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Aeroporto di Salerno, easyJet torna. Ma GESAC conosce davvero il Cilento?

Il ritorno annunciato di easyJet è una buona notizia, ma non dovrebbe diventare un’occasione per abbassare la guardia. Tra contributi pubblici, strategie commerciali e infrastrutture ancora da completare, lo sviluppo dello scalo merita un’analisi più approfondita. E uno studio Nomisma del 2025 solleva una domanda fondamentale: il Cilento è stato studiato davvero come bacino di domanda aerea, oppure prevalentemente come destinazione turistica?

Il ritorno di easyJet all’aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi e del Cilento è stato annunciato dall’amministratore delegato di GESAC, Roberto Barbieri. La compagnia tornerà a collegare lo scalo con Londra, Parigi e la Svizzera, mentre restano da ufficializzare aeroporti, frequenze e calendario operativo. Una notizia accolta con entusiasmo da una parte della stampa locale salernitana e cilentana, che tuttavia rischia di restituire una visione incompleta della situazione. Il ritorno di una compagnia precedentemente uscita dallo scalo non rappresenta soltanto una buona notizia: è una decisione industriale che merita di essere analizzata nelle sue motivazioni. Soprattutto, non dovrebbe far dimenticare gli impegni infrastrutturali ancora aperti. Perché lo sviluppo aeroportuale non si misura attraverso il numero di annunci, ma sulla sostenibilità dei collegamenti, sulla capacità di intercettare la domanda e sulla realizzazione delle infrastrutture programmate.

easyJet torna a Salerno: cosa è cambiato rispetto al passato?

easyJet conosce molto bene l’aeroporto di Salerno. Nel luglio 2024 era stata tra le protagoniste dell’avvio delle operazioni commerciali, inaugurando collegamenti verso Milano Malpensa, Londra Gatwick, Berlino, Basilea e Ginevra. Dispone quindi di informazioni commerciali raccolte direttamente durante la precedente esperienza: prenotazioni, coefficienti di riempimento, ricavi medi, stagionalità e risultati economici delle singole rotte.

Eppure, nel gennaio 2026, lo stesso Barbieri aveva riconosciuto le difficoltà economiche incontrate dalla compagnia sullo scalo, ricordando che un elevato coefficiente di riempimento non equivale necessariamente a una rotta redditizia. Un’affermazione commercialmente corretta, che oggi rende ancora più interessante comprendere cosa sia cambiato per convincere easyJet a tornare. La risposta potrebbe trovarsi in una combinazione di fattori: una diversa programmazione, una selezione più attenta dei mercati e condizioni commerciali più favorevoli. Tra queste ultime assume particolare rilevanza il bando della Camera di Commercio di Salerno.

Il bando da 2 milioni di euro e l’aggiudicazione a easyJet

Il 23 giugno 2026 la Camera di Commercio di Salerno ha pubblicato una procedura per servizi pubblicitari e di marketing turistico destinati alla promozione internazionale della destinazione “Salerno&Cilento: Essenza Mediterranea”. L’importo complessivo previsto è di 2 milioni di euro, suddivisi in quattro lotti da 500.000 euro.

easyJet è stata l’unica compagnia aerea a presentare offerte per tre lotti, successivamente aggiudicati al vettore britannico per un valore massimo complessivo di circa 1,5 milioni di euro, con un ribasso dello 0,01%. L’aggiudicazione è stata recepita dalla Camera di Commercio con una determinazione dell’8 ottobre, pubblicata il 12 ottobre 2026. Alla data dell’atto risultavano ancora in corso alcune verifiche necessarie all’efficacia dell’aggiudicazione.

È importante precisare che si tratta di servizi pubblicitari e promozionali, non dell’acquisto diretto di collegamenti aerei, e che il valore massimo dell’accordo non equivale a risorse già interamente erogate. Tuttavia, la coincidenza temporale tra l’iniziativa promozionale e il ritorno annunciato della compagnia merita un approfondimento: quanto ha inciso il nuovo quadro commerciale sulla decisione di easyJet e quanto le rotte potranno risultare sostenibili anche dopo la conclusione delle campagne?

