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Aeroporto di Salerno, il sindaco di Bellizzi richiama GESAC: “Deve fare uno sforzo aggiuntivo”

La chiusura di Napoli-Capodichino rappresenterà un importante banco di prova per lo scalo salernitano, ma con una configurazione infrastrutturale eccezionale.

Mimmo Volpe, sindaco di Bellizzi, chiede maggiore impegno a GESAC, mentre resta aperta la questione della nuova aerostazione e della capacità operativa durante i lavori. La chiusura dell’aeroporto di Napoli-Capodichino, prevista dal 1° al 30 novembre 2026, riporta al centro del dibattito il ruolo di GESAC nello sviluppo dell’aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi e del Cilento.

A sollevare la questione è il, sindaco di Bellizzi, che in un’intervista a L’Ora della Sera ha chiesto alla società di gestione un impegno maggiore sul piano organizzativo, logistico e infrastrutturale.

“GESAC, la società di gestione su cui ricade gran parte della responsabilità organizzativa, deve però darci una mano in più”, ha dichiarato Volpe, ricordando le iniziative promosse dalle amministrazioni locali per migliorare l’accessibilità dello scalo e i servizi ai passeggeri. Dagli accordi con i taxi per i collegamenti collettivi a tariffa calmierata al potenziamento dei trasporti, il territorio sta cercando di prepararsi a un incremento del traffico che rappresenta un’opportunità, ma anche una sfida organizzativa.

“GESAC deve fare uno sforzo aggiuntivo. In fondo, senza il supporto dello scalo salernitano, i lavori sulla pista di Capodichino sarebbero stati certamente più complessi da gestire”.

Novembre sarà un banco di prova, ma attenzione alla capacità dei terminal

Durante la chiusura di Capodichino, Salerno accoglierà parte del traffico trasferito da Napoli, con collegamenti verso 15 destinazioni, sei nazionali e nove internazionali. Per sostenere l’operatività saranno utilizzati entrambi i terminal: l’attuale aerostazione commerciale e il nuovo Terminal di Aviazione Generale, inaugurato a luglio 2026, che gestirà anche voli commerciali.

Si tratta tuttavia di una configurazione temporanea che non rappresenterà né quella prevista durante i lavori della nuova aerostazione né quella definitiva. È un aspetto fondamentale per interpretare correttamente i risultati del mese di novembre.

Secondo il programma di sviluppo, l’attuale terminal commerciale dovrà essere demolito per lasciare spazio alla nuova aerostazione. Durante questa fase, le operazioni passeggeri saranno trasferite nel Terminal di Aviazione Generale, una struttura di circa 2.000 metri quadrati progettata per accogliere fino a 1,5 milioni di passeggeri all’anno.

Di conseguenza, la capacità di gestione dei passeggeri durante i lavori dipenderà da un solo terminal, con possibilità operative differenti e più limitate rispetto alla disponibilità contemporanea delle due strutture prevista per novembre. La configurazione intermedia sarà quindi più vicina a quella di un aeroporto servito da un’unica aerostazione che non a quella eccezionalmente potenziata per la chiusura di Napoli.

Il mese di novembre consentirà certamente di valutare l’efficienza delle operazioni aeroportuali, la gestione dei flussi, i servizi di assistenza e i collegamenti terrestri in condizioni di traffico straordinario. Non potrà però essere considerato una prova definitiva della capacità che Salerno avrà durante il cantiere, né tantomeno di quella prevista dopo l’apertura della nuova aerostazione.

La nuova aerostazione resta il vero nodo per GESAC

Il punto centrale riguarda quindi il cronoprogramma infrastrutturale. La nuova aerostazione commerciale rappresenta l’intervento destinato a modificare strutturalmente la capacità dello scalo, mentre il Terminal di Aviazione Generale costituisce anche una soluzione transitoria per garantire la continuità operativa durante la costruzione.

