Ryanair

Ryanair, utili in calo del 15% nonostante la crescita dei passeggeri.

Ryanair continua a trasportare più passeggeri, aumenta i ricavi e mantiene coefficienti di riempimento elevatissimi, ma guadagna meno. È questa la fotografia dei risultati del primo semestre dell’esercizio finanziario 2027, conclusosi il 30 settembre 2026, pubblicati oggi dal gruppo irlandese.

L’utile netto scende del 15%, passando da 2,54 a 2,15 miliardi di euro, mentre i passeggeri aumentano del 6%, raggiungendo 125,8 milioni. I ricavi crescono del 3% a 10,08 miliardi, ma i costi operativi salgono del 10%, raggiungendo 7,69 miliardi di euro.

Il dato più significativo riguarda il rapporto fra crescita e redditività.

Ryanair ha trasportato quasi 7 milioni di passeggeri in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mantenendo un load factor del 95%, ma ha registrato una riduzione del ricavo medio per passeggero del 3%. La tariffa media è passata da 58 a 55,70 euro, con una contrazione del 4%, mentre i ricavi accessori sono cresciuti del 6% a 3,08 miliardi, sostanzialmente in linea con l’incremento del traffico.

Anche il secondo trimestre, che comprende il periodo estivo più redditizio, conferma questa dinamica: 64,5 milioni di passeggeri (+5%), ricavi per 5,70 miliardi (+4%) e utile netto di 1,61 miliardi, in calo del 6%. La crescita dei volumi non è quindi sufficiente a compensare la pressione sui costi e la riduzione delle tariffe.

Il carburante diventa il principale problema, nonostante le coperture

La causa principale della contrazione dei margini è il forte aumento del prezzo del jet fuel. Ryanair ha beneficiato di una strategia di copertura finanziaria che ha protetto circa l’80% del proprio fabbisogno di carburante nell’esercizio FY27, a un prezzo medio di circa 67 dollari al barile. Il restante 20%, acquistato senza le stesse coperture, ha invece subito un raddoppio del prezzo, fino a circa 130 dollari al barile nel primo semestre.

Questa esposizione ha contribuito a far aumentare i costi unitari del 5%. A pesare sul risultato è stata anche la cessazione delle compensazioni riconosciute dai fornitori, dopo il completamento delle consegne dei Boeing 737-8200 Gamechanger nella primavera del 2026.

Michael O’Leary attribuisce parte della debolezza delle tariffe anche al conflitto in Medio Oriente, che avrebbe generato maggiore prudenza nei consumatori e prenotazioni più vicine alla data di partenza. Sul confronto annuale ha inoltre influito la diversa distribuzione delle festività pasquali.

La situazione potrebbe diventare sensibilmente più complessa nell’esercizio FY28, che inizierà il 1° aprile 2027. Attualmente Ryanair ha coperto soltanto il 25% del fabbisogno di carburante di quel periodo, a circa 95 dollari al barile. Sulla base dei prezzi forward attuali, il gruppo stima un incremento della spesa per carburante di circa 2 miliardi di euro rispetto all’esercizio precedente.

Una previsione che dipenderà dall’evoluzione dei mercati energetici, ma che mette in evidenza un cambiamento importante: il vantaggio garantito dalle coperture finanziarie sottoscritte a prezzi particolarmente favorevoli è destinato progressivamente a ridursi.

O’Leary prepara il 2027: tariffe più alte, stipendi congelati e maggiore utilizzo dell’intelligenza artificiale

La risposta del gruppo non si limiterà all’aumento dei prezzi dei biglietti. Ryanair ritiene che nel 2027 le tariffe del trasporto aereo europeo a corto raggio cresceranno sensibilmente, sia per l’aumento dei costi energetici sia per la probabile riduzione della capacità disponibile sul mercato. Tuttavia, secondo O’Leary, gli incrementi tariffari potrebbero non essere sufficienti a compensare interamente i 2 miliardi di euro di costi aggiuntivi previsti.

