Aeroporto di Catania

Aeroporti Sicilia, settembre 2026: Palermo, Trapani e Comiso crescono, Catania cala tra le chiusure per l’Etna

Il traffico aereo in Sicilia presenta a settembre 2026 uno scenario particolarmente interessante. Mentre gli aeroporti italiani registrano una crescita complessiva del 6,5%, Palermo, Trapani e Comiso chiudono il mese con incrementi significativi, in un contesto segnato dalle ripetute interruzioni operative dell’aeroporto di Catania-Fontanarossa, provocate dall’attività vulcanica dell’Etna.

I dati pubblicati da Assaeroporti il 30 ottobre confermano un andamento differenziato: Palermo raggiunge 1.227.047 passeggeri (+29,9%), Trapani 153.100 (+31,9%) e Comiso 60.277 (+347,7%). Catania, invece, scende a 1.044.124 passeggeri, registrando una contrazione del 15,4% rispetto a settembre 2025.

Il risultato conferma quanto già emerso nell’analisi WEtravel NEWS sul traffico degli aeroporti italiani di settembre 2026, ma il caso siciliano richiede un approfondimento specifico. Non si tratta semplicemente di tre aeroporti che guadagnano passeggeri mentre un quarto li perde: una parte della crescita può essere collegata alle riprotezioni e ai dirottamenti, mentre un’altra riflette l’evoluzione dell’offerta commerciale dei singoli scali.

Aeroporti siciliani: i dati di settembre e dei primi nove mesi del 2026

AeroportoSettembre 2026Var. %Gen.–set. 2026Var. %
Palermo1.227.047+29,9%8.243.229+15,1%
Trapani153.100+31,9%1.082.337+32,7%
Comiso60.277+347,7%325.439+286,1%
Catania1.044.124−15,4%9.239.159−3,3%

Fonte: Assaeroporti. Passeggeri totali e variazioni rispetto agli stessi periodi del 2025.

Il dato progressivo permette di comprendere meglio la portata del fenomeno. Catania mantiene la leadership siciliana dall’inizio dell’anno, con oltre 9,2 milioni di passeggeri, mentre Palermo supera gli 8,2 milioni e riduce la distanza tra i due maggiori aeroporti dell’isola. Trapani ha già superato il milione di passeggeri nei primi nove mesi e Comiso ha più che triplicato il traffico rispetto al 2025.

Particolarmente interessante è la composizione della crescita. A Palermo, nel mese di settembre, il traffico nazionale aumenta del 19,7% e quello internazionale del 46,8%. Trapani cresce rispettivamente del 22,6% e del 54,1%. L’espansione non riguarda quindi esclusivamente il mercato domestico, ma comprende una componente internazionale importante, da analizzare insieme agli effetti dei voli dirottati.

Aeroporto di Catania: il calo dei passeggeri e l’impatto dell’Etna

L’aeroporto di Catania-Fontanarossa si trova in una condizione operativa particolare: è uno dei principali scali italiani per volume di traffico, ma è anche esposto alle conseguenze dell’attività dell’Etna. Le emissioni di cenere vulcanica possono determinare limitazioni dello spazio aereo, cancellazioni e dirottamenti, con conseguenze che si estendono ben oltre le ore di effettiva chiusura.

Il 2026 ha reso particolarmente evidente questa vulnerabilità. Già durante luglio e agosto lo scalo aveva subito ripetute restrizioni operative, approfondite da WEtravel NEWS nell’articolo «Catania airport e l’Etna, la situazione scotta, mentre Comiso…», che aveva evidenziato le difficoltà dell’intero sistema aeroportuale orientale.

A settembre si sono verificati nuovi episodi. Il 14 e 15 settembre la presenza di cenere vulcanica ha imposto la chiusura di settori dello spazio aereo, coinvolgendo oltre 150 voli tra cancellazioni, dirottamenti e riprogrammazioni. Un’ulteriore interruzione è stata registrata il 28 settembre, quando la ripresa dell’attività vulcanica ha determinato nuove modifiche all’operatività.

