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Alitalia, Lufthansa e Draghi

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Nella giornata di ieri è stata di “tendenza” la notizia, da cui volutamente ne sono rimasto fuori, di un “probabile ritorno” in campo dell’ipotesi Lufthansa per Alitalia.

Chi ha seguito fin dall’inizio la questione, sa bene che l’opzione tedesca non è mai uscita veramente dal dossier Alitalia, anche se non se n’è parlato, ma più volte e da più fonti è stato detto che tutti gli indizi portavano ad un piano che trasformava (finalmente) Alitalia, preparandola per l’ingresso di Lufthansa.

Il Governo Draghi dovrà affrontare il dossier Alitalia senza perdere tempo, perchè il tempo non c’è.

Andrea Giuricin ieri ha giustamente fatto notare in un Tweet “Per andare su Marte, la Nasa ha speso 2,6 miliardi per Perseverance Il Governo italiano per Alitalia ha speso 5 miliardi negli ultimi 3 anni e mezzo.”.

Questi sono dati, numeri non opinioni o semplicemente una dichiarazione di parte, e ricordo che un “Alitalia senza se e senza ma”, ovvero un Alitalia a tutti i costi non la prescrive il medico e non la vuole nessuno, un Alitalia sana, in grado di ripagare i suoi debiti e di auto sostenersi, invece, ben venga.

Tornando al dossier Alitalia, innanzi tutto sono finiti i soldi in cassa di Alitalia, senza un piano industriale serio come si potrà decidere cosa fare, del personale, degli assett, evitando di spendere ancora soldi per nulla?

Ovvero aumentare i soldi “buttati” a cui Andrea che con i numeri è un asso, ha dato un valore, 5 miliardi di euro in 3 anni e mezzo, lo sapete che avremmo potuto acquistare easyJet e risparmiare?.

Una soluzione che sappiamo bene non è affatto semplice, ci saranno ricadute occupazionali, e anche se Draghi non avrà problemi a seguire le linee della UE per garantire discontinuità, se riuscisse a far chiudere un occhio alla Commissione Europea, lo farà con una soluzione di mercato per un Alitalia sana, salvando un azienda, non il singolo posto di lavoro, ovvero, per garantire il maggior numero di posti di lavoro salvi, dobbiamo riuscire a ricostruire un Alitalia sana, altrimenti non ci sarà neanche un posto di lavoro sarà salvo.

Secondo le ipotesi del quotidiano La Repubblica, “il governo Draghi sta valutando le possibili soluzioni per tenere in piedi il progetto, riducendo al minimo i disagi per i dipendenti e cercando da un lato di accontentare l’Europa che chiede discontinuità tra vecchia e nuova società e dall’altro provando a mettere la nuova compagnia su un percorso sicuro e duraturo“.

Per quanto riguarda l’iter che si ipotizza, personalmente mi sembra però che manchi qualcosa, che non si sia tenuto conto della UE: tre sono gli step: in un primo momento il conferimento di tutti gli asset – aerei, immobili, dipendenti, marchio, attività di volo e manutenzione e le Mille Miglia, ad Alitalia Cityliner; poi la cessione di Cityliner al MEF che verrebbe così rimborsato il credito vantato nei confronti di Alitalia; da ultimo l’ingresso di Lufthansa in Cityliner o anche in un veicolo ad hoc, come la newco ITA che aveva aveva un ruolo di primo piano nel piano messo a punto dal Governo Conte.

Nessuno ha fatto notare che in ogni caso quando verranno trasferiti gli asset, si dovrà fare una gara, lo stato non può cedere asset statali senza gara, neanche a sue controllate, quindi qualche dubbio su questa ipotesi, permane.

Luca Gorrasi
Nato a Mestre, dove vivo tutt’ora, laureato in informatica, IT e WEB specialist, ho unito la mia passione per il settore #aviation e il web, fondando questo blog nel 2017

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