Per questo motivo è stata avviata una revisione delle spese che coinvolgerà tutte le compagnie del gruppo. Tra le misure allo studio figurano possibili congelamenti temporanei delle retribuzioni, in coincidenza con la scadenza degli accordi contrattuali, un contenimento dei rapporti fra personale impiegato e attività operativa, una maggiore produttività delle funzioni amministrative e di supporto attraverso l’intelligenza artificiale e una revisione delle condizioni economiche negoziate con gli aeroporti.

Si tratta, per il momento, di interventi in valutazione e non di decisioni definitive. Il loro inserimento nella comunicazione finanziaria rappresenta comunque un segnale preciso: Ryanair intende preservare il proprio vantaggio competitivo intervenendo su tutte le componenti del costo operativo.

Particolarmente significativa è la questione aeroportuale. Il vettore potrebbe intensificare la pressione commerciale sugli scali, utilizzando la possibilità di trasferire aeromobili e capacità fra mercati differenti per negoziare tariffe e incentivi più favorevoli. Una strategia già adottata in passato, che potrebbe diventare ancora più importante con l’arrivo di nuovi aeromobili.

Italia fra i mercati favoriti: Rimini nuova base e 126 rotte aggiuntive

La strategia di crescita continua a privilegiare i Paesi e gli aeroporti che riducono le imposte sul trasporto aereo e i costi operativi. Fra i mercati considerati favorevoli figurano Italia, Albania, Marocco, Slovacchia e Svezia, mentre Ryanair intende ridurre l’esposizione in Austria, Germania e in alcuni aeroporti regionali spagnoli, caratterizzati da una pressione fiscale e tariffaria ritenuta eccessiva.

Il caso italiano più significativo è Rimini, nuova base Ryanair per l’estate 2027, annunciata il 15 ottobre in seguito all’eliminazione dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco da parte della Regione Emilia-Romagna. L’investimento prevede due aeromobili basati, per un valore dichiarato di 200 milioni di dollari, 17 collegamenti complessivi, di cui cinque nuovi, e un’offerta superiore a 600.000 posti.

Complessivamente il gruppo ha messo in vendita 126 nuove rotte per l’estate 2027. La scelta di Rimini conferma come la politica fiscale regionale possa incidere direttamente sulla distribuzione della capacità Ryanair.

Per il sistema aeroportuale italiano, il messaggio è particolarmente rilevante. La compagnia continua a considerare il Paese un mercato strategico, ma non garantisce una crescita uniforme fra gli scali. La disponibilità di aeromobili sarà indirizzata prioritariamente dove il rapporto fra costi aeroportuali, incentivi e potenziale di domanda risulterà più conveniente. In uno scenario di aumento del prezzo del carburante, questa selettività potrebbe accentuarsi, rendendo più difficile per gli aeroporti meno competitivi trattenere o attrarre nuova capacità.

I Boeing 737 MAX 10 diventano fondamentali per recuperare efficienza

Una parte importante della strategia industriale riguarda il rinnovo della flotta. Dopo la certificazione americana del Boeing 737 MAX 10, completata dalla FAA il 20 ottobre 2026, Ryanair prevede di ricevere i primi 16 esemplari nella primavera del 2027, subordinatamente al completamento del necessario percorso autorizzativo europeo, che il gruppo si attende entro la fine dell’anno.

Secondo le stime della compagnia, il MAX 10 permetterà di trasportare circa il 20% di passeggeri in più rispetto agli aeromobili che sostituirà, con consumi di carburante inferiori di circa il 20%. Il beneficio economico deriva soprattutto dalla possibilità di distribuire i costi operativi su un numero maggiore di posti disponibili, migliorando il costo unitario per passeggero.

Il gruppo ha già completato l’inserimento dei 210 Boeing 737-8200 Gamechanger e prevede di terminare durante l’inverno anche il programma di installazione delle winglet sui Boeing 737NG, con una riduzione stimata dei consumi dell’1,5%.