Il dato mensile mostra una contrazione del 16,1% del traffico nazionale e del 14,5% di quello internazionale. La flessione interessa quindi entrambe le componenti e coincide con un periodo caratterizzato da limitazioni operative documentate. Tuttavia, non sarebbe corretto attribuire automaticamente l’intero calo del 15,4% all’Etna senza conoscere la capacità originariamente programmata e il numero complessivo dei passeggeri riprotetti.

La questione è stata affrontata anche nell’approfondimento WEtravel NEWS sull’impatto turistico dell’Etna e sulle criticità strutturali di Catania e Comiso. Il problema non è eliminare un rischio naturale impossibile da controllare, ma ridurre le conseguenze delle interruzioni attraverso infrastrutture, procedure operative e collegamenti terrestri adeguati.

È inoltre importante non confondere il rallentamento del traffico con un disimpegno commerciale delle compagnie. Ryanair, ad esempio, ha annunciato per l’inverno 2026-2027 cinque aeromobili basati a Catania e nuove rotte internazionali. Lo scalo continua quindi ad attrarre investimenti, pur dovendo affrontare un rischio operativo che ne condiziona la regolarità.

Aeroporto di Palermo: una crescita strutturale rafforzata da nuove rotte e compagnie

Palermo è uno dei casi più interessanti del 2026, perché il risultato di settembre potrebbe essere interpretato superficialmente come una semplice conseguenza delle difficoltà di Catania. Le operazioni di riprotezione hanno certamente contribuito al traffico, ma la crescita del Falcone Borsellino era iniziata prima delle emergenze vulcaniche estive.

Il 26 marzo GESAP aveva presentato una programmazione estiva di 105 destinazioni in 28 Paesi, con 37 compagnie aeree e dieci nuove rotte. La capacità programmata era pari a circa 8,68 milioni di posti in vendita, in aumento del 14%, mentre l’offerta internazionale cresceva del 22%.

Un elemento determinante è rappresentato dall’espansione di Wizz Air a Palermo, con la riapertura della base operativa e il successivo rafforzamento del network. WEtravel NEWS aveva approfondito questa strategia nell’articolo «Wizz Air riapre la base a Palermo e accelera», analizzando l’impatto dei nuovi aeromobili basati e la concorrenza con gli altri vettori.

L’espansione è proseguita con l’annuncio di un terzo aeromobile basato e ulteriori collegamenti internazionali. Questi investimenti rappresentano crescita commerciale programmata, distinta dai benefici temporanei derivanti dall’accoglienza dei voli dirottati da Catania.

Il gestore ha inoltre presentato un piano infrastrutturale da 252 milioni di euro, destinato a rafforzare il terminal, migliorare i servizi e accompagnare l’aumento del traffico. Palermo non sta quindi crescendo soltanto per circostanze eccezionali, ma attraverso una strategia che combina ampliamento del network e investimenti aeroportuali.

Il risultato di settembre, con Palermo davanti a Catania per il secondo mese consecutivo, ha un valore simbolico, ma non costituisce un sorpasso definitivo. Catania mantiene infatti un volume superiore nel progressivo annuale e serve un bacino differente. La questione più importante non è quale dei due aeroporti occupi la prima posizione, ma quanto traffico aggiuntivo ciascuno riesca a generare autonomamente.

Aeroporto di Trapani: il ritorno della base Ryanair sostiene la crescita

Per Trapani-Birgi, l’elemento centrale è il ritorno della base operativa Ryanair, avvenuto nel gennaio 2026. La compagnia ha annunciato per l’estate due aeromobili basati e 24 rotte, sei delle quali nuove, verso Bari, Bournemouth, Lublino, Saarbrücken, Stoccolma e Verona.

Si tratta di un cambiamento significativo rispetto al 2025, quando Trapani aveva registrato una contrazione del traffico del 6,3%. La crescita del 31,9% a settembre e del 32,7% nel progressivo annuale trova quindi un riscontro concreto nell’espansione dell’offerta commerciale.

