le condizioni economiche e operative per un eventuale ulteriore sviluppo. A settembre SASE ha precisato che la programmazione invernale 2026-2027 conferma tutte le rotte Ryanair già operate nella precedente stagione invernale, oltre al collegamento Wizz Air per Tirana. È prevista soltanto una limitata rimodulazione delle frequenze, soprattutto sulla Palermo, che a gennaio passerà a tre voli settimanali, rispetto alle quattro frequenze previste negli altri mesi invernali e alle cinque delle festività. La società di gestione ha stimato una contrazione complessiva del traffico invernale intorno al 3%, collegandola anche al contesto di aumento dei costi operativi delle compagnie aeree.

È importante distinguere questa rimodulazione da una riduzione strutturale del network. Le compagnie modificano normalmente frequenze e capacità nelle stagioni di minore domanda, soprattutto quando cambiano i costi del carburante e la redditività attesa delle singole rotte. Perugia deve quindi affrontare una trattativa commerciale importante, ma non risultano elementi sufficienti per interpretare la revisione di alcune frequenze come un disimpegno generale di Ryanair. Il rinnovo del contratto potrà rappresentare l’occasione per consolidare l’offerta attuale, valutare nuove destinazioni e programmare un eventuale incremento della capacità. Sarà però necessario verificare le condizioni economiche dell’accordo, la sostenibilità degli impegni e i risultati attesi.

Ryanair sceglie Rimini: Perugia ha davvero perso un’opportunità?

Nelle ultime settimane la discussione si è intensificata dopo l’annuncio di Ryanair relativo all’apertura di una base operativa a Rimini. Il 21 ottobre il consigliere regionale della Lega Enrico Melasecche ha sostenuto che l’Umbria avrebbe perso l’opportunità di ottenere una base Ryanair e un incremento fino a dieci rotte, collegando questa circostanza alla mancata eliminazione dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco.

La posizione è stata espressa anche attraverso i canali ufficiali dell’Assemblea legislativa regionale. SASE ha contestato questa ricostruzione già il 20 ottobre, precisando che l’apertura della base di Rimini non avrebbe alcuna relazione diretta con lo sviluppo delle attività Ryanair a Perugia. Secondo il gestore, le interlocuzioni commerciali con la compagnia proseguono regolarmente e le richieste formulate rientrano nell’ambito della trattativa per il nuovo accordo.

Le due posizioni devono essere mantenute distinte. Da un lato esiste una critica politica alle condizioni economiche offerte allo sviluppo del network; dall’altro, la società aeroportuale respinge l’esistenza di un collegamento diretto tra la decisione relativa a Rimini e le prospettive di Perugia.

Non risultano pubblicamente documentati elementi sufficienti per affermare che l’apertura della base di Rimini abbia comportato automaticamente la cancellazione di dieci nuove rotte già assegnate a Perugia. L’argomento merita un approfondimento, soprattutto riguardo alle condizioni commerciali eventualmente proposte da Ryanair, ma deve essere affrontato senza confondere un’opportunità negoziale con un investimento già formalmente acquisito. La presenza di una base operativa rappresenterebbe certamente un’opportunità per Perugia, ma non costituisce l’unico modello possibile per sostenere una rete di collegamenti: la valutazione deve comprendere la capacità di generare traffico aggiuntivo, la sostenibilità economica degli incentivi e il rischio di dipendenza da un singolo operatore.

E poi dobbiamo distinguere i due differenti target dell’aeroporto di Perugia, una città importante dove storia e cultura attirano un turismo di nicchia, ma l’aeroporto funge anche da aeroporto per i cittadini locali che lo utilizzano per i loro viaggi. Mentre Rimini non ha solo storia e cultura, ma anche l’importante traffico del turismo estivo in riviera romagnola, quindi mare.

Non soltanto Ryanair: un network che ha cambiato dimensione

La crescita dell’aeroporto è stata accompagnata da un progressivo ampliamento dell’offerta commerciale. Nel 2025 sono state operative fino a 18 rotte, servite da sei compagnie aeree, con un massimo di 114 voli di linea settimanali. Il traffico internazionale ha rappresentato circa il 63% dei passeggeri, mentre quello nazionale ha inciso per il 36%. Le destinazioni internazionali con il maggiore traffico sono state Londra, Tirana e Bruxelles; quelle nazionali Palermo, Catania e Cagliari.

La programmazione estiva 2026 ha previsto circa 580 mila posti in vendita e una rete articolata su collegamenti Ryanair verso destinazioni italiane ed europee, il servizio British Airways per Londra Heathrow, il collegamento Wizz Air per Tirana, i voli Transavia verso Rotterdam e i collegamenti operati da Aeroitalia verso Olbia e Lamezia Terme. A questi si sono aggiunti i servizi stagionali di Hello Fly per Lampedusa e Pantelleria.

Il network dimostra che Perugia è riuscita a sviluppare una proposta commerciale più ampia rispetto al passato, intercettando domanda nazionale, internazionale e turistica. La sfida dei prossimi anni sarà però rafforzare ulteriormente la continuità stagionale dei collegamenti, riducendo la dipendenza dai periodi di massimo traffico.