L’arrivo dei MAX 10 consentirà di sostenere la crescita del traffico, attualmente prevista oltre i 220 milioni di passeggeri nell’esercizio FY28, mentre l’obiettivo di lungo periodo rimane quello di superare i 300 milioni di passeggeri annui entro marzo 2034.

Meno voli durante l’inverno, ma la posizione finanziaria rimane solida

Per contenere l’esposizione al carburante non coperto finanziariamente, Ryanair ha già ridotto l’obiettivo di traffico dell’esercizio FY27 da 216 a 214 milioni di passeggeri. La decisione, annunciata a settembre, comporterà una sostanziale stabilità del traffico fra novembre 2026 e marzo 2027 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Nonostante il calo degli utili, la posizione finanziaria del gruppo rimane robusta. Al 30 settembre Ryanair disponeva di 2,6 miliardi di euro di liquidità lorda, dopo aver effettuato rimborsi di debito per 1,3 miliardi, investimenti per 800 milioni e distribuzioni agli azionisti per 400 milioni. A questa disponibilità si aggiunge una linea di credito da 1,1 miliardi, dei quali circa 700 milioni ancora utilizzabili.

La compagnia ha inoltre completato a settembre un programma di riacquisto di azioni proprie da 750 milioni di euro e ne ha annunciato un ulteriore da 800 milioni, con avvio previsto a febbraio 2027. È stato deliberato anche un dividendo intermedio di 0,273 euro per azione, pagabile alla fine dello stesso mese.

Ryanair non ha invece fornito una previsione definitiva dell’utile per l’intero esercizio FY27. La domanda del terzo trimestre viene descritta come solida, con tariffe leggermente superiori a quelle dell’anno precedente, ma la crescente tendenza a prenotare a ridosso della partenza riduce la visibilità sui risultati. Restano inoltre le incognite legate ai conflitti internazionali, ai prezzi energetici e alle interruzioni del traffico aereo europeo.

L’analisi WEtravel NEWS: il vero banco di prova arriverà nell’estate 2027

Il risultato semestrale non evidenzia una crisi della domanda Ryanair, ma un cambiamento delle condizioni economiche nelle quali il vettore dovrà operare. Il gruppo continua a crescere, mantiene elevati livelli di riempimento e dispone di una solidità finanziaria che molti concorrenti non possono vantare. Tuttavia, anche una delle compagnie più efficienti d’Europa sta iniziando a subire gli effetti della combinazione fra carburante costoso, tariffe sotto pressione e aumento dei costi operativi.

Il vero banco di prova sarà l’estate 2027, quando una quota crescente degli acquisti di carburante non beneficerà più delle coperture sottoscritte negli anni precedenti. Ryanair dovrà allora dimostrare di poter trasferire almeno parte dell’incremento dei costi sui prezzi dei biglietti, senza compromettere il proprio modello di crescita basato su tariffe competitive e volumi elevati.

Per gli aeroporti, soprattutto quelli regionali, il rischio è che la necessità di preservare i margini renda ancora più aggressive le trattative commerciali. Per i passeggeri, invece, la prospettiva è quella di un mercato nel quale le tariffe potrebbero aumentare anche in presenza di una domanda stabile, perché a cambiare saranno soprattutto i costi sostenuti dalle compagnie per garantire la stessa capacità.

Il dato più interessante dei risultati pubblicati oggi è proprio questo: Ryanair continua a guadagnare oltre 2 miliardi di euro in sei mesi, ma considera già necessario preparare una nuova stagione di contenimento dei costi. Una conferma di quanto il prezzo del carburante possa modificare rapidamente gli equilibri economici del trasporto aereo europeo.


Fonti: Ryanair Holdings plc – H1 FY27 Results, comunicato e risultati finanziari semestrali⁠, 2 novembre 2026; Reuters – Ryanair says it might freeze pay, cut other costs to offset high fuel prices⁠, 2 novembre 2026; Ryanair Corporate – Ryanair opens new 2 aircraft base in Rimini for S’27⁠, 15 ottobre 2026; Boeing – FAA certifies Boeing 737-10⁠ 20 ottobre 2026.*

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