ITA airways

ITA Airways e il nodo esuberi: taglio col passato

Il processo di integrazione di ITA Airways nel Gruppo Lufthansa registrano un passaggio cruciale nella gestione dell’organico. Le recenti intese e i confronti con le sigle sindacali delineano un quadro operativo chiaro, confermando quanto più volte sottolineato da WEtravel NEWS.

La pressione principale del piano di efficientamento si scarica sulle funzioni di terra e di sede, mentre il personale di volo resta condizionato in via prevalente dalle fluttuazioni operative della flotta. Il personale che sara’ in esubero nelle funzioni office era pienamente previsto.

La razionalizzazione delle funzioni centrali

Come evidenziato da WEtravel NEWS, l’integrazione con la capogruppo tedesca comporta inevitabilmente l’unificazione e il ridimensionamento delle funzioni aziendali centrali.

L’accentramento dei reparti di supporto — dal Procurement al Legale, passando per IT, Digitalizzazione, HR Strategy e gestione delle vendite globali — verso i modelli di governance di Lufthansa riduce la necessità di duplicazioni amministrative a livello locale.

A differenza del personale navigante, la cui dimensione è direttamente correlata al numero di aeromobili operativi e alle ore di volo volate, l’area office affronta una ristrutturazione di natura strutturale. L’impiego di strumenti d’uscita concordati, come l’esodo volontario e la riqualificazione interna, punta a gestire le eccedenze evitando impatti traumatici, ma conferma la traiettoria di contenimento dei costi fissi di sede.

Ammortizzatori sociali e il nodo del Fondo Volo

Sul fronte della tutela del reddito, la gestione delle uscite poggia sulla combinazione tra la NASpI ordinaria e le prestazioni integrative del Fondo di Solidarietà del Trasporto Aereo (FSTA).

L’accesso alla NASpI per i primi due anni allinea il vettore aereo alla disciplina generale prevista per la generalità dei lavoratori dipendenti in Italia, segnando un elemento di normalizzazione rispetto ai modelli assistenziali del passato.

Diversa è invece la discussione sul ricorso al Fondo Volo per l’estensione delle tutele al terzo anno. Nascita e struttura del fondo settoriale — alimentato anche tramite le addizionali sui biglietti aerei — nascono originariamente con l’obiettivo di integrare il reddito e accompagnare verso la pensione i lavoratori a ridosso dei requisiti anagrafici, compensando la specificità delle licenze di volo.

L’impiego esteso del terzo anno di copertura anche per profili giovani sia di terra che in volo, dotati di competenze ampiamente riallocabili in altri comparti dell’economia, e’ del tutto discutibile. Nel passato tali strumenti non hanno invogliato attivamente il lavoratore a cercare una nuova occupazione. Sarebbe più opportuno incentivare l’uscita con fondi ITA e utilizzare il fondo volo come mezzo per finanziare profili vicini alla pensione.

Anche dibattito sull’opportunità di utilizzare strumenti di categoria ad alta intensità finanziaria in luogo di percorsi d’uscita interamente centrati sulle politiche attive del lavoro e sul reinserimento professionale immediato, rimane aperto.