Brexit

Boris Johnson: in caso di no deal, stop alla…

Tempo di lettura 2 minuti

Caro Boris, non pensare che la tua linea dura con la Brexit anche in caso di No-Deal, che deve comunque essere approvata dal parlamento inglese, il Regno Unito possa mantenere una posizione così rigida rischiando di farsi solo molto male.

L’unione Europea ha già concesso in questi anni numerosi benefici al Regno Unito, tale posizione non può certo mettere il governo inglese in una posizione in grado di chiedere di più o di superiorità, rispetto l’Unione e agli stati membri.

Il recente studio commissionato dal governo di Theresa May, evidenzia scenari molto critici per l’Inghilterra nel caso di un uscita senza accordo e tale accordo non può essere solo a favore del Regno Unito, ma come quello già firmato, deve tutelare i diritti dei cittadini dell’unione e gli interessi di tutti i soggetti economici della stessa Comunità.

Come si legge in un articolo della ADNKronos, in caso di uscita senza accordo dalla UE il prossimo 31 ottobre, il governo britannico metterà fine “immediatamente” alla libera circolazione delle persone.

Lo ha fatto sapere una portavoce di Downing Street, in quello che appare come un irrigidimento delle posizioni rispetto al precedente esecutivo di Theresa May, che aveva previsto “un periodo di transizione” in caso di no deal.

Un irrigidimento della posizione del governo inglese per cercare di metter paura ai paesi membri della UE o per cercare di non fare la stessa fine di Theresa, che era dall’inizio abbastanza scontata?

In ogni caso non mi sembra che questa sia la strada giusta, è la stessa che ha portato alle dimissione della May, cambia poco che la linea sia più dura, il concetto e le basi su cui trattare sono sempre le stesse, ovvero non si tratta, lo si è già fatto.

STOP alla libera circolazione

La libera circolazione come esiste adesso finirà il 31 ottobre quando il Regno Unito lascerà l’Ue – ha sottolineato la portavoce – Per esempio, introdurremo immediatamente regole più strette in materia di criminalità per le persone che entrano nel Regno Unito“.

Altre modifiche per adottare un nuovo sistema dell’immigrazione sono “in corso di elaborazione”, ha fatto sapere Downing Street, ricordando che il premier Boris Johnson ha in mente un sistema a punti sul modello di quello vigente in Australia.

Fate pure, a vostro rischio e pericolo, anche se L’Europa non ne uscirà indenne, chi ci rimetterà di più sarà il Regno Unito che diventerà a tutti gli effetti un paese extracomunitario, con problemi di approvigionamento di medicinali e beni di prima necessità e con dazi che faranno lievitari i prezzi dei beni di consumo in UK con un conseguente impoverimento della popolazione, in particolare delle fasce più deboli.

E a tutti i cittadini inglesi che io amo, come amo il vostro paese, preparatevi all’eventualità di dover richiedere il visto per entrare in Europa, il precedente governo, almeno su questo si era ccordato con la UE in caso di uscita senza accordo, mantenendo la situazione attuale, di un paese che è già Extra Schenghen.

La linea dura senza dialogo, da una posizione chiaramente non dominante, non può che portare a creare danni.

Luca Gorrasi
Nato a Mestre, dove vivo tutt’ora, laureato in informatica, IT e WEB specialist, ho unito la mia passione per il settore #aviation e il web, fondando questo blog nel 2017

Rispondi