Airlines UK

Lobby del turismo britannico dovrebbero bussare a Downing Street…

Le ripetute richieste di aiuto che ABTA e Airlines UK stanno indirizzando alla Commissione Europea e alle cancellerie dei Paesi Schengen per sventare il collasso degli aeroporti in estate rischiano di rivelarsi un esercizio di diplomazia sterile.

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Brexit

La crisi dell’isolamento del Regno Unito: Brexit e la…

Il panorama del trasporto aereo europeo sta attraversando una fase di profonda polarizzazione geopolitica e commerciale. Per la prima volta dal picco della ripresa post-pandemia, i dati aggregati a livello continentale mostrano un’inversione di tendenza nei volumi complessivi dei passeggeri.

Questo rallentamento non colpisce i mercati in modo uniforme, ma evidenzia un’Europa marcatamente a due velocità: da un lato, l’area del Mediterraneo e l’Europa meridionale continuano a mostrare dinamismo; dall’altro, i mercati storicamente maturi e centralizzati del Nord Europa registrano evidenti segnali di affaticamento strutturale. Al centro di questa controtendenza si colloca il Regno Unito, il cui modello storico appare oggi fortemente penalizzato dagli effetti combinati della Brexit e dell’instabilità macroeconomica interna (inflazione, perdita potere d’acquisto).

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Brexit

EES, turismo britannico: sfide dei vettori UK post BREXIT

Il recente episodio registrato all’aeroporto di Milano Linate, dove un volo easyJet è decollato lasciando a terra numerosi passeggeri bloccati ai controlli di frontiera, anticipa una criticità logistica che rischia di divenire la norma durante la stagione estiva negli scali di Spagna e Portogallo, mete principali del turismo britannico.

Con l’entrata a pieno regime del sistema EES (Entry/Exit System), il cui cronoprogramma era ampiamente noto a tutti gli operatori del settore, l’industria si trova di fronte a una realtà operativa strutturale: la gestione dei flussi extra-UE richiede un nuovo paradigma organizzativo. Alla luce di tali oneri gestionali, i vettori e le lobby del settore britannico si trovano nella necessità di esercitare una pressione istituzionale su Downing Street affinché venga accelerato un percorso di rientro nell’Unione Europea, un’opzione strategica verso la quale le porte delle istituzioni comunitarie sono aperte, Il Regno Unito è Europa.

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Aviation UK

Manca il personale, la BREXIT diventa la “scusa”, ma…

La maggioranza degli inglesi non volevano davvero la BREXIT, tutti in UK e in Europa eravamo consapevoli dei problemi che avrebbe avuto il Regno Unito, in una sorta di auto-isolamento, la dichiarazione del CEO di easyJet che incolpa la BREXIT come uno dei motivi dei problemi di easyJet, anche se ciò che dice è vero (è parte del problema), tutti ci chiediamo se Johan Lundgren e i manager di easyJet vivono nella nostra stessa dimensione o in una parallela, ma non solo loro.

Il governo del Regno Unito nega che la BREXIT ha conseguenze sul personale di molti settori, quando i problemi sono stati da subito evidenti, vi ricordate quando le merci scarseggiavano nei negozi UK, perché i camionisti non erano britannici? Ora le compagnie aeree non riescono a trovare abbastanza personale perché almeno il 40% proveniva dalla UE.

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London Stock Exchange Brexit

Brexit: una delle conseguenze è la bassa affluenza al…

A decidere sono una manciata di azionisti, un crollo dell’affluenza che rende il voto quasi ininfluente sulle decisioni dei consigli di amministrazione e CEO delle compagnie aeree come easyJet, Ryanair e Wizz Air.

L’impressione è che gli azionisti britannici, partecipassero più attivamente al voto, da quando sono stati privati dei diritti di voto a causa della BREXIT, è letteralmente crollata l’affluenza.

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Brexit

Brexit, per i britannici sta per tornare il roaming.

Torneremo a sentirci non a casa quando voleremo nuovamente nel Regno Unito, forse si, perchè come prima dell’introduzione del roaming europeo, che cambiò il nostro modo di comunicare, probabilmente torneremo a pagare dei costi aggiuntivi, quando utilizzeremo una sim europea, nel Regno Unito, ai britannici verranno imposte delle tariffe in Europa a partire da questo mese, a seconda dell’operatore.

Il Regno Unito è e rimarrà sempre legata all’Europa, ne è parte anche se non lo è dal punto di vista della UE, ma a partire da fine gennaio per i clienti Vodafone UK, il viaggiatore britannico dovrà sostenere costi aggiuntivi per utilizzare il proprio telefono in Europa, per i clienti italiani in UK, al momento nessun operatore italiano ha annunciato cambiamenti.

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Brexit

Boris Johnson: in caso di no deal, stop alla…

Caro Boris, non pensare che la tua linea dura con la Brexit anche in caso di No-Deal, che deve comunque essere approvata dal parlamento inglese, il Regno Unito possa mantenere una posizione così rigida rischiando di farsi solo molto male.

L’unione Europea ha già concesso in questi anni numerosi benefici al Regno Unito, tale posizione non può certo mettere il governo inglese in una posizione in grado di chiedere di più o di superiorità, rispetto l’Unione e agli stati membri. Leggi di più “Boris Johnson: in caso di no deal, stop alla libera circolazione”