Ryanair

O’Leary senza freni divulga informazioni non autorizzate

Il National Transportation Safety Board (NTSB), l’ente governativo statunitense responsabile della sicurezza dei trasporti, ha inviato una lettera di richiamo all’amministratore delegato di Ryanair, Michael O’Leary.

Oggetto della contestazione sono le dichiarazioni pubbliche rilasciate dal manager in merito all’incidente che ha coinvolto un Boeing 737 della compagnia in volo tra Salonicco e Memmingen.

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Ryanair

Ryanair, Q1: l’utile scende, rincari carburante, pressione tariffaria, sovracapacità

Ryanair Holdings plc ha registrato nel primo trimestre dell’anno fiscale un utile dopo le imposte (PAT) di 538 milioni di euro, segnando una flessione del 34% rispetto agli 820 milioni di euro dello stesso periodo dell’esercizio precedente.

Il risultato economico risente di una duplice pressione: da un lato l’aumento dei costi del carburante non coperto da contratti di hedging, dall’altro una riduzione del 6% delle tariffe medie resa necessaria dall’incremento dei volumi offerti sul mercato.

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Ryanair

Indagine NTSB sull’incidente Ryanair: si valuta l’efficacia dei protocolli di sicurezza

Il National Transportation Safety Board (NTSB) degli Stati Uniti ha assunto formalmente la guida dell’indagine relativa all’incidente occorso il 10 luglio a un Boeing 737 NG di Ryanair. La decisione è giunta in seguito alla delega delle autorità greche, nazione in cui si è verificato l’evento.

Il volo, diretto in Germania, era decollato da Salonicco quando un frammento del motore si è distaccato, impattando contro un finestrino e causandone la rottura. Il conseguente fenomeno di decompressione ha interessato un passeggero, Ljubisa Karovic, che è stato parzialmente risucchiato all’esterno della fusoliera. Grazie all’intervento degli altri passeggeri a bordo, la persona è stata trattenuta all’interno del velivolo, pur riportando ferite che hanno reso necessario il ricovero ospedaliero. L’equipaggio ha provveduto a effettuare un atterraggio di emergenza.

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Ryanair debito ZERO: successo finanziario che merita un “Chapeau”

Nel dibattito sul trasporto aereo continentale, Ryanair è da sempre al centro di profonde discussioni. La compagnia guidata da Michael O’Leary non fa nulla per nascondere la sua natura: sfrutta in modo aggressivo ogni singolo servizio accessorio vendibile per fare margine e riduce la customer experience a bordo a livelli estremamente essenziali, quasi assenti. Inoltre, applica una politica industriale rigidissima, abbandonando senza troppi complimenti i mercati e gli aeroporti dove le tasse aeroportuali salgono.

Tuttavia, l’esperienza sul campo sta dimostrando una dinamica interessante: il disimpegno del vettore irlandese non lascia un vuoto permanente. Al contrario, è ormai assodato che dove Ryanair decide di tagliare le rotte si sviluppa un mercato più sano, in cui lo spazio lasciato libero viene prontamente colmato da vettori migliori, capaci di offrire un servizio di qualità superiore e relazioni commerciali più stabili con il territorio. Ciò detto, bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare. Al di là dei giudizi sul servizio e sulle strategie operative, i risultati industriali e finanziari del vettore irlandese impongono un rispetto oggettivo dal punto di vista puramente aziendale.

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Ryanair: l’utile netto sale a 2,26 miliardi

Ryanair ha reso noti i risultati finanziari relativi all’anno fiscale 2025-26, chiusosi con un utile netto (PAT) di 2,26 miliardi di euro, escluse le voci eccezionali.

Il dato segna una crescita del 40% rispetto all’esercizio precedente, un risultato ottenuto in un contesto di mercato caratterizzato da una domanda sostenuta, nonostante le limitazioni operative derivanti dai ritardi nelle consegne di nuovi aeromobili Boeing B737 MAX-8200.

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Ryanair

Il tramonto di un mito: Michael O’Leary

Per chiunque mastichi aviazione, per chi ha passato notti a studiare i modelli di business dei vettori low-cost o ha semplicemente ammirato la rivoluzione dei cieli europei negli ultimi trent’anni, Michael O’Leary non è mai stato un semplice amministratore delegato.

