Aeroporto di Salerno QSR

Aeroporti: start-up, gestione della capacità nella governance aeroportuale: i…

Nella moderna economia del trasporto aereo, la transizione di un aeroporto da semplice infrastruttura tecnica a ecosistema economico complesso è un dato di fatto consolidato.

Questa metamorfosi strutturale diventa evidente sia nel caso degli aeroporti start-up, siano essi scali di nuova realizzazione o strutture preesistenti sottoposte a processi di riconversione o rilancio commerciale, sia negli scali maturi che operano ormai al limite della propria capacità di assorbimento. In entrambi i segmenti, la tradizionale impostazione gestionale focalizzata esclusivamente sulle competenze di matrice aviation mostra i propri limiti strutturali, rivelandosi insufficiente a garantire la sostenibilità di lungo periodo dell’asset, la tutela e lo sviluppo del brand della destinazione. Se la conformità normativa, le best practice aviation tra vettore e gestore, la sicurezza delle operazioni (safety e security) e l’efficienza della pista rimangono requisiti fondamentali e non negoziabili, l’avvio e la gestione strategica di uno scalo richiedono un set di competenze multidisciplinari che spaziano dall’urbanistica alla sociologia del territorio, dall’economia dei trasporti fino al geo-marketing.

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Aeroporto Salerno: una start-up non si gestisce come Napoli

Il decollo di un’infrastruttura aeroportuale non si esaurisce mai nel perimetro della sua pista o nella modernità dei suoi terminal. È una verità empirica che il sistema del trasporto aereo ribadisce a ogni latitudine: un aeroporto funziona solo se viaggia alla stessa velocità del territorio che lo ospita.

Nel caso dello scalo di Salerno-Costa d’Amalfi, la gestione della delicata fase di start-up da parte di GESAC sta portando alla luce una serie di riflessioni necessarie sul modus operandi e sulla strategia complessiva di sviluppo. Analizzare criticamente queste dinamiche non significa metterne in discussione il valore del lavoro svolto. Al contrario, manifestare un appoggio solido e confermare la piena disponibilità a collaborare impone l’onestà intellettuale di evidenziare le debolezze strutturali prima che si trasformino in vicoli ciechi.

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Salerno: bando Camera di Commercio esclude rotte domestiche

È stata ufficialmente aperta la procedura di gara a evidenza pubblica promossa dalla Camera di Commercio di Salerno, finalizzata all’affidamento di un Accordo Quadro per servizi di marketing digitale turistico. L’operazione, dal valore complessivo stimato di 2.000.000,00 euro al netto dell’IVA, punta a consolidare la connettività continentale dello scalo di Salerno-Costa d’Amalfi.

L’architettura del bando si concentra esclusivamente sul corto e medio raggio europeo, escludendo categoricamente qualsiasi forma di contribuzione per le rotte domestiche. Nessun collegamento da o per altri scali italiani potrà beneficiare delle risorse: l’intero budget è blindato per l’attrattività internazionale all’interno dei confini continentali.

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Aeroporto Salerno: la Camera di Commercio stanzia 2 milioni…

La Camera di Commercio di Salerno ha approvato lo stanziamento di 2 milioni di euro complessivi per il biennio 2025-2026. Le risorse saranno destinate a iniziative di marketing e promozione turistica, con l’obiettivo strategico di incrementare il flusso di passeggeri presso l’aeroporto di Salerno, focalizzandosi in particolare sui mercati europei.

L’intervento punta a consolidare il ruolo dello scalo salernitano all’interno del sistema aeroportuale regionale, operando in coordinamento con l’aeroporto di Napoli Capodichino per diversificare i punti di accesso alla Campania e distribuire in modo più equilibrato i flussi turistici sul territorio.

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Sistema Aeroportuale Campano: leva normativa non è un tabù

Il dibattito sul futuro del sistema aeroportuale campano rischia di impantanarsi nelle secche del campanilismo e in una visione miope delle dinamiche di mercato. La recente apertura del “Costa d’Amalfi” di Salerno ha innescato reazioni contrastanti: da un lato, l’entusiasmo per una nuova infrastruttura; dall’altro, un’alzata di scudi in difesa di Napoli Capodichino, come se il consolidamento di Salerno rappresentasse una minaccia o una “punizione” per lo scalo partenopeo.

Per analizzare correttamente lo scenario, è necessario superare la logica dello scontro tra province e guardare alla Campania come a un unico sistema integrato a due piste. Solo attraverso una programmazione strategica, l’uso della leva normativa e il superamento dei personalismi politici sarà possibile garantire la crescita di Salerno e, contemporaneamente, la sostenibilità di Napoli.

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La pianificazione dei cieli in Campania, alibi normativi e…

Nello sviluppo dei sistemi multi-aeroportuali, l’equilibrio tra il libero mercato e l’intervento regolatorio rappresenta da sempre uno dei nodi più complessi per la politica dei trasporti.