Non si tratta di contestare l’utilizzo di risorse per promuovere il turismo, ma di verificarne l’efficacia. Perché una compagnia aerea non opera una rotta per riconoscenza verso un territorio: impiega i propri aeromobili dove ritiene di poter ottenere risultati economici adeguati. Ed è assolutamente normale che sia così.

Londra, Parigi e Svizzera: una domanda che non nasce oggi

Il ritorno annunciato interesserà Londra, Parigi e il mercato svizzero. Per Londra, Gatwick rappresenta un’ipotesi coerente con il precedente operativo di easyJet; per Parigi è circolata l’indicazione di Orly. Per la Svizzera, invece, le destinazioni più plausibili sono Basilea e Ginevra, entrambe basi operative di easyJet Switzerland ed entrambe già collegate a Salerno nel 2024. Zurigo appare meno probabile, anche se la programmazione definitiva deve ancora essere comunicata.

In alcune ricostruzioni giornalistiche locali è comparsa persino Lugano! Un’indicazione che merita almeno un sorriso. L’aeroporto di Lugano-Agno dispone di una pista di circa 1.420 metri, si trova in un contesto orografico particolare ed è oggi orientato principalmente all’aviazione generale e d’affari. Non fa parte del network easyJet e presenta caratteristiche operative ben diverse da quelle degli scali normalmente utilizzati dalla compagnia con gli Airbus della famiglia A320. Prima di immaginare un Airbus easyJet in servizio regolare tra Salerno e Lugano, forse sarebbe opportuno consultare non soltanto una cartina geografica della Svizzera, ma anche quella aeronautica.

Al di là dell’ironia, il mercato svizzero presenta un elemento commerciale che meriterebbe maggiore attenzione: il legame storico tra il Cilento e l’emigrazione verso la Confederazione elvetica. Numerose famiglie mantengono rapporti con parenti trasferitisi in Svizzera, spesso da più generazioni. Esiste quindi una potenziale domanda legata non soltanto al turismo, ma anche alle visite familiari, ai rientri periodici e alle seconde generazioni. Flussi che potrebbero contribuire alla sostenibilità dei collegamenti anche al di fuori dell’alta stagione, pur richiedendo dati specifici per valutarne effettiva consistenza e redditività.

Salerno non deve creare tutta la propria domanda da zero. Una parte esiste già, ma gravita su Napoli o via terra, perchè se non c’è un aeroporto comodo… E poi c’è Aeroitalia, che sta dimostrando come sia semplice, una volta capito il meccanismo “far emergere il sommerso“ che è ben noto a chi conosce il territorio. Ed è proprio questo uno degli aspetti che dovrebbero essere approfonditi nella strategia commerciale dello scalo.

GESAC ha davvero studiato il Cilento? Cosa emerge dallo studio Nomisma

Nell’aprile 2025 Nomisma ha presentato uno studio intitolato “L’Aeroporto di Salerno come driver di sviluppo territoriale: prospettive e opportunità”, promosso da Banca Campania Centro e Fondazione Cassa Rurale Battipaglia, con il contributo della Camera di Commercio di Salerno e la collaborazione di Expo Live. Una ricerca di 91 pagine che analizza il contesto demografico, economico, turistico e infrastrutturale della provincia.

Il documento individua un bacino potenziale di oltre 2,6 milioni di residenti entro 60 minuti d’auto e di oltre 5,3 milioni entro 90 minuti dall’aeroporto. Numeri certamente significativi, ma che richiedono una precisazione fondamentale: un bacino demografico raggiungibile non coincide automaticamente con un bacino di domanda aerea effettiva. Per conoscere quest’ultimo occorre analizzare le abitudini di viaggio, le destinazioni richieste, il traffico oggi intercettato da altri aeroporti e la disponibilità dei passeggeri a utilizzare Salerno.

Barbieri chiede infrastrutture alla politica. Ma i lavori ferroviari sono già in corso e non sono così indispensabili per lavorare seriamente su Salermo, quello che è indispensabile è il terminal e la viabilità già messa a bando da Gesac.

Nelle recenti dichiarazioni, Roberto Barbieri è tornato a sottolineare l’importanza dei collegamenti stradali e ferroviari, richiamando il ruolo delle istituzioni pubbliche nello sviluppo dell’accessibilità aeroportuale. Un principio condivisibile: nessun aeroporto può esprimere pienamente il proprio potenziale senza collegamenti terrestri efficienti. Ma questa osservazione deve essere contestualizzata.

