Aviation

Crisi del low-cost o di alcuni modelli low-cost?

Quando pensiamo ad una low-cost pensiamo subito a servizi ridotti all’osso, in USA le chiamano “compagnie delle noccioline” perchè a bordo offrono le noccioline. Pensiamo ad aeroporti secondari, spesso lontani dalle città, a poco spazio per le gambe, a sedili scomodi, ma dietro a tutto questo cosa c’è?

C’è una riduzione di costi di handling, scegliendo aeroporti più piccoli e riducendo al minimo la sosta, spesso una riduzione del costo del personale, la scelta di aeromobili più efficienti in termini di consumo e manutenzione e vari accordi con società terze per la fornitura di servizi a pagamento che garantirà al vettore delle commissioni anche elevate.

Ogni compagnia ha le sue strategie, Ryanair riduce tutto all’osso, easyjet no, ad esempio il personale di easyjet non viene pagato meno di quello di Alitalia o di grandi vettori aerei, mentre il vettore Irlandese ha un costo del personale notevolmente più basso di quello di altri vettori, che si traduce in un trattamento del personale completamente diverso, a partire dal contratto di lavoro, uno dei motivi per cui Ryanair si è ritrovata nella situazione attuale. La stampa è piena di inchieste che hanno portato a galla il modello Ryanair. Ancora una volta è chiaro che per vincere serve a ben poco continuare a ridurre il costo del personale, ma servono idee vincenti e manager capaci di battere la concorrenza.

Ryanair

C’è da dire che Ryanair ha dovuto ridurre i voli nell’operativo invernale per garantire l’operatività dei restanti voli, ma rimane la più importante low-cost in Europa con una situazione finanziaria abb tranquilla, ovviamente da oggi dovrà cambiare, ma ci sono tutti i margini per farlo.

E le compagnie tradizionali come si comportano per far fronte alla concorrenza delle low-cost?  Modificano anche loro le loro tariffe, aggiungendo classi tariffarie “light” o “super light”, personalizzando al massimo le tariffe ed i servizi.

Oggi puoi andare a Parigi con Air France da VCE a 35 euro a Tratta o a Londra con British a circa allo stesso prezzo, basta prendersi per tempo.

In definitiva quindi è chiaro che è il modello di ogni singola compagnia che può essere vincente o fallimentare, è l’idea di servizio e di comunicazione che può portare a vincere la guerra dei cieli. In uno dei prossimi articoli parlerò dei casi Wow Air e di Nirwegian che hanno aperto il mercato del low-cost sul lungo raggio, l’argomento non è così semplice come si possa pensare, il mercato è molto complesso.

Non esiste un modello low-cost, esistono dei modelli diversi di low-cost.

 

 

Luca Gorrasi
Nato a Mestre, dove vivo tutt’ora, laureato in informatica, IT e WEB specialist, ho unito la mia passione per il settore #aviation e il web, fondando questo blog nel 2017

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