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Salerno, l’esenzione dalla tassa d’imbarco si ferma prima del voto: una proposta per la competitività dello scalo ancora senza soluzione

La Regione Campania ha avviato il percorso per sostenere economicamente l’eliminazione dell’addizionale comunale di 6,50 euro per passeggero in partenza dall’aeroporto di Salerno. Ma l’emendamento presentato alla Camera è stato dichiarato inammissibile prima ancora di essere votato.

FlySalerno ricostruisce l’iter della misura, che resta ancora priva della necessaria copertura normativa nazionale. L’eliminazione dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco dall’aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi e del Cilento rimane una questione aperta. Nonostante l’iniziativa della Regione Campania e la presentazione di una proposta parlamentare per consentire allo scalo di beneficiare dell’esenzione, il provvedimento non è entrato in vigore.

A ricostruire la vicenda è stata FlySalerno, che attraverso la propria pagina Facebook ha spiegato i passaggi regionali e parlamentari e le ragioni per cui la misura non ha ancora trovato applicazione.

La questione è particolarmente rilevante per un aeroporto ancora impegnato nella costruzione del proprio network commerciale, dove il contenimento dei costi aeroportuali rappresenta uno degli strumenti per attrarre nuove compagnie aeree e incentivare l’apertura di collegamenti.

La Regione Campania ha avviato il percorso, ma non può eliminare autonomamente l’addizionale

Il 29 luglio 2026, nell’ambito dell’assestamento del bilancio regionale 2026-2028, la Campania ha affrontato il tema dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco, manifestando la disponibilità a sostenerne il costo per favorire lo sviluppo dell’aeroporto di Salerno.

Secondo la ricostruzione di FlySalerno, l’iniziativa regionale prevedeva risorse finanziarie destinate a compensare l’onere dell’addizionale. L’assestamento è stato successivamente formalizzato con la legge regionale n. 6 del 30 luglio 2026, anche se la specifica destinazione delle somme deve essere letta negli allegati finanziari e non emerge direttamente dagli articoli della legge.

Il problema è principalmente normativo. L’addizionale comunale, nonostante la denominazione, è disciplinata dalla legislazione nazionale e alimenta differenti destinazioni finanziarie, tra cui quelle previdenziali e altre finalità previste dalla legge.

La Regione può rendere disponibili le risorse necessarie, ma non può disapplicare autonomamente il tributo senza una disposizione statale che lo consenta.

L’emendamento presentato alla Camera e dichiarato inammissibile

L’emendamento 15.03 all’A.C. 2987, presentato dai deputati Piero De Luca, Michele Gubitosa e Franco Mari prevedeva la disapplicazione dell’addizionale comunale per l’aeroporto di Salerno a partire dal 1° agosto 2026 e per gli anni 2027 e 2028, con un meccanismo attraverso il quale la Regione Campania avrebbe versato allo Stato le risorse necessarie a compensare il mancato gettito.

Nel testo depositato alla Camera erano previsti versamenti regionali pari a 509.000 euro per il 2026 e 1.221.000 euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028, con una ripartizione delle somme fra le diverse destinazioni stabilite dalla legislazione nazionale.

L’emendamento è stato però dichiarato inammissibile, come risulta dalla documentazione ufficiale della Commissione Bilancio della Camera del 14 luglio 2026. Secondo quanto spiegato da FlySalerno, l’inammissibilità è stata determinata dall’estraneità della proposta rispetto alla materia del provvedimento in esame.

La distinzione è fondamentale: l’emendamento non è stato respinto attraverso una votazione contraria sul suo contenuto, ma è stato escluso dall’esame per ragioni procedurali. Questo non equivale a una bocciatura politica nel merito, ma non costituisce neppure una garanzia che la stessa proposta venga successivamente approvata.

Una misura che può contribuire alla competitività di Salerno

L’eventuale eliminazione dell’addizionale di 6,50 euro per passeggero in partenza avrebbe un significato economico concreto per l’aeroporto di Salerno. Nel trasporto aereo, soprattutto nel segmento low cost, il livello complessivo dei costi aeroportuali può incidere sulle valutazioni delle compagnie nella scelta delle destinazioni, delle frequenze e della capacità da impiegare.

La misura potrebbe quindi rappresentare un ulteriore incentivo commerciale per GESAC, che sta cercando di sviluppare il network dello scalo attraverso l’ingresso di nuovi vettori e l’ampliamento dei collegamenti.

Non bisogna tuttavia confondere l’eliminazione dell’addizionale con la garanzia di ottenere nuovi voli. Una riduzione dei costi può migliorare le condizioni economiche di una rotta, ma non sostituisce la domanda di mercato, la sostenibilità del collegamento e la strategia industriale delle compagnie.

Per Salerno, l’esenzione potrebbe comunque diventare uno strumento aggiuntivo particolarmente interessante nella fase iniziale di sviluppo, quando la necessità di consolidare il traffico e costruire una rete stabile rende importante ogni elemento di competitività.

Cosa deve succedere adesso?

Come evidenziato da FlySalerno, il percorso non può considerarsi concluso. La proposta dovrà trovare spazio in un nuovo provvedimento legislativo nazionale compatibile con la materia trattata, attraverso il quale autorizzare la disapplicazione dell’addizionale e definire le modalità con cui la Regione Campania compenserà le somme non riscosse.

Soltanto dopo l’approvazione delle necessarie disposizioni nazionali e il completamento degli adempimenti attuativi sarà possibile stabilire la decorrenza effettiva dell’esenzione. Nel frattempo, l’addizionale continua ad applicarsi e non esiste una data ufficiale a partire dalla quale le compagnie potranno considerare eliminato questo onere sui voli in partenza da Salerno.

Il problema non è soltanto trovare le risorse, ma trasformarle in un vantaggio concreto

La ricostruzione di FlySalerno mette in evidenza un problema che va oltre la singola tassa aeroportuale. La Regione Campania ha manifestato la disponibilità a sostenere economicamente una misura destinata a rendere più competitivo il Costa d’Amalfi, ma il percorso necessario a trasformare questa intenzione in un risultato concreto non è ancora stato completato.

L’inammissibilità dell’emendamento non chiude definitivamente la questione, ma ne rinvia la soluzione a un nuovo intervento parlamentare, del quale non sono ancora certi tempi ed esiti.

Per un aeroporto che punta ad ampliare il proprio network e a rafforzare il ruolo del sistema aeroportuale campano, questo elemento non è marginale. La competitività di uno scalo non dipende soltanto dalle infrastrutture e dalle potenzialità del territorio, ma anche dalla capacità delle istituzioni di creare condizioni commerciali favorevoli e soprattutto concretamente applicabili.

La proposta esiste, il percorso regionale è stato avviato e il tentativo parlamentare è documentato. Quello che ancora manca è una norma nazionale efficace.

E fino a quando questo passaggio non sarà completato, l’eliminazione della tassa d’imbarco a Salerno rimarrà un obiettivo, non un beneficio acquisito.


Fonti FlySalerno – Pagina Facebook ufficiale e ricostruzione sull’addizionale comunale; Camera dei Deputati – Commissione Bilancio, seduta del 14 luglio 2026, emendamento 15.03; Regione Campania – Legge regionale n. 6 del 30 luglio 2026, assestamento di bilancio 2026-2028

Verifiche documentali: testo e inammissibilità dell’emendamento presso la Camera dei Deputati; approvazione dell’assestamento presso la Regione Campania. Le valutazioni sulle motivazioni dell’inammissibilità e sul percorso attuativo sono attribuite alla ricostruzione di FlySalerno.

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