WEtravel NEWS aveva già analizzato le motivazioni di questa scelta nell’articolo «Ryanair torna a Trapani dopo la fuga dalla Spagna», evidenziando il rapporto tra riallocazione della capacità, condizioni economiche e strategia commerciale della compagnia.

Un ruolo importante è stato svolto anche dall’abolizione dell’addizionale municipale sui diritti d’imbarco negli aeroporti minori siciliani, operativa da gennaio 2026. Ryanair ha collegato esplicitamente il ritorno della base trapanese a questa misura, che ha migliorato la convenienza economica delle operazioni.

Il 21 ottobre la compagnia ha inoltre confermato l’estensione dell’operatività della base alla stagione invernale 2026-2027, con un aeromobile basato e collegamenti verso Milano Malpensa e Verona. Il rafforzamento invernale rappresenta un elemento significativo perché contribuisce a ridurre la dipendenza dello scalo dalla sola stagione turistica.

Anche Trapani ha accolto voli dirottati durante le emergenze dell’Etna, ma la sua crescita non può essere ricondotta esclusivamente a questi episodi. Il risultato si inserisce in un programma di sviluppo già avviato, la cui sostenibilità futura dipenderà dalla capacità di consolidare il network e mantenere condizioni commerciali competitive.

Aeroporto di Comiso: crescita record, ma anche recupero rispetto al 2025

Comiso registra la crescita percentuale più elevata tra gli aeroporti italiani nel settembre 2026: +347,7%. I passeggeri passano da circa 13.500 nel settembre 2025 a 60.277 nel settembre 2026. Nel progressivo annuale lo scalo raggiunge 325.439 passeggeri, contro circa 84 mila nello stesso periodo dell’anno precedente.

Il risultato è significativo, ma va interpretato considerando il punto di partenza. Nel 2025 Comiso aveva registrato una contrazione annuale del 48,5%. La crescita del 2026 rappresenta quindi anche un recupero rispetto a una base di confronto particolarmente debole, oltre che l’effetto dei nuovi collegamenti e del traffico straordinario generato dai dirottamenti.

Comiso svolge una funzione particolare all’interno del sistema aeroportuale orientale. Gestito da SAC insieme a Catania, rappresenta l’alternativa geograficamente più vicina a Fontanarossa, ma le sue infrastrutture e i collegamenti terrestri non consentono ancora di considerarlo una soluzione capace di assorbire ogni interruzione provocata dall’Etna.

Sul piano commerciale, la Regione Siciliana ha annunciato un programma da 3 milioni di euro per dodici mesi, assegnato ad Aeroitalia, destinato a rafforzare i collegamenti con Pisa, Napoli, Venezia e Malta. WEtravel NEWS aveva già approfondito le implicazioni economiche di questa operazione nell’articolo «Aeroitalia espande il network da Comiso con il sostegno dei fondi regionali».

L’intervento costituisce un’opportunità importante, ma ripropone una questione industriale: quanto sarà sostenibile il network di Comiso una volta terminato il periodo di sostegno pubblico? La capacità di mantenere i collegamenti oltre la durata degli incentivi rappresenterà un indicatore decisivo della maturità commerciale dello scalo.

Sul fronte infrastrutturale, la Regione ha inoltre annunciato investimenti destinati al potenziamento dell’area cargo, del terminal, della pista e della viabilità di accesso. Lo sviluppo di Comiso dovrà quindi procedere su due direttrici complementari: servire autonomamente il territorio ibleo e rafforzare la resilienza dell’intero sistema aeroportuale della Sicilia orientale.

Etna e aeroporti siciliani: l’emergenza dimostra quanto sia necessario un coordinamento

Le ripetute interruzioni di Catania hanno evidenziato una questione più ampia: la Sicilia dispone di aeroporti alternativi, ma la loro capacità di funzionare come un sistema coordinato dipende anche dai collegamenti terrestri.

Palermo, Trapani e Comiso hanno contribuito a garantire la continuità di una parte delle operazioni, accogliendo aeromobili impossibilitati ad atterrare a Catania. Tuttavia, un volo dirottato non conclude il proprio percorso operativo quando raggiunge una pista alternativa: i passeggeri devono essere trasferiti verso la destinazione finale.

