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Brexit, il voto decisivo

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Questa sera alle 21 il voto decisivo per Teresa May e l’accordo siglato con la UE per la Brexit.

Il testo proposto della May, comprende diversi punti che non mettono d’accordo anche alcune parti dello stesso partito del primo ministro, nei giorni scorsi il governo è stato già battuto in 2 emendamenti.

Aggiornamento: BOCCIATO dal parlamento 432 NO e 202 SI, oggi la votazione per la fiducia

SINO
202

432

Ve ne parlo perchè come ben sapete si potranno avere ripercussioni anche sui trasporti, come nel caso di British Airways, Iberia, Vueling e di tutto il gruppo IAG,

Secondo una norma in vigore nell’unione, il capitale extra UE in una compagnia aerea per essere considerata europea non può salire oltre il 49%.

E l’unione ha già diffuso una circolare in cui spiega come si comporterà con tutti gli operatori non più UE, dopo la Brexit.

5 sono gli scenari che si potranno aprire dopo il voto di questa sera, secondo un articolo della BBC di oggi.

Innanzitutto, la possibilità che non venga votato alcun accordo che aprirebbe ad altre 4 strade da percorrere che potrebbero essere intraprese anche dal Governo per evitare di votare l’accordo (e quindi una possibile bocciatura):

  1. Nessun accordo,
  2. la richiesta di una nuova rinegoziazione,
  3. la proposta di nuove elezioni,
  4. il ricorso al voto di fiducia sul Governo,
  5. un nuovo referendum sulla Brexit. 

In tutti questi casi, il Regno Unito dovrebbe chiedere all’Unione europea di prorogare l’avvio del processo di uscita oltre il termine previsto del 29 marzo. E non è detto che ciò accada perché è necessario il consenso di tutti gli Stati membri.

Nessun accordo

Se il testo non verrà approvato, il primo ministro ed il suo governo potranno decidere, anche se nei tre giorno successivi non verrà votato alcun accordo di proseguire senza accordo con la UE entro il 29 marzo 2019, non ci sarà nessun periodo di transizione dopo il 29 marzo e le leggi dell’Ue smetteranno di essere applicate immediatamente.

Il Governo da alcuni mesi ha già provveduto a prepararsi per questa opzione, pubblicando una serie di linee guida su diversi aspetti formali e procedurali, ma una Brexit senza accordo potrebbe essere disastrosa per il Regno unito.

Richiesta di una nuova rinegoziazione

Il governo inglese in questo caso potrebbe richiedere al consiglio dell’Unione Europea di rinegoziare un nuovo accordo, non è più possibile modificare quello esistente ed in base all’articolo 50 del trattato di Lisbona, è necessaria la maggioranza qualificata degli stati membri, quindi non è detto che la richiesta di nuovo accordo venga soddisfatta.

L’Unione Europea non è mai stata favorevole alla scelta del Regno Unito ma ovviamente ha dovuto rispettare il risultato del referendum, però con un trattato che ha tutelato i cittadini europei e gli interessi dell’Unione, che non potranno in alcun modo  essere nuovamente messi in discussione a favore dell’Inghilterra.

Proposta di nuove elezioni

La May potrebbe decidere di proporre nuove elezioni politiche anticipate, per  ottenere un mandato politico forte, per poterlo fare è necessario però il voto favorevole di almeno 2 terzi del parlamento.

Inoltre non si potrebbe tornare alle urne prima di 25 giorni dallo scioglimento delle due camere e sarebbe quindi necessario anche in questo caso, richiedere all’UE uno spostamento della data di uscita, sempre secondo l’Articolo 50 del trattato, decisione che difficilmente sarà a favore della May.

Poi c’è da considerare che subito dopo il referendum, la gran parte degli Inglesi secondo i sondaggi non vuole uscire dalla Comunità Europea e tra questi ci sono anche votanti del SI  al referendum.

Ricorso al voto di fiducia

Il voto potrebbe essere chiesto direttamente dal primo ministro per rafforzare la sua posizione come nel caso di nuove elezioni, ed i Laburisti hanno già fatto sapere che lo faranno.

Teresa May sembra comunque evidentemente in difficoltà anche all’interno del suo partito, quindi non è escluso che nei 14 giorni successivi alla richiesta il governo attuale non riesca ad ottenere la fiducia, e qui si aprono nuovi scenari, tra cui elezioni anticipate e comunque nuove decisioni in tema di Brexit.

Un nuovo referendum sulla Brexit

La soluzione che da più parti è stata subito richiesta dopo il primo referendum e quando era comunque evidente che l’opinione pubblica inglese non appoggiasse più l’uscita del Regno unito.

Soluzione che però Teresa May ha sempre rifiutato, anche perchè vorrebbe dire accettare un fallimento di tutto il suo operato politico in questo mandato.

 

 

Luca Gorrasi
Nato a Mestre, dove vivo tutt’ora, laureato in informatica, IT e WEB specialist, ho unito la mia passione per il settore #aviation e il web, fondando questo blog nel 2017

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