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ITA: dopo la rottura, avanti con il regolamento aziendale

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Dopo la rottura tra i sindacati ed ITA sul contratto da applicare ai dipendenti di ITA, la nuova compagnia aerea assumerà il personale con contratto “ad personam” secondo la normativa vigente sul lavoro in Italia.

ITA non aderendo ad Assaereo non ha alcun obbligo di stipulare un contratto collettivo per tutti i lavoratori della compagnia, applicando un regolamento aziendale e i minimi contrattuali previsti dal CCNL, come prescritto dall’art. 203 del decreto rilancio del 2020, è perfettamente in regola.

I sindacati si oppongono a questa tipologia di contratti, non solo ITA, ma anche altre compagnie aeree operanti in Italia lo fanno, è giusto ricordarlo, perfettamente in linea con la normativa italiana.

Se da un lato la posizione del sindacato in merito a questo specifico argomento è comprensibile, in quanto teoricamente sarebbe corretto che ogni azienda aderisca a un contratto, risultato di una contrattazione sindacale, dobbiamo ammettere e mai dimenticare che l’attuale normativa italiana, consente di evitarlo, quindi il sindacato piuttosto che alzare muri e utilizzare la propaganda che anche a cospetto degli oltre 50 milioni di italiani che non lavorano in Alitalia risulta “fastidiosa”, dovrebbero bussare alla porta del governo e aprire un tavolo per riorganizzare alcuni aspetti della normativa attuale e non solo per il settore aereo.

La richiesta del sindacato è stata anche rifiutata perchè richiedono che le retribuzioni rimangano come quelle attuali dei dipendenti Alitalia, ma è chiaro a tutti, che seppur in Alitalia il costo del lavoro non era più un problema, il modello di ITA sarà differente e quindi anche quell’argomento dovrà essere ridiscusso e portare le retribuzioni a livelli tali, non sono comparabili con quelli dei competitors diretti, nel suo principale mercato, ovvero l’Italia e quindi le low cost, ma devono ripartire da zero togliendo ogni “privilegio” o diritto acquisito, è parte della discontinuità di ITA rispetto ad Alitalia.

Per questo motivo non ci sarà alcun trasferimento di personale, ma ci saranno nuove assunzioni, tutto riparte da zero.

Un altro dei motivi per cui i sindacati continueranno a manifestare e le agitazioni dei dipendenti Alitalia continueranno, è il rifiuto del governo, che io appoggio in pieno, per i motivi che ho esposto in questo articolo, di prorogare la CIG per i dipendenti che rimarranno in Alitalia, fino al 2025, richiesta assurda e inaccettabile.

Luca Gorrasi
Nato a Mestre, dove vivo tutt’ora, laureato in informatica, IT e WEB specialist, ho unito la mia passione per il settore #aviation e il web, fondando questo blog nel 2017