Il prolungamento della metropolitana di Salerno verso Pontecagnano Aeroporto non è più soltanto un progetto da finanziare. RFI ha aggiudicato nel 2023 la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori, e le attività di realizzazione sono state avviate. Il progetto prevede circa nove chilometri di nuova linea, con fermate intermedie e una stazione a servizio dell’aeroporto. Il piano commerciale RFI del 2025 indicava un’attivazione per fasi nel 2027 e il completamento previsto nel 2028: scadenze programmatiche che dovranno naturalmente essere verificate alla luce dell’effettivo avanzamento dei cantieri.

Anche sul fronte della viabilità si registrano sviluppi. Il 13 ottobre 2026 GESAC ha pubblicato una procedura per i lavori di viabilità e parcheggi Est, per un valore stimato di circa 11,4 milioni di euro. Sono interventi con responsabilità differenti, ma dimostrano che il quadro infrastrutturale non è immobile.

È certamente legittimo chiedere alla politica di fare la propria parte. Sarebbe altrettanto corretto riconoscere quanto è già stato avviato, spiegando quali interventi restano necessari e quali siano le criticità effettive. E se alle istituzioni si chiedono risposte sui collegamenti terrestri, perché non pretendere la stessa trasparenza sui programmi infrastrutturali di competenza aeroportuale?

La nuova aerostazione: nel 2024 era prevista per il 2026. E oggi?

Ed eccoci alla questione probabilmente più importante. La progettazione della nuova aerostazione passeggeri di Salerno è stata aggiudicata nel gennaio 2022 a un raggruppamento internazionale guidato da Deerns. Si tratta di un’infrastruttura fondamentale per sostenere la futura crescita del traffico commerciale.

Esiste però un precedente che merita attenzione. Nel comunicato ufficiale easyJet del 29 febbraio 2024, diffuso in occasione dell’annuncio delle prime rotte da Salerno, Roberto Barbieri descriveva la seconda fase del piano di sviluppo, indicando la realizzazione del nuovo terminal passeggeri come prevista nel 2026.

Ancora più interessante è quanto riportato da Nomisma nell’aprile 2025. A pagina 58, il documento descriveva gli interventi della seconda fase come in avanzamento secondo le previsioni, indicando il nuovo terminal passeggeri tra le opere in fase di realizzazione.

Oggi, nell’ottobre 2026, a che punto è realmente quel progetto?

Nel luglio scorso è stato inaugurato il nuovo Terminal di Aviazione Generale, un investimento importante, ma distinto dalla futura aerostazione destinata stabilmente al traffico commerciale. Non si tratta della stessa infrastruttura e le due opere non devono essere confuse.

Nella documentazione pubblica finora esaminata da WEtravel NEWS non è stata individuata una procedura di affidamento dei lavori della nuova aerostazione commerciale che consenta di ricostruire con certezza lo stato attuale dell’iter e il relativo cronoprogramma. Questo non permette di affermare che il procedimento sia fermo, ma rende indispensabile una comunicazione dettagliata da parte di GESAC.

Qual è lo stato della progettazione? Quando sarà pubblicata la gara per l’esecuzione dei lavori, se non è già stata avviata attraverso una procedura non individuata? Quali sono oggi le scadenze previste? E soprattutto, come si conciliano le indicazioni del 2024 e del 2025 con l’avanzamento effettivo dell’opera?

Sono domande che riguardano direttamente la sostenibilità dello sviluppo aeroportuale. Perché annunciare nuove rotte è importante, ma programmare le infrastrutture necessarie a gestirle è altrettanto fondamentale.

GESAC ha lavorato, ma riconoscerne i meriti non significa rinunciare alle domande

Sarebbe scorretto negare il contributo di GESAC allo sviluppo dell’aeroporto di Salerno. La società ha partecipato al percorso che ha consentito l’avvio delle operazioni commerciali, ha realizzato investimenti e continua a lavorare con le compagnie aeree per ampliarne il network. Il ritorno annunciato di easyJet rappresenta anche un risultato di questo lavoro, così come la presenza di Aeroitalia e l’espansione annunciata da Wizz Air per il 2027 contribuiscono a costruire nuove opportunità.

