Entry-Exit System (EES)

EES: le richieste del trasporto aereo e dei comuni…

Le principali associazioni del comparto del trasporto aereo europeo hanno indirizzato una lettera aperta alla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, richiedendo un intervento strutturale e urgente in merito all’applicazione del nuovo Sistema di Ingresso/Uscita (EES) dello Spazio Schengen.

La presa di posizione congiunta siglata da ACI EUROPE, Airlines for Europe (A4E) e dalla International Air Transport Association (IATA) evidenzia forti criticità operative riscontrate negli scali del continente. Ma è anche l’ANCI, l’associazioni nazionale dei Comuni italiani, a richiedere un intervento rapido, per salvaguardare il settore turistico italiano.

L’impatto sui flussi e il fattore Brexit

Pur ribadendo la piena condivisione delle finalità del sistema EES, volto a incrementare i livelli di sicurezza e il monitoraggio dei confini esterni dell’Unione Europea, i firmatari denunciano una marcata discrepanza tra la struttura del regolamento e la reale capacità di assorbimento dei flussi da parte delle infrastrutture aeroportuali.

Le criticità operative risultano innegabili, in particolare per le mete turistiche più amate dai viaggiatori britannici. Se il Regno Unito fosse rimasto all’interno dell’Unione Europea, l’impatto della misura sarebbe stato decisamente meno impattante, se non quasi nullo.

Con la Brexit, invece, i cittadini britannici sono diventati a tutti gli effetti passeggeri di paesi terzi, generando una massa critica di flussi che satura sistematicamente le aree di controllo. I tempi di attesa ai controlli di frontiera hanno registrato picchi critici, arrivando a toccare le cinque ore in situazioni di forte congestione. Questa dinamica si riflette sulla regolarità dei voli, determinando ritardi a catena nei network delle compagnie aeree, incrementando la pressione sul personale di terra e mettendo a rischio la connettività aerea europea e la reputazione del sistema ospitale.

Il nodo tecnico e le ragioni del no alle sospensioni temporanee

Se da un lato la massa critica mette sotto pressione gli scali, dall’altro l’Unione Europea non può permettersi di abbassare le proprie difese e i filtri di sicurezza alle frontiere esterne. Anche l’ipotesi di concedere deroghe locali o sospensioni momentanee nei momenti di massimo picco è impraticabile dal punto di vista gestionale: l’attivazione “a fisarmonica” del sistema genererebbe falle di sicurezza inaccettabili, creando problemi asimmetrici per i passeggeri che entrano nello spazio Schengen senza registrazione EES e si trovano poi a dover uscire quando il sistema è regolarmente attivo.

Le simulazioni sul campo e i modelli d’impatto operativi condotti da IATA e ACI Europe evidenziano che la procedura di prima registrazione al chiosco fisico (scansione del passaporto, acquisizione delle impronte digitali e foto del volto) richiede mediamente circa 2-3 minuti per passeggero. Moltiplicato per centinaia di viaggiatori in arrivo simultaneamente, questo intervallo temporale satura gli spazi fisici degli aeroporti. Per questa ragione, il settore chiede una sospensione totale per la stagione estiva in attesa di soluzioni tecnologiche mature, come un’applicazione web e mobile comune a tutti i paesi UE. Consentendo la pre-registrazione dei dati da casa, l’interazione con i chioschi in aeroporto verrebbe ridotta alla sola verifica biometrica, abbattendo i tempi a pochi secondi per passeggero.

Le richieste urgenti alla Commissione Europea

Per mitigare l’impatto e ripristinare la fluidità dei transiti, il comparto sollecita la Commissione Europea a introdurre misure articolate su quattro direttrici principali:

L’allineamento istituzionale: l’intervento dell’ANCI

La gravità della situazione ha spinto all’azione anche le istituzioni locali italiane. Il Presidente dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), Gaetano Manfredi, ha inviato una lettera formale ai Ministri dell’Interno e degli Affari Esteri per richiamare l’attenzione sulle criticità operative che l’introduzione dell’EES sta determinando.

Esprimendo forte sostegno a favore degli aeroporti italiani, il Presidente Manfredi ha evidenziato la necessità di adottare misure straordinarie a tutela dei Comuni e della gestione dei flussi turistici sul territorio. I ritardi e i disservizi aeroportuali non si esauriscono infatti all’interno dei terminal, ma si ripercuotono immediatamente sulla catena logistica urbana, sui trasporti locali e sul comparto ricettivo delle città, minacciando l’indotto economico locale.

La richiesta del settore e delle istituzioni locali punta a una leadership europea capace di dimostrare il pragmatismo necessario a proteggere sia l’integrità dello spazio Schengen sia la stabilità del sistema di trasporto e di accoglienza del continente.