La situazione può diventare particolarmente complessa quando il dirottamento avviene verso Palermo o Trapani, con distanze stradali considerevoli rispetto alla Sicilia orientale. A questo si aggiungono la disponibilità degli autobus, gli orari ferroviari, l’assistenza ai viaggiatori e il coordinamento tra compagnie, gestori e autorità.

Durante l’emergenza del 28 settembre, la Regione Siciliana ha comunicato un potenziamento dei collegamenti terrestri con oltre 5.300 posti ferroviari aggiuntivi nell’arco di tre giorni e più di cento autobus destinati ai trasferimenti. L’intervento dimostra che la continuità operativa aeroportuale richiede anche una rete di trasporto terrestre capace di reagire rapidamente.

ENAC ha ricordato che la responsabilità dell’informazione e della riprotezione dei passeggeri rimane in capo alle compagnie aeree, con il supporto dei gestori. La Regione può contribuire all’organizzazione dei trasferimenti, ma questo non elimina gli obblighi che la normativa attribuisce ai vettori.

La questione era già stata sollevata da WEtravel NEWS nell’analisi sulle criticità strutturali di Catania e sull’autonomia della Sicilia. Le emergenze vulcaniche non possono essere prevenute nel loro verificarsi, ma possono essere affrontate attraverso procedure operative prestabilite, maggiore capacità di assorbimento degli aeroporti alternativi e servizi terrestri coordinati.

Sicilia orientale e occidentale: due sistemi aeroportuali da sviluppare insieme

Il Piano nazionale aeroporti presentato nel 2026 propone per la Sicilia una struttura articolata in due sistemi integrati: quello orientale, incentrato su Catania e Comiso, e quello occidentale, che comprende Palermo e Trapani, insieme agli altri scali insulari previsti dalla pianificazione.

Le prospettive individuate al 2035 prevedono una crescita significativa, con Catania orientata verso 16,5 milioni di passeggeri, Palermo verso 11,4 milioni, Trapani verso 1,36 milioni e Comiso verso 537 mila. Si tratta di obiettivi di pianificazione, non di volumi garantiti, il cui raggiungimento dipenderà dagli investimenti e dalle decisioni delle compagnie.

Il modello dei sistemi integrati può contribuire a migliorare la distribuzione delle funzioni aeroportuali, valorizzando le specificità dei singoli scali. Ma la gestione coordinata non può limitarsi a una definizione amministrativa: deve tradursi in infrastrutture, network e procedure operative capaci di produrre risultati misurabili.

Per la Sicilia orientale, il rapporto tra Catania e Comiso rappresenta il nodo principale. Comiso non dovrebbe svilupparsi soltanto come aeroporto alternativo durante le emergenze dell’Etna, ma anche come infrastruttura capace di intercettare autonomamente la domanda del territorio, riducendo la dipendenza da Fontanarossa.

Nella Sicilia occidentale, invece, Palermo e Trapani presentano caratteristiche commerciali differenti. Il primo dispone di un network ampio e diversificato, mentre il secondo sta sviluppando una maggiore specializzazione nei collegamenti low cost. La complementarità può funzionare se ciascuno mantiene una propria funzione commerciale, evitando una distribuzione artificiale del traffico.

Crescita commerciale e voli dirottati: due fenomeni da non confondere

L’analisi dei dati di settembre richiede una distinzione fondamentale: un passeggero riprotetto su un aeroporto alternativo non rappresenta automaticamente una nuova domanda acquisita da quello scalo.

Se un volo originariamente destinato a Catania atterra a Palermo, il movimento viene registrato nell’aeroporto che lo accoglie, ma il passeggero non ha necessariamente scelto Palermo come destinazione. È un effetto della gestione dell’emergenza e non una dimostrazione della maggiore attrattività commerciale dello scalo.

