ITA airways
ITA Airways: sindacati minacciano una “nuova stagione di conflitto”
Il recente piano industriale di ITA Airways per il periodo 2026-2030 ha acceso un nuovo scontro tra il management della compagnia e le organizzazioni sindacali, riaccendendo il dibattito sul ruolo dei sindacati nella pianificazione strategica aziendale.
Personalmente ritengo che il sindacato non debba essere coinvolto nella definizione di un piano industriale, solo chi ha determinate competenze può partecipare alla sua pianificazione, ovvero il management della compagnia e i responsabili e tecnici dei vari dipartimenti. Come era diventata la prassi consolidata di Alitalia, ora ai sindacati non piace neanche il piano industriale di ITA, che a mio parere, non presenta nessuna novità che non era prevedibile, chi ne è rimasto sorpreso, probabilmente si era illuso, ma ad illuderli non è mai stata ne Lufthansa, nè l’attuale CEO
Le dichiarazioni congiunte di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporto Aereo, Anpac e Anp evidenziano una forte perplessità e un senso di mancato rispetto da parte del management. La nota congiunta esprime “stupore” per l’approvazione del piano da parte del Consiglio di Amministrazione senza un “previsto confronto di merito con le organizzazioni sindacali”. I sindacati ritengono questa la “ennesima grave mancanza di rispetto”, sottolineando come i lavoratori, con il loro “sacrificio e professionalità”, abbiano permesso all’azienda di decollare.
Le critiche dei sindacati non si limitano solo alla mancanza di coinvolgimento. Le organizzazioni contestano anche la sostanza del piano industriale, definendolo un “progetto debole”. Secondo le loro stime, la flotta di ITA Airways arriverebbe a circa 100 aeromobili nel 2030, un numero ritenuto insufficiente per mantenere le promesse di un effettivo ampliamento del network di medio e, soprattutto, di lungo raggio. I sindacati lamentano una mancanza di investimenti, poco sviluppo e una scarsa attenzione alla crescita occupazionale.
Ed è qui il punto dolente su cui in WEtravel abbiamo da tempo posto l’attenzione, riprendendo le dichiarazioni anche del CEO di ITA Airways Joerg Eberhart, la compagnia non crescerà sia in occupazione che in aeromobili, fino a quando la crescita non sarà economicamente sostenibili dal bilancio di ITA Airways.
Un altro punto su qui WEtravel ha più volto posto l’attenzione è il confronto con le altre compagnie aeree del Gruppo, è fondamentale osservare le scelte di Lufthansa, in SWISS, Austrian e Brussels Airlines, ma anche le scelte che hanno fatto nascere Eurowings, Discover Airlines e per ultima, ma i motivi per cui è nata sono anch’essi importanti: Lyfthansa City. Anche Air Dolimiti, che ha un ruolo importante nel federaggio, è importante per capire il complesso sistema che il Gruppo Lufthansa ha creato e in cui ITA Airways, si sta inserendo.
Se il sindacato si illudeva, ma sottolineo che ne l’attuale CEO, ne il Gruppo Lufthansa lo ha mai fatto, che ITA Airways sarebbe cresciuta, quasi con una sorta di automatismo, quasi in stile “Alitalia” forse devono cambiare lavoro.
La frustrazione delle organizzazioni sindacali è ulteriormente alimentata da una trattativa ferma per il rinnovo del Ccnl, scaduto lo scorso 31 dicembre, e dalla presunta inconcludenza dei tavoli di confronto sulle criticità gestionali.
Anche sul punto contratti è bene che il sindacato inizino a studiare il caso Lufthansa City Line, ma anche Discover Airlines e Eurowings.
Di fronte a questa situazione, i sindacati lanciano un chiaro avvertimento: se non ci sarà un “radicale cambio di passo” da parte di azionisti e management, la ripresa delle attività sindacali dopo la pausa estiva imposta dalla legge sugli scioperi nei servizi essenziali, porterà inevitabilmente a una “nuova stagione di conflitto”. Questa dichiarazione preannuncia un periodo di forte tensione e possibili mobilitazioni, a testimonianza di come i rapporti tra vertici aziendali e rappresentanze dei lavoratori siano tutt’altro che sereni.
Noi di WEtravel ci poniamo chiaramente a favore del management di ITA, affinchè non si torni ad una gestione in stile “Alitalia”.