Come già evidenziato da WEtravel NEWS nell’analisi sullo sviluppo dell’aeroporto e sulle scelte di GESAC, rimangono interrogativi sulle tempistiche effettive della nuova aerostazione, il cui completamento era stato inizialmente prospettato entro la fine del 2026.

La gestione di novembre non deve dunque distogliere l’attenzione dalla fase successiva, potenzialmente più delicata: quella in cui l’aeroporto dovrà continuare a operare, sviluppare il proprio network e accogliere nuovi vettori mentre una parte significativa dell’infrastruttura sarà interessata dai lavori.

Sarà importante conoscere nel dettaglio quale capacità oraria potrà garantire il Terminal di Aviazione Generale, quali limitazioni operative saranno previste durante il cantiere e soprattutto quando la nuova aerostazione sarà effettivamente disponibile.

GESAC, investimenti e accessibilità: l’impegno richiesto dal territorio

La società di gestione ha già realizzato investimenti significativi e predisposto interventi per novembre, tra cui collegamenti straordinari con Napoli Piazza Garibaldi, corse potenziate verso la stazione ferroviaria di Salerno e servizi di taxi collettivo. Proseguono inoltre le iniziative infrastrutturali relative alla viabilità e ai parcheggi.

Il sindaco Volpe, pur riconoscendo quanto realizzato, chiede un’accelerazione e annuncia l’intenzione di coinvolgere il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, per verificare le eventuali criticità che potrebbero rallentare gli interventi programmati.

La richiesta assume particolare rilevanza considerando che lo sviluppo di Salerno non dipenderà esclusivamente dalla capacità dei terminal. Occorrerà garantire collegamenti terrestri adeguati, un’offerta di trasporto pubblico strutturale e una rete di servizi capace di sostenere la crescita del traffico anche oltre l’emergenza temporanea di Capodichino.

Il vero banco di prova arriverà anche dopo novembre

La chiusura di Napoli offrirà a Salerno una visibilità senza precedenti e consentirà a GESAC di verificare la gestione di un numero maggiore di collegamenti e passeggeri. Ma il successo operativo di novembre dovrà essere letto nel suo corretto contesto infrastrutturale.

Per un mese Salerno potrà contare su due terminal. Durante i lavori della nuova aerostazione, invece, la gestione dei passeggeri commerciali sarà concentrata nel solo Terminal di Aviazione Generale. Soltanto con il completamento della nuova infrastruttura lo scalo potrà disporre dell’assetto definitivo previsto dal piano di sviluppo.

Sono tre fasi differenti, che non possono essere considerate equivalenti in termini di capacità e prestazioni operative.

Per questo il risultato di novembre, per quanto importante, non sarà sufficiente a dimostrare che l’aeroporto sia già pronto a sostenere stabilmente un’espansione significativa del traffico. La vera sfida per GESAC sarà garantire la continuità operativa durante la trasformazione infrastrutturale, rispettare un cronoprogramma credibile e rendere effettivamente disponibili le capacità annunciate.

Il richiamo del sindaco di Bellizzi assume dunque un significato che va oltre la gestione dei voli trasferiti da Napoli: Salerno ha bisogno non soltanto di dimostrare ciò che può fare per un mese, ma di sapere con quali infrastrutture, quali capacità e quali tempi potrà crescere nei prossimi anni.


Fonti L’Ora della Sera, intervista al sindaco di Bellizzi Mimmo Volpe, «Un’occasione importante, ma Gesac deve fare di più». GESAC, Voli e trasporti Aeroporto di Salerno 1–30 novembre, 29 ottobre 2026. GESAC, Salerno prende il volo con il nuovo Terminal di Aviazione Generale, 14 luglio 2026. Aeroporto di Salerno, il sindaco di Bellizzi richiama GESAC: «Deve fare uno sforzo aggiuntivo» TGR Campania, Aeroporto di Salerno, inaugurato il nuovo terminal, 14 luglio 2026. GESAC, Piano di sviluppo dell’aeroporto di Salerno, documentazione progettuale 2024.

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