Il consolidamento non significa necessariamente aumentare ogni anno il numero delle destinazioni: può significare anche migliorare le frequenze sulle rotte esistenti, prolungare i periodi di operatività e stabilizzare la domanda durante l’inverno. Da questo punto di vista, mantenere collegamenti sostenibili nell’arco dell’anno può essere più importante che annunciare numerose rotte destinate a operare soltanto per pochi mesi.

La ricapitalizzazione di SASE: non un salvataggio, ma un adeguamento alla crescita

Un altro elemento che richiede una lettura attenta riguarda l’aumento di capitale della società di gestione. Il 23 ottobre 2026 è stato comunicato che i soci SASE hanno approvato all’unanimità una ricapitalizzazione di circa 1,92 milioni di euro, portando il capitale sociale da circa 1,18 a 3,10 milioni. Il provvedimento è stato richiesto per adeguare il patrimonio della società ai requisiti normativi applicabili agli aeroporti che movimentano tra 300 mila e un milione di passeggeri annui. Si tratta quindi di un adempimento collegato alla crescita dimensionale raggiunta dall’aeroporto. La relazione sul governo societario relativa al 2025 precisa espressamente che l’adeguamento patrimoniale richiesto da ENAC non deriva da esigenze connesse all’andamento economico o finanziario della società, ma dall’applicazione dei requisiti previsti per la nuova classe dimensionale.

Il dato assume particolare rilievo alla luce dei risultati economici. Secondo il documento societario, SASE ha chiuso il 2025 con un utile netto di 10.106 euro, raggiungendo sostanzialmente il pareggio economico. La relazione evidenzia inoltre l’assenza di indebitamento finanziario significativo e una posizione di cassa positiva. Questi risultati non eliminano la necessità del sostegno pubblico: il bilancio regionale prevede infatti risorse per 4,5 milioni di euro nel 2026 e un importo analogo nel 2027, destinate a sostenere le attività e lo sviluppo dello scalo. La sostenibilità del modello va quindi valutata considerando sia i risultati economici della società sia il contributo pubblico necessario a garantire la connettività del territorio. La ricapitalizzazione non deve essere confusa con un intervento di salvataggio: sulla base della documentazione disponibile, rappresenta un adeguamento regolamentare e patrimoniale conseguente al nuovo livello di traffico.

Le infrastrutture: un terminal progettato per 500 mila passeggeri ora ne accoglie oltre 600 mila

La crescita commerciale ha prodotto una conseguenza particolarmente concreta: l’aeroporto ha superato la capacità annua di riferimento per la quale era stata configurata l’infrastruttura. Gli interventi realizzati tra il 2011 e il 2012 avevano consentito di dimensionare l’aerostazione per circa 500 mila passeggeri all’anno, una soglia raggiunta e superata a partire dal 2023.

Il risultato costituisce certamente un successo, ma comporta anche nuove esigenze operative. Un terminal che registra volumi superiori a quelli inizialmente previsti deve essere adeguato per mantenere livelli di servizio coerenti con la domanda. Le criticità possono riguardare spazi di attesa, controlli di sicurezza, gestione dei picchi, aree commerciali, movimentazione dei bagagli e accessibilità terrestre. Non è sufficiente aumentare i voli se l’infrastruttura non viene progressivamente adattata alla nuova dimensione.

Il piano industriale SASE 2025-2028, approvato nell’aprile 2025, aveva già individuato investimenti infrastrutturali per circa 7,7 milioni di euro, accompagnati dall’obiettivo di raggiungere circa 700 mila passeggeri e 20 rotte. Nell’ottobre 2026 la società ha comunicato che risultano finanziati interventi per circa 11,8 milioni di euro, comprendenti risorse del programma FSC 2021-2027 destinate all’adeguamento della capacità aeroportuale, delle dotazioni e delle infrastrutture di volo. L’aumento di capitale consentirà inoltre a SASE di sostenere la propria quota di cofinanziamento. È proprio questa la nuova fase dello sviluppo: dopo aver dimostrato di poter attrarre passeggeri, Perugia deve adeguare la propria struttura per sostenerne un numero superiore, mantenendo qualità operativa e sostenibilità economica.

La governance e il futuro: consolidare oggi per crescere ancora

La trasformazione dell’aeroporto riguarda anche l’organizzazione della società di gestione. Nel settembre 2026 SASE ha comunicato le dimissioni volontarie, per motivi personali e con decorrenza dal 2 novembre, del direttore generale Umberto Solimeno, successivamente nominato alla guida dell’aeroporto di Parma.

La società ha avviato una procedura pubblica per individuare una nuova figura di direttore generale operazioni e sviluppo e accountable manager. Il cambiamento rappresenta un passaggio da gestire con attenzione, soprattutto in una fase caratterizzata dal rinnovo degli accordi commerciali, dall’avvio di investimenti infrastrutturali e dalla necessità di consolidare un volume di traffico significativamente superiore al passato. Ma anche in questo caso occorre distinguere il normale ricambio manageriale dall’esistenza di una crisi aziendale, per la quale servirebbero elementi documentali specifici.

