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Regno Unito probabile quarantena in ingresso

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Il primo ministro Johnson dopo un inizio traballante di gestione della pandemia, sembra deciso ad allungare le restrizioni in atto, almeno fino alla prima metà di giugno ed il segretario ai trasporti del Regno Unito Grant Shapps ha lasciato intendere che la Gran Bretagna potrebbe rendere obbligatorio un periodo di quarantena di 14 giorni per chi che entra nel Regno Unito.

Se da un lato quindi si continuerà a mantenere attive le restrizioni visto l’ancor alto rischio di contagio rispetto agli altri paesi, anche se si spera con qualche allentamento, potrebbero esserci delle restrizioni in entrata che influiranno negativamente sul traffico aereo verso e da il Regno Unito.

Grant Shapps alla BBC: “Penso che sia importante che [i sacrifici] che stiamo chiedendo al popolo britannico di fare siano abbinati da chiunque venga in questo paese. Sto esaminando attivamente questi problemi in questo momento in modo che quando abbiamo i tassi di infezione all’interno del paese sotto controllo, non ne importeremo”.

La nuova regola dovrebbe durare almeno fino a luglio, e i turisti inglesi stanno annullando i progetti di ferie all’estero.

Un problema per le basi inglesi di grande compagnie come easyJet e Ryanair, che fortunatamente avendo basi all’estero potranno iniziare ad operare rotte che escludono il Regno Unito, in particolare i voli domestici.

Si inizierà infatti da quest’ultimi, easyJet e Ryanair in Italia potrebbero iniziare ad operare già a giugno.

E Virgin che ha bisogno di volare ? Come potrà reggere ad un ulteriore calo della domanda per almeno un altro mese e mezzo?

Anche British Airways disegna uno scenario con quasi tutti gli aerei a terra Willie Walsh amministratore delegato dello IAG, ha dichiarato all’inizio della settimana che qualsiasi imposizione di una quarantena significherebbe che la compagnia aerea non riprenderà per il momento a volare: “Se ci fosse una quarantena di 14 giorni, non mi aspetterei che avremmo fatto alcun volo in quella situazione, o molto poco. Non immagino uno scenario in cui le persone vorranno volare nel Regno Unito se saranno costrette a mettere in quarantena per 14 giorni”.

Nel Regno Unito attualmente fanno ingresso meno di 10.000 persone rispetto a quasi 300.000 arrivi giornalieri prima della crisi del coronavirus.

Londra in particolare e’ una delle destinazioni più quotate a livello Europeo, con 4 aeroporti che prima della pandemia,lavoravano a pieno ritmo, ora gli aeroporti sono in allarme e in un intervista al Financial Times, un dirigente di uno dei grandi aeroporti del Regno Unito ha commentato il previsto blocco: “Stanno per sferrare un colpo mortale al settore dell’aviazione … Questo è già il risultato di due settimane di enormi licenziamenti in tutto il settore. C’è vera frustrazione e rabbia in tutto il settore. Rimaniamo a chiederci se non capiscono l’importanza del settore dell’aviazione “.

I britannici si chiedono perché il governo abbia aspettato così a lungo, ma viste le posizioni iniziali del governo non sorprende la gestione del contenimento, un noto conduttore televisivo Piers Morgan si chiede “Quindi lo stiamo facendo ora, tre mesi dopo che l’OMS ha dichiarato Covid-19 un’emergenza sanitaria globale dopo che abbiamo lasciato arrivare centinaia di migliaia di persone dai paesi devastati dal coronavirus senza controlli e dopo che 55k + persone sono già morte nel UK? What a sick joke. Che barzelletta malata. “.

Continuò ad aver paura per il futuro nel breve termine del personale di del settore aereo nel Regno Unito, privo di ammortizzatori adeguati ad assicurare loro di mantenere il loro posto di lavoro.

Luca Gorrasi
Nato a Mestre, dove vivo tutt’ora, laureato in informatica, IT e WEB specialist, ho unito la mia passione per il settore #aviation e il web, fondando questo blog nel 2017

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