"Guerra" USA/Israele-Iran

Resilienza energetica negli aeroporti italiani

Nel complesso scenario del trasporto aereo attuale, la sicurezza degli approvvigionamenti è tornata a essere una priorità strategica, vedi ad esempio il caso di BP che ha dovuto limitare le forniture di alcuni carburanti in vari scali italiani.

Ma c’è da dire che fortunatamente, il sistema aeroportuale italiano. poggia su una struttura che ne garantisce la stabilità operativa, pur evidenziando storiche contraddizioni infrastrutturali. BP non è l’unico fornitore ed Eni garantisce continuità di flussi costanti, fungendo anche da fornitore in situazione di criticità nazionali, anche causate da fattori esterni come la guerra in Iran.

La garanzia della pluralità e il ruolo di Eni

La sicurezza degli scali nazionali non dipende da un unico filo. Negli aeroporti italiani, la pluralità dei fornitori è la norma: la presenza di più operatori permette di diversificare il rischio logistico, evitando che l’eventuale “fuel starvation” di un singolo player si traduca nel blocco dei voli.

In questo equilibrio, la posizione di Eni agisce come un fondamentale calmiere del mercato. La multinazionale italiana, grazie a un’integrazione verticale che copre l’intera filiera dalla raffinazione alla distribuzione, è in grado di assorbire parte della volatilità dei prezzi. Lo dimostra la gestione della rete stradale, dove la compagnia è riuscita a mantenere il diesel sotto la soglia dei 2 euro (1,999 €) mentre altri distributori toccavano punte di 2,2 €. Questa solidità industriale si riflette anche nell’aviazione, dove Eni garantisce flussi costanti che tutelano la continuità degli hub nazionali.

Marghera: la nuova frontiera del SAF “made in Italy”

La vera sfida per il settore è la decarbonizzazione, e l’Italia si posiziona all’avanguardia tecnologica. Entro l’estate 2026, Eni completerà i lavori per avviare la produzione di SAF (Sustainable Aviation Fuel) a Marghera. Si tratta di un traguardo storico: Marghera è stata la prima bioraffineria al mondo nata dalla riconversione di un sito petrolchimico tradizionale e ora, grazie alla tecnologia Ecofining™, produrrà biocarburante da scarti organici e oli esausti.

L’ampliamento della produzione nazionale, nella Bio raffineria di Gela di Eni, la produzione è già stata avviata, permetterà alle compagnie aeree di soddisfare i requisiti europei del regolamento RefuelEU Aviation attingendo a una fonte locale, riducendo la dipendenza dalle importazioni di componenti bio e rafforzando l’autonomia energetica del comparto.

L’aumento della produzione di SAF a livello mondiale è e rimane necessaria ed una criticità da risolvere, non solo per aumentare la disponibilità di SAF, ma anche per renderlo più accessibile in termini di costi. Attualmente il prezzo è ben superiore a quello del carburante per aviazione tradizionale.

Il paradosso dell’ultimo miglio: la dipendenza dalla gomma

Nonostante l’eccellenza nella produzione, la logistica di distribuzione rimane il punto debole del sistema. Il caso dell’aeroporto Marco Polo di Venezia è emblematico: nonostante la bioraffineria di Marghera si trovi a pochissimi chilometri di distanza, lo scalo continua a dipendere esclusivamente dal trasporto su gomma.

L’Italia si conferma un Paese capace di guidare l’innovazione tecnologica, come dimostra la trasformazione green di Marghera e la capacità di Eni di fare da argine alle oscillazioni di mercato. Tuttavia, la modernizzazione della logistica aeroportuale resta la “grande incompiuta“.

Trasformare gli scali da isole dipendenti dai camion a nodi integrati tramite oleodotti è il passo necessario per garantire che l’aviazione italiana sia non solo resiliente, ma anche competitiva e realmente sostenibile.