Il piano industriale 2025-2028 individua un obiettivo di circa 700 mila passeggeri annui e 20 rotte. Rispetto ai 620.420 passeggeri del 2025, si tratterebbe di un incremento di circa il 13%. L’obiettivo appare quantitativamente meno distante rispetto alle soglie che Perugia ha già superato negli ultimi anni, ma richiede un approccio differente. La fase della crescita accelerata, caratterizzata dall’ingresso di nuove compagnie e da aumenti molto elevati del traffico, deve progressivamente lasciare spazio a una strategia che privilegi stabilità e qualità dello sviluppo. Il rinnovo dell’accordo Ryanair sarà uno degli elementi centrali. Altrettanto importanti saranno il rafforzamento delle relazioni con gli altri vettori, l’adeguamento del terminal, la capacità di prolungare la stagionalità e una migliore integrazione dell’aeroporto con il sistema turistico regionale.

Perugia dispone di un bacino interessante, legato non soltanto alla città, ma anche ad Assisi, al Trasimeno, a Foligno, Spoleto, Gubbio e alle altre destinazioni umbre. La presenza di collegamenti internazionali rappresenta un fattore importante per il turismo incoming, soprattutto per una regione che non dispone di un grande aeroporto alternativo sul proprio territorio. La sfida commerciale sarà trasformare questo potenziale in una domanda sempre più stabile, valorizzando sia i visitatori stranieri sia i residenti che oggi utilizzano aeroporti di altre regioni.

Perugia non deve dimostrare di poter crescere: lo ha già fatto

Il percorso degli ultimi anni dimostra che l’aeroporto dell’Umbria è riuscito a superare una dimensione di traffico che per molto tempo aveva rappresentato un limite difficile da oltrepassare. Dai poco più di 200 mila passeggeri del periodo precedente alla pandemia si è arrivati a oltre 600 mila, attraverso un’espansione del network e una maggiore capacità di attrarre domanda. Sarebbe quindi riduttivo interpretare ogni revisione delle frequenze, ogni trattativa commerciale o ogni nuovo investimento patrimoniale come il segnale di una situazione problematica. Ciò non significa che lo scalo sia privo di criticità: la dipendenza commerciale da Ryanair, la necessità di finanziamenti pubblici, la capacità infrastrutturale da adeguare e il ricambio nella direzione rappresentano questioni reali, che richiedono programmazione e attenzione.

Ma esiste una differenza sostanziale tra un aeroporto che deve affrontare difficoltà perché non riesce a crescere e uno che deve adeguare la propria organizzazione perché è cresciuto oltre le dimensioni per le quali era stato progettato. Perugia si trova oggi soprattutto nella seconda situazione. Il risultato raggiunto non deve essere considerato un punto di arrivo definitivo, bensì la base sulla quale costruire una nuova fase industriale. Consolidare significa mantenere i collegamenti sostenibili, preservare la fiducia delle compagnie, migliorare le infrastrutture, gestire efficacemente le risorse e creare le condizioni per ulteriori investimenti. La crescita futura potrebbe non avere le stesse percentuali straordinarie registrate tra il 2022 e il 2023, ma ciò non rappresenterebbe necessariamente un arretramento: potrebbe indicare il passaggio a una dimensione operativa più stabile e matura.

Perugia ha già dimostrato di poter crescere. Adesso deve dimostrare di saper mantenere quella crescita e trasformarla in un sistema aeroportuale ancora più solido. È questa la vera sfida per SASE, per i soci pubblici e per l’intero territorio umbro. E, alla luce dei risultati raggiunti, parlare di consolidamento appare oggi più appropriato che descrivere lo scalo attraverso una generica narrativa di crisi.


Fonti: Assaeroporti – Dati di traffico aeroportuale, serie storica e settembre 2026 (2026); SASE – Bilancio di sostenibilità 2024 (giugno 2025); SASE – Relazione sul governo societario 2025 (aprile 2026); ANSA – Record di traffico nel 2025 per l’aeroporto dell’Umbria (7 gennaio 2026); ANSA – Ad agosto più di 85 mila passeggeri, record storico (9 settembre 2026); ANSA – Confermate le rotte Ryanair per la stagione invernale (15 settembre 2026); SASE – Nota stampa sulle relazioni commerciali con Ryanair (20 ottobre 2026); Assemblea legislativa dell’Umbria – Dichiarazioni di Enrico Melasecche su Ryanair e Rimini (21 ottobre 2026); Umbria24 – Aeroporto di Perugia, i soci danno il via libera all’aumento di capitale (23 ottobre 2026); Regione Umbria – Approvato il piano industriale SASE 2025–2028 (28 aprile 2025); Agenzia Umbria Ricerche – Aeroporti medi italiani: dinamiche di crescita 2019–2025 (6 agosto 2025); ANSA – Umberto Solimeno nominato direttore dell’aeroporto di Parma (21 settembre 2026).

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