Aeroitalia

Aeroitalia espande il network da Comiso con il sostegno dei fondi regionali

Aeroitalia si è aggiudicata il bando promosso dal Dipartimento Infrastrutture e Trasporti della Regione Siciliana per l’incremento delle frequenze e dei collegamenti presso l’Aeroporto “Pio La Torre” di Comiso.

L’operazione, dal valore di 3 milioni di euro per un periodo di 12 mesi, introduce 8 nuovi voli settimanali che andranno ad affiancarsi ai collegamenti in continuità territoriale già operati verso Roma Fiumicino e Milano Linate.

Le nuove rotte in programma

Il pacchetto di incentivi sblocca quattro nuove direttrici mirate a potenziare la connettività della Sicilia sud-orientale:

  • Pisa: Collegamento destinato alla mobilità di studenti e lavoratori verso la Toscana.
  • Napoli: Direttrice strategica per i flussi con il Mezzogiorno peninsulare.
  • Venezia: Ripristino della rotta diretta con il Nord-Est.
  • Malta: Unico collegamento internazionale, volto a stimolare il turismo e i traffici a corto raggio.

L’analisi: un’infrastruttura che fatica ad azzerare il rischio d’impresa

L’ennesimo ricorso a risorse pubbliche per l’attivazione di collegamenti di linea ripropone l’interrogativo sulla reale capacità dello scalo ibleo di raggiungere un’autosufficienza economica.

L’erogazione di contributi si conferma uno strumento indispensabile per mitigare il rischio d’impresa dei vettori: senza un sostegno finanziario diretto a copertura dei costi fissi, per compagnie come Aeroitalia l’impiego di aeromobili su Comiso risulterebbe marginale rispetto a scali ad alto traffico. A pesare sulle prospettive di sviluppo della struttura è la costante ombra di Catania Fontanarossa — gestita dalla medesima società (SAC) —, i cui volumi assorbono in maniera naturale la domanda commerciale della Sicilia orientale.

Con un bacino d’utenza caratterizzato da spiccata stagionalità e da volumi business ridotti, Comiso fatica a generare ricavi non-aviation sufficienti a sostenere i costi dell’infrastruttura. L’ennesima gara dimostra come la continuità operativa dello scalo rimanga strettamente vincolata alle risorse pubbliche: terminata la copertura dei 12 mesi previsti dal bando, la tenuta delle rotte e l’autonomia finanziaria del “Pio La Torre” torneranno inevitabilmente al punto di partenza.

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