La gestione del neonato Sistema Aeroportuale Campano, che vede l’aeroporto di Salerno-Costa d’Amalfi affiancare l’hub saturo di Napoli Capodichino sotto un’unica regia (GESAC), ripropone dinamiche storiche già osservate in Italia, evidenziando il delicato rapporto tra la flessibilità commerciale dei vettori e la necessità di una pianificazione pubblica centralizzata, la pianificazione, che comprende anche i piani aeroportuali nazionali e piani urbanistici locali, sovracomunali, regionali, che coinvologono gli aeroporti, è politica.

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L’aeroporto di Salerno potrà battere Napoli sull’internodalità

Il dibattito sullo sviluppo aeroportuale del Mezzogiorno deve affrontare un capitolo fondamentale che va oltre la semplice capacità dei terminal o il conteggio dei movimenti aerei: l’interconnessione ferroviaria.

Se l’aeroporto di Napoli Capodichino rimane il principale hub per volumi di traffico passeggeri della regione, l’evoluzione infrastrutturale in corso all’aeroporto di Salerno – Costa d’Amalfi rischia di ribaltare i rapporti di forza logistici, configurando lo scalo salernitano come un nodo intermodale decisamente più integrato e strategico rispetto a quello partenopeo.

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Sistema Aeroportuale Campano alla prova della capacità

L’assetto del trasporto aereo in Campania ha raggiunto una fase di profonda ridefinizione strategica. L’aeroporto di Napoli Capodichino opera ormai stabilmente a ridosso dei propri limiti infrastrutturali, una condizione che impone una gestione millimetrica dei flussi e una stretta sinergia con lo scalo di Salerno-Costa d’Amalfi.

Per comprendere l’evoluzione di questo sistema che deve essere bifocale, è necessario analizzare non solo la gestione della capacità aerea e terrestre, ma anche la complessa architettura di enti che governano lo spazio dei due scali e il fattore critico della viabilità esterna a Napoli Capodichino, tra continui ingorghi, tangenziale di Napoli e spazi ridotti per la sosta. Ci tengo infine a sottolineare, che questo articolo vorrei sia il punto di partenza per una discussione più ampia, partendo da un tema che ritengo sottovalutato: gli strumenti normativi che possono e devono diventare “strumenti” per accompagnare il gestore aeroportuale nel coordinamento di un “sistema aeroportuale complesso” come quello campano.

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Salerno: 14 luglio debutta il terminal di aviazione generale

Fremono gli ultimi preparativi all’aeroporto di Salerno-Costa d’Amalfi per una scadenza ormai ufficiale: il prossimo 14 luglio 2026 entrerà in funzione il nuovo terminal interamente dedicato all’aviazione generale.

La struttura accoglierà il traffico di jet privati e voli business, un segmento strategico per lo sviluppo turistico di fascia alta del territorio, con particolare riferimento alle aree della Costiera Amalfitana e del Cilento. Ma in una prima fase ospiterà anche i voli di aviazione commerciale, in attesa dell’inizio e dell’entrata in servizio della nuova aerostazione passeggeri, anche se la vecchia aerostazione non verrà ancora chiusa, in attesa dell’assegnazione delle gare d’appalto e del progetto definitivo, ma soprattutto per una maggiore capacità, che sarà necessaria a novembre, quando l’aeroporto di Napoli sarà chiuso per un intero mese.

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Aeroitalia

Aeroporto di Salerno: il bilancio del primo mese di…

Il primo mese di operazioni sul Salerno-Costa d’Amalfi traccia un bilancio complessivamente positivo per Aeroitalia, che fotografa una fase di avvio in linea con le aspettative, pur evidenziando mercati a due velocità.

I dati stimati per le prime quattro settimane indicano un volume complessivo di circa 15.000 passeggeri, con un load factor (riempimento medio dei voli) attestato al 67% sui Boeing 737-400 da 168 posti. Una performance che risente della fisiologica fase di start-up ma mostra già chiari segnali di crescita con l’avanzare della stagione estiva.

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Il paradosso di Salerno: l’aeroporto corre, ma il territorio…

Il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli. A luglio, tra poco meno di un mese, l’aeroporto di Salerno-Costa d’Amalfi taglierà un traguardo fondamentale con l’apertura della nuova aerostazione di aviazione generale. Una struttura moderna ed elegante, progettata per offrire un miglioramento sostanziale sia in termini di operatività dello scalo sia per quanto riguarda l’esperienza complessiva del passeggero. In questa fase di transizione, l’edificio, nettamente più ampio di quello attuale, fungerà da terminal temporaneo per l’aviazione commerciale, in attesa che vengano completati i lavori per la aerostazione definitiva.

Mentre la società di gestione GESAC prosegue spedita con il piano di investimenti e Rete Ferroviaria Italiana (RFI) porta avanti i cantieri per la realizzazione della nuova stazione ferroviaria a pochi passi dai terminal, il Costa d’Amalfi e del Cilento, si candida a diventare uno degli scali più interconnessi d’Italia. Una sinergia infrastrutturale che contrasta, tuttavia, con il ritmo dello sviluppo circostante. Appena fuori dal sedime aeroportuale, nella piana del Sele e nel vicino Cilento, tutto procede a rilento, evidenziando una preoccupante asimmetria tra la velocità di crescita dell’aeroporto e la reattività del tessuto imprenditoriale e amministrativo locale.

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