Aeroporto di Salerno QSR

Federalberghi Campania, contesta la redistribuzione dell’aviazione Generale su Salerno

  • 1 mese fa
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Con l’apertura dell’aeroporto di Salerno Costa D’Amalfi, che verrà gestito come un unico sistema aeroportuale con Napoli, decade la deroga di ENAC per Capodichino che innalzava la soglia dei 1.500 movimenti/anno per l’aviazione Generale.

Alcune associazioni del settore turistico campano, hanno contestato lo spostamento di un gran numero di slot di General Aviation da Napoli a Salerno, che prima della chiusura, nel 2018 ha gestito 3.759 voli di questo tipo, nel 2019 ben 5.629, utilizzando l’attuale aerostazione, sono in corso a Salerno i lavori per il nuovo terminal di Aviazione Generale, ingiustificate quindi le preoccupazioni delle associazioni turistiche campane, che considerano Salerno, non adeguato per ospitare un aviazione “d’elite“.

L’aeroporto di Napoli già congestionato, ha un limite annuo per il 2024 di 84mila movimenti (tra decolli e atterraggi): 82.500 di aviazione commerciale e 1.500 di aviazione generale.

GESAC quindi deve rientrare nei limiti imposti da ENAC e non potrà più gestire i 7.500 voli di Aviazione generale che ha ad esempio registrato nel 2023, ma solo 1.500.

Gli altri dovranno essere spostati a Salerno che potrà gestirli meglio di come lo faceva fino al 2019, anche visto il numero limitato di voli di linea che non interferiranno con le operazioni di aviazione generale.

Ma sicuramente l’attenzione in questa contestazione delle associazioni turistiche è rivolta principalmente al turismo di lusso, “la creazione di un aeroporto ha senso se c’è un piano di sviluppo per aumentare il traffico aereo – ha detto Costanzo Iaccarino, Presidente di Federalberghi Campania Bisogna intervenire in modo immediato e va assolutamente tutelato il turismo di qualità su cui punta l’intero golfo di Napoli.

Sicuramente esiste un problema di capacità su Napoli, non solo a causa degli spazi, ma anche dei limiti imposti per il contesto urbano in cui Capodichino è inserito e gli orari di apertura dell’aeroporto, anche perché lo stesso anno in cui Salerno gestiva 3.759 voli di Aviazione Generale, Napoli ne ha registrati 6.394, quindi il limite imposto da ENAC di 1.500 considerata la capacità su Salerno, ben superiore dei 5.629 voli gestiti nel 2019, si avvicina al totale dei voli gestiti solo a Napoli nel 2023.

Anche se vi sarà una nuova deroga per Andare incontro alle richieste del turismo di lusso, si dovrà considerare un piano di sviluppo del sistema aeroportuale per i prossimi anni a Napoli e Salerno che deve tenere conto anche della capacità necessaria per la crescita dell’offerta dell’aviazione commerciale.

Andrea Mastellone presidente di Assoagenti Campania, al Mattino , ha posto una questione importante “Il potenziamento di un aeroporto limitrofo ad altro prevalente ha senso in presenza di un piano di sviluppo proiettato all’incremento del traffico aereo, nel bacino di utenza su cui insistono i due aeroporti“.

Ha poi continuato: “Se quando si tireranno le somme i 12 milioni di passeggeri realizzati a Napoli nel 2023, e cioè 8 milioni da traffico internazionali e 4 milioni da nazionale, rimarranno gli stessi con una redistribuzione fra i due scali, non potremo certo esultare anzi… Avremo realizzato solo l’ennesimo dualismo improduttivo, ma non sarà così, il piano di sviluppo di Salerno, in sinergia con quello di Napoli, non prevede solo lo spostamento di capacità (che sarà comunque limitata e potrà avvenire in caso, solo dal 2026 con l’apertura del nuovo terminal), ma soprattutto l’aumento dell’offerta e della capacità complessiva dei due aeroporti per la Campania.