Ryanair

O’Leary senza freni divulga informazioni non autorizzate

Il National Transportation Safety Board (NTSB), l’ente governativo statunitense responsabile della sicurezza dei trasporti, ha inviato una lettera di richiamo all’amministratore delegato di Ryanair, Michael O’Leary.

Oggetto della contestazione sono le dichiarazioni pubbliche rilasciate dal manager in merito all’incidente che ha coinvolto un Boeing 737 della compagnia in volo tra Salonicco e Memmingen.

La presidente dell’NTSB, Jennifer Homendy, ha contestato a O’Leary la diffusione non autorizzata di valutazioni relative all’indagine in corso, ricordando come, allo stato attuale degli accertamenti, nessuna ipotesi sulla causa dell’evento possa essere confermata o esclusa, comprese quelle legate all’età del velivolo o alla manutenzione.

L’incidente e le dichiarazioni contestate

L’episodio oggetto di indagine riguarda un cedimento strutturale al motore di un Boeing 737 operato da Ryanair, che ha causato la rottura di un finestrino e il parziale risucchio verso l’esterno di un passeggero. Il velivolo è stato costretto a rientrare all’aeroporto di partenza per effettuare un atterraggio d’emergenza.

Durante una conference call riservata agli analisti finanziari, O’Leary aveva avanzato l’ipotesi che il danno fosse stato provocato dall’impatto con un oggetto estraneo (FOD – Foreign Object Damage) durante la fase di decollo. Il manager aveva inoltre specificato che l’aeromobile aveva 18 anni di servizio e che il motore era stato sottoposto a revisione negli ultimi due anni.

L’NTSB ha evidenziato che la normativa vieta ai rappresentanti accreditati e ai loro consulenti di divulgare informazioni o congetture investigative senza l’espresso consenso dell’autorità inquirente, al fine di non alterare la trasparenza e l’imparzialità del processo di indagine.

Il tempismo dell’indagine e i prossimi passaggi

La tabella di marcia fissata dagli investigatori prevede la pubblicazione di un rapporto preliminare entro il 10 agosto 2026, circa un mese dopo l’accaduto. La relazione finale, contenente la ricostruzione dettagliata dei fatti e le eventuali raccomandazioni di sicurezza, è prevista per il 10 luglio 2027.

Tuttavia, l’autorità di vigilanza ha precisato che, qualora dovessero emergere criticità strutturali o di manutenzione che richiedano interventi immediati, le prescrizioni tecniche o le direttive di navigabilità potrebbero essere emesse prima della conclusione formale dell’inchiesta.

Rischi operativi ed economici per la compagnia

L’esito dell’inchiesta potrebbe comporta impatti di rilievo per il vettore low-cost. Nell’eventualità in cui vengano riscontrate anomalie legate ai programmi di manutenzione o alla gestione della flotta più datata, la compagnia potrebbe essere soggetta a ispezioni straordinarie e a fermi tecnici preventivi sugli aeromobili.

L’eventuale indisponibilità di parte della flotta rappresenterebbe un fattore critico per un modello di business fortemente dipendente dall’elevata rotazione giornaliera degli aerei. L’indagine giunge inoltre in una fase finanziaria complessa: nel primo trimestre dell’esercizio 2026-2027, Ryanair ha registrato un utile netto di 538 milioni di euro, segnando una flessione del 34% su base annua. Gli sviluppi dell’inchiesta saranno seguiti con attenzione anche dal costruttore Boeing, qualora le evidenze dovessero indicare criticità estese a componenti o modelli specifici.