coronavirus UK

Un aiuto statale in UK, davvero come ultima spiaggia

Tempo di lettura 2 minuti

Virgin atlantic si appresta a chiedere aiuto al governo inglese, avendo già fatto il possibile con il suo azionista e fondatore Branson per iniettare liquidità al vettore.

Ma un aiuto di stato, che come preannunciato dal segretario ai trasporti Grant Shapps, non sarà indolore per le compagnie aeree.

Anche Rishi Sunak aveva avvertito l’industria aeronautica inglese che gli aiuti che saranno personalizzati arriveranno solo dopo che ogni vettere avesse esaurito tutte le altre opzioni disponibili.

Ovvero, il governo, aiuterà le aziende del settore, solo nel caso in cui in primis gli azionisti inietteranno liquidità nel capitale e siano state avviate tutte le opzioni di riduzione dei costi per salvaguardare la liquidità.

Nei giorni scorsi inoltre lo stesso  Grant Shapps , aveva utilizzato queste parole, che rendono chiara la strada che ha deciso di percorrere il governo inglese: “ Il governo non permetterà il collasso di compagnie aeree leader a livello mondiale, ben gestite e redditizie“.

Ecco perchè Richard Branson con la sua Virgin vista la situazione finanziaria del vettore che ha scarsa liquidità rispetto ad altri vettori come easyJet e Ryanair ad esempio, si appresta a chiedere aiuto al governo inglese

Chiaro il monito di Mark Manduca, analista di Citigroup, che ha affermato che l’ingresso del governo inglese come azionista per aiutare i vettori in difficoltà, in questa particolare situazione e con questa modalità: “Gli aiuti del governo saranno impantanati in alleanze punitive. . . che potenzialmente potrebbe durare anni. Gli aiuti includono debito ad alto tasso di interesse, subordinati attuali obbligazionisti senior e restrizioni future sugli stipendi dei dirigenti e sui dividendi. Non è affatto un aiuto.

Ecco perchè davvero questo verrà considerata come “ultima spiaggia” per i vettori che cercheranno il più possibile di uscirne da soli, facendo anche tagli importanti ed operazioni finanziarie con la flotta di proprietà ed in leasing.

Il leasing, che può facilmente essere gestito da compagnie aeree in buona salute, diventa difficile per quelle meno forte e più piccole con meno potere contrattuale.

I locatori, oggi hanno in mano un potere immenso, potrebbero decidere chi vivrà e chi no.

Willie Walsh, amministratore delegato di IAG ha detto: “Mi aspetterei che i locatori iniziassero a scegliere i vincitori

Due terzi dei 455 velivoli di Ryanair sono di proprietà diretta, gli analisti stimano che con una liquidità netta di € 4 miliardi alla fine di febbraio,Ryanair ha circa 18 mesi di liquidità con nessun volo operato, mentre easyJet con una flotta al 70% di proprietà 10 mesi di liquidità.

Entrambi i vettori a differenza di altri con una quota maggiore di leasing, hanno in mano velivoli che possono essere utilizzati per ottenere nuove linee di credito, alcuni di essi potrebbero quindi essere ipotecati.

Queste compagnie aeree quindi hanno ancora qualche mezzo per evitare di chiedere aiuti al governo inglese che potrebbero mettere a rischio la governance delle società e anche la loro indipendenza da scelte più politiche che di mercato.

Luca Gorrasi
Nato a Mestre, dove vivo tutt’ora, laureato in informatica, IT e WEB specialist, ho unito la mia passione per il settore #aviation e il web, fondando questo blog nel 2017

Rispondi