Aeroporto di Catania
Etna e Catania: impatto turistico, autonomia speciale, nodi strutturali
L’ennesimo blocco operativo dell’aeroporto di Catania-Fontanarossa, causato dalle cicliche eruzioni dell’Etna, ripropone la fragilità del sistema dei trasporti siciliano. L’ultima sospensione delle attività ha determinato la cancellazione di centinaia di voli nel pieno dell’estate, lasciando bloccati migliaia di passeggeri e imponendo pesanti disagi sia ai turisti costretti ad annullare o interrompere le vacanze, sia ai residenti con gravi difficoltà nel rientrare nell’isola o di uscire dall’isola
Le stime degli operatori economici delineano perdite di milioni di euro a danno dell’indotto turistico, alberghiero e dei servizi. La responsabilità di questo quadro ricade direttamente sulla politica locale e regionale, che ha storicamente guidato la SAC senza mai definire un effettivo piano d’emergenza in caso di chiusura dello scalo. Anziché ampliare Comiso e realizzare le necessarie infrastrutture viarie e di collegamento, le istituzioni hanno continuato a concentrare risorse ed investimenti in modo pressoché esclusivo sull’hub di Catania. Non è accettabile far ricadere le colpe della politica locale, sui passeggeri,
La gestione della crisi richiama infatti l’assetto della compagine azionaria di SAC S.p.A., la società di gestione a controllo interamente pubblico. Il capitale dell’ente fa capo alla Camera di Commercio del Sud Est Sicilia (azionista di maggioranza con oltre il 60%), alla Città Metropolitana di Catania, al Libero Consorzio Comunale di Siracusa, all’IRSAP (ente della Regione Siciliana), al Comune di Catania e al Comune di Comiso.
La governance dell’infrastruttura, dai vertici attuali fino alle passate gestioni, è sempre stata espressione diretta degli equilibri tra i governi regionali alternatisi nel tempo (dalle presidenze di Renato Schifani e Nello Musumeci fino a quelle di Rosario Crocetta e Raffaele Lombardo) e gli enti locali della Sicilia orientale.
Un elemento di rilievo risiede nel contrasto tra le criticità dello scalo e le prerogative dell’amministrazione regionale.
La Sicilia, in virtù del suo statuto di Regione Autonoma, dispone di un’ampia autonomia finanziaria e di risorse di bilancio superiori a quelle di diverse regioni del Nord Italia. Ciononostante, le istituzioni locali non sono riuscite a predisporre soluzioni a problemi ciclici e prevedibili (non si sa quando, ma si sa che l’Etna è sempre attivo).
L’esempio principale rimane il mancato sviluppo dell’aeroporto di Comiso come alternato operativo primario e la carenza di adeguate direttrici di collegamento terrestre, che mantengono l’intero sistema dipendente della Sicilia Orientale, da un unico polo.
Il confronto politico
Nel confronto politico, il Presidente della Regione, Renato Schifani, persegue l’apertura ai privati del capitale di SAC come soluzione per velocizzare gli investimenti, ammodernare i sistemi di pulizia delle piste e sbloccare lo sviluppo di Comiso. Il Ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci, sostiene dal canto suo che la presenza dell’Etna e la caduta di cenere richiedano una programmazione ordinaria e strumenti di prevenzione adeguati da parte del gestore aeroportuale e delle autorità dell’aviazione. Tuttavia, nel dibattito pubblico si fa notare come entrambi gli esponenti abbiano ricoperto per anni ruoli apicali alla guida della Regione e di diversi enti territoriali senza tuttavia modificare lo stato di fatto o realizzare le soluzioni infrastrutturali oggi invocate, elemento che porta analisti e opposizioni a mettere in discussione la titolarità politica delle loro attuali prese di posizione.
Le categorie economiche e i cittadini evidenziano come la disponibilità finanziaria garantita dall’autonomia speciale non si sia tradotta in una visione strategica dei trasporti, lasciando ciclicamente l’isola priva di collegamenti certi. In questo scenario, pur essendo chiaro che i vettori aerei non hanno colpe dirette sui fenomeni vulcanici o sui limiti delle infrastrutture di terra, emerge la necessità che le stesse compagnie valutino pianificazioni operative alternative e più sicure per tutelare i passeggeri a fronte di un hub esposto a blocchi continui.