sustainable aviation
Germania fa retromarcia sull’ecotassa aerea
Berlino ha recentemente annunciato l’intenzione di revocare l’aumento dell’ecotassa sul trasporto aereo, introdotto nel maggio 2024.
La misura ha sollevato forti critiche da parte del settore, in particolare dalle compagnie low cost come Ryanair, che minacciavano di ridurre la loro presenza nel mercato tedesco, ma anche Eurowings, compagnia aerea del Gruppo Lufthansa, ha espresso più volte la sua ferma opposizione.
L’aumento previsto portava la tassa sui voli a corto raggio da 12,48 euro a 15,53 euro a biglietto. A fronte di queste modifiche, il Ministero dei Trasporti ha riconsiderato la strategia, motivando la decisione con timori legati alla competitività degli aeroporti, agli effetti sul turismo e alle pressioni interne al governo.
Altri paesi applicano un eco-tassa sul trasporto aereo
Nel panorama europeo, la Germania non è l’unico paese a confrontarsi con la sfida di rendere il trasporto aereo più sostenibile. La Francia, ad esempio, ha introdotto dal 2020 un’ecotassa che varia da 1,50 euro per voli nazionali a 18 euro per la business class. I Paesi Bassi, invece, applicano una tassa fissa di 28 euro per volo, dimostrandosi tra i più ambiziosi nel sostenere politiche ambientali. La Danimarca ha previsto un sistema progressivo: 10 euro dal 2025, fino a 13 euro nel 2030. L’Italia, al contrario, non ha ancora implementato una vera ecotassa nazionale, malgrado sia tra i paesi con le emissioni in forte crescita nel settore.
Quale effetto hanno le eco-tasse?
Le ecotasse hanno avuto un impatto concreto sulle emissioni, anche se non rivoluzionario. Secondo studi europei, una tassa di 50 euro applicata ai viaggiatori frequenti potrebbe ridurre le emissioni del 21%. Tra il 2013 e il 2020, il sistema ETS ha permesso di risparmiare 193,4 milioni di tonnellate di CO₂. Inoltre, le compagnie operanti in paesi con tasse più alte mostrano una maggiore adozione di carburanti sostenibili e maggiori investimenti per aeromobili più efficienti, l’applicazione di una ecotassa progressiva infatti, che premia chi investe in sostenibilità sarebbe più equa e incentiverebbe l’adozione di nuovi aeromobili e pratiche più sostenibili.
Nonostante questo, le emissioni globali del trasporto aereo stanno tornando ai livelli pre-pandemia, e le ecotasse attuali non colpiscono direttamente il carburante, spesso esente da accise.
Le compagnie aeree più virtuose e quelle più inquinanti
Alcune compagnie aeree, come Wizz Air e Volotea, stanno comunque dimostrando un impegno concreto. Wizz Air ha ridotto le proprie emissioni del 15,4% in un solo anno e Volotea ha abbassato la propria impronta del 41% per passeggero/km. Al contrario, Ryanair e Lufthansa restano tra i maggiori emettitori del settore.
La riduzione delle emissioni può avere un impatto diretto sui prezzi dei voli.
I carburanti sostenibili possono costare fino a dieci volte di più rispetto al kerosene tradizionale, e molte compagnie stanno trasferendo parte dei costi ai passeggeri. Lufthansa, ad esempio, applica un supplemento ambientale fino a 72 euro per biglietto.
Anche le politiche europee impongono quote minime di SAF a partire dal 2025, con obiettivi crescenti fino al 2050. Alcune proposte, come la tassa sui viaggiatori frequenti, cercano di rendere il sistema più equo evitando di penalizzare chi vola occasionalmente.
In definitiva, la revoca dell’aumento dell’ecotassa da parte della Germania solleva interrogativi più ampi sulla sostenibilità del settore aereo. Le ecotasse, se accompagnate da investimenti strutturali e politiche complementari, possono rappresentare un tassello importante nella transizione verso un trasporto più ecologico.
Ma il dibattito rimane aperto, tra esigenze economiche, pressioni politiche e obiettivi ambientali da perseguire con decisione.
In foto il cancelliere tedesco Merz.