È stato un guru, un visionario scomodo, l’uomo che ha reso il viaggio aereo un diritto di massa. Ma oggi, guardando le sue ultime uscite, c’è un sentimento che prevale sull’ammirazione: il dispiaceredoloroso ammetterlo, ma il “re del low-cost” sembra essersi trasformato in un anziano signore che fatica a distinguere la leadership dalla provocazione fine a se stessa. Il suo tono, un tempo graffiante e geniale, oggi appare spesso sgradevole, un rumore di fondo fastidioso che sembra ignorare il rispetto verso il mercato e, soprattutto, verso i passeggeri.

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Berlin Airport BER

Ryanair chiude Berlino: riassetto operativo e dinamiche di mercato

Ryanair ha annunciato la chiusura della propria base operativa presso l’aeroporto di Berlino-Brandeburgo (BER), effettiva a partire dal 24 ottobre 2026.

La decisione comporterà il ricollocamento di sette aeromobili verso altri mercati europei e una riduzione del 50% dei voli del vettore irlandese da e per la capitale tedesca. Questa contrazione dell’offerta delinea un nuovo scenario per lo scalo, aprendo spazi commerciali che agevolano il consolidamento degli altri principali operatori: easyJet e il Gruppo Lufthansa.

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Michael O'Leary CEO Ryanair "Guerra" USA/Israele-Iran

Vaticinium O’Leary: trolley, cherosene e l’ombra dei fallimenti

Il settore del trasporto aereo europeo attraversa una fase di forte tensione, alimentata dal rincaro dei carburanti e dal confronto sempre più acceso tra le compagnie low-cost e le istituzioni di Bruxelles. Michael O’Leary, CEO di Ryanair, è tornato al centro del dibattito con una serie di dichiarazioni che spaziano dall’allarme per l’approvvigionamento di cherosene alla dura critica verso le nuove proposte del Parlamento Europeo.

Il cuore della sua ultima analisi è un vero e proprio auspicio di crisi per i competitor: “Si pretium petrolei centum quinquaginta dollariis per cadum perstiterit et bellum in Oriente Proximo non quieverit, Michael O’Leary vaticinatur societates Wizz Air et Air Baltic mense Octobri aut Novembri ad inopiam redactas iri atque corruituras esse” (Se il prezzo del petrolio resterà a 150 dollari al barile e la guerra in Medio Oriente non cesserà, Michael O’Leary profetizza che le società Wizz Air e Air Baltic cadranno in miseria e crolleranno tra ottobre e novembre).

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"Guerra" USA/Israele-Iran

Perché Michael O’Leary ha paura di rimanere senza carburante?

In questo aprile 2026, mentre il mercato dell’energia osserva con il fiato sospeso le navi che evitano lo Stretto di Hormuz, Michael O’Leary, il vulcanico e spesso provocatorio CEO di Ryanair, sembra aver perso parte della sua consueta spavalderia.

La ragione non è un calo delle prenotazioni o una nuova tassa aeroportuale, ma una minaccia molto più tangibile: la rottura della catena di approvvigionamento fisico del Jet Fuel. Per il “re del low-cost“, il rischio non è solo pagare il carburante di più, sfida che ha sempre vinto grazie a coperture finanziarie aggressive, ma l’eventualità che, semplicemente, il carboturbo non arrivi a destinazione. Ecco perché il gigante dei cieli europeo si sente oggi vulnerabile.

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Aeroporto di Trieste

Ryanair: l’operativo estivo 2026 per Trieste

Ryanair ha annunciato oggi 18 marzo il nuovo operativo per la stagione estiva 2026 presso lo scalo di Trieste. La programmazione prevede un network di 21 rotte complessive, tra cui l’introduzione di un nuovo collegamento strategico con Tirana.

La crescita è sostenuta dalla presenza di due aeromobili basati presso lo scalo giuliano. Secondo le stime del vettore, l’operazione genererà una crescita del traffico passeggeri del 20%, portando il volume totale a oltre 1,2 milioni di utenti annui.

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Aeroporto di Riga RIX

Riga: un mercato che evolve oltre il modello low-cost

La recente decisione di Ryanair di ridurre la propria capacità operativa presso l’aeroporto di Riga del 20%, con la cancellazione di diverse rotte internazionali, segna una tappa significativa nell’evoluzione del mercato aereo europeo.

Nonostante le critiche mosse dalla compagnia irlandese in merito all’aumento delle tasse aeroportuali, che avrebbero reso alcune tratte economicamente meno sostenibili, l’impatto sul traffico dello scalo lettone non si traduce in un vuoto, bensì in una riorganizzazione strategica dell’offerta.

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