Diversa è la situazione delle nuove rotte programmate, degli aeromobili basati e dell’aumento delle frequenze. Questi elementi rappresentano investimenti industriali e commerciali che possono generare traffico aggiuntivo, contribuendo alla crescita strutturale dell’aeroporto.

Palermo e Trapani presentano evidenze concrete di un’espansione autonoma del network, mentre Comiso combina una fase di recupero commerciale con il ruolo di alternativa operativa a Catania. La crescita del traffico osservata a settembre riflette quindi fattori differenti, che non possono essere ricondotti a una causa unica.

Per quantificare il peso effettivo dell’Etna sarebbe necessario confrontare i dati sui voli cancellati e dirottati con la capacità originariamente programmata, i passeggeri trasportati e le eventuali riprogrammazioni. Senza queste informazioni, qualsiasi attribuzione percentuale sarebbe una stima non sufficientemente documentata.

Il futuro degli aeroporti siciliani: crescita, investimenti e continuità operativa

La Sicilia dispone di un sistema aeroportuale importante, che nel 2026 sta mostrando opportunità commerciali e criticità operative differenti. Palermo cresce grazie all’ampliamento del network e agli investimenti delle compagnie, Trapani beneficia del ritorno della base Ryanair e Comiso attraversa una fase di recupero sostenuta anche da nuove iniziative commerciali e risorse pubbliche.

Catania continua a rappresentare il principale aeroporto siciliano per traffico progressivo, ma l’esposizione all’attività vulcanica dell’Etna costituisce una variabile che deve essere affrontata attraverso una pianificazione strutturale e non soltanto con interventi emergenziali.

Non sarebbe corretto contrapporre gli aeroporti sulla base di un singolo mese, né considerare i dirottamenti come una vittoria commerciale degli scali che li accolgono. Allo stesso tempo, non sarebbe corretto ignorare gli investimenti che stanno contribuendo alla crescita autonoma di Palermo, Trapani e Comiso.

La sfida è costruire un sistema nel quale ogni aeroporto possa sviluppare una propria domanda e contemporaneamente contribuire alla continuità operativa dell’intera isola. Per farlo servono infrastrutture adeguate, collegamenti terrestri efficienti, una maggiore conoscenza dei bacini di utenza e strategie commerciali sostenibili.

L’Etna non può essere controllato. Le conseguenze delle sue eruzioni sul sistema dei trasporti, invece, possono e devono essere gestite attraverso una pianificazione adeguata.

È su questa capacità, più che sulle classifiche mensili dei passeggeri, che si misurerà l’effettiva maturità del sistema aeroportuale siciliano.


Fonti: Assaeroporti – Dati di traffico aeroportuale, settembre 2026 (30 ottobre 2026); ENAC – Emergenza Etna e sicurezza dei voli (14 agosto 2026); ENAC – Coordinamento con la Regione Siciliana e verifica delle misure di tutela dei passeggeri (14 agosto 2026); SAC – Aggiornamento Etna e operatività dell’aeroporto di Catania (15 settembre 2026); ANSA – Rallenta l’emissione di cenere dell’Etna, riprendono i voli a Catania (29 settembre 2026); Regione Siciliana – Aeroporto di Catania, interventi per garantire i trasferimenti dei passeggeri (28 settembre 2026); GESAP – Stagione estiva 2026 con 105 destinazioni e dieci nuove rotte (26 marzo 2026); ANSA/GESAP – Wizz Air annuncia sei nuove rotte da Palermo (24 aprile 2026); Ryanair – Operativo estivo record 2026 a Trapani-Marsala (24 febbraio 2026); Ryanair – Operativo invernale 2026 in Sicilia (21 ottobre 2026); Airgest – Avviso ai passeggeri per l’emergenza Etna (29 settembre 2026); Regione Siciliana – Comiso, otto nuovi voli a settimana per un anno (4 settembre 2026); Regione Siciliana – Aeroporto di Comiso, progetto di sviluppo dell’area cargo (24 settembre 2026); La Sicilia – Aeroporti siciliani, due sistemi integrati nel Piano nazionale (2 settembr

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