Ma riconoscere questi risultati non significa considerare automaticamente soddisfacente ogni scelta del gestore. Un aeroporto non cresce soltanto attraverso gli annunci: cresce quando le rotte si consolidano, i passeggeri trovano servizi adeguati e gli investimenti vengono realizzati in modo coerente con la domanda.

E soprattutto, la strategia aeroportuale dovrebbe essere costruita sulla conoscenza effettiva del territorio, delle sue caratteristiche economiche e delle esigenze di mobilità dei suoi abitanti. Lo studio Nomisma rappresenta un contributo importante, ma le sue conclusioni non eliminano la necessità di un approfondimento commerciale specifico.

Quando si scrive di aviazione, servono competenze

L’apertura commerciale dell’aeroporto di Salerno ha introdotto nel territorio una realtà industriale che, per una parte dell’informazione locale, rappresenta un settore relativamente nuovo. È comprensibile che l’annuncio di nuovi collegamenti susciti entusiasmo, ma il giornalismo non dovrebbe limitarsi ad accompagnarlo.

Scrivere di aviazione richiede competenze. Significa conoscere le dinamiche economiche delle compagnie aeree, distinguere una rotta annunciata da una effettivamente programmata, comprendere il funzionamento delle infrastrutture aeroportuali e saper leggere criticamente dichiarazioni e documenti ufficiali. Non occorre essere piloti, ingegneri aeronautici o dirigenti di una compagnia per occuparsi di trasporto aereo. Occorre però documentarsi e conoscere almeno i fondamentali del settore.

Riportare un comunicato stampa non equivale automaticamente a fare informazione. E riprendere una dichiarazione senza contestualizzarla non significa aver spiegato ciò che sta accadendo. Un’informazione competente e indipendente non deve necessariamente essere critica nei confronti di GESAC o di qualsiasi altro soggetto, ma deve conservare la capacità di porre domande e verificare le risposte. È proprio questa attenzione che può contribuire concretamente allo sviluppo dello scalo.

Salerno ha bisogno di attenzione, non soltanto di entusiasmo

Il ritorno di easyJet è una buona notizia per Salerno e per il Cilento. Potrebbe migliorare la connettività internazionale e valorizzare mercati nei quali esistono già legami turistici, commerciali e familiari con il territorio. L’iniziativa della Camera di Commercio può rappresentare uno strumento utile, purché i risultati siano verificabili e producano benefici concreti.

Il lavoro di GESAC deve essere riconosciuto, ma anche valutato nel suo complesso. Perché l’aeroporto di Salerno ha ancora davanti a sé sfide importanti: consolidare i collegamenti, intercettare la domanda territoriale, completare le infrastrutture e dimostrare di poter sostenere una crescita stabile.

Abbassare la guardia proprio adesso, seguendo soltanto la narrazione degli annunci, rischierebbe di rendere meno visibili i problemi ancora da risolvere. È proprio ora che il territorio e l’informazione locale dovrebbero osservare con maggiore attenzione ciò che accade. Non per ostacolare lo sviluppo, ma per accompagnarlo con consapevolezza e pretendere che gli impegni si traducano in risultati concreti.

Perché sostenere l’aeroporto di Salerno non significa applaudire ogni annuncio. Significa chiedere che ogni annuncio trovi riscontro nei fatti.

E oggi le domande principali sono due: GESAC ha davvero studiato il Cilento come bacino di domanda di trasporto aereo? E a quando il bando per la nuova aerostazione passeggeri?


Fonti: Nomisma · L’Aeroporto di Salerno come driver di sviluppo territoriale: studio integrale, 2025 · Nomisma · Presentazione ufficiale dello studio · easyJet · Annuncio delle prime rotte e dichiarazioni di Barbieri, 2024 · Camera di Commercio di Salerno · Procedura per servizi di marketing turistico · Camera di Commercio di Salerno · Determinazione di aggiudicazione n. 2026001387 · Giornale del Cilento · Dichiarazioni di Barbieri del 17 ottobre 2026 · RFI · Prolungamento della metropolitana di Salerno · Assaeroporti · Aggiudicazione della progettazione del nuovo terminal, 2022 · GESAC · Inaugurazione del Terminal di Aviazione Generale

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