Air Italy

Air Italy con la liquidazione niente cassa integrazione

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Doccia fredda per i dipendenti Air Italy, la conferma che la scelta della liquidazione per Air Italy non permette l’avvio della procedura di cassa integrazione.

La cassa integrazione infatti può essere concessa solo se la società apre una procedura di crisi, che Air Italy, nonostante le cose non andassero bene non ha mai richiesto.

Anche i sindacati avevano richiesto al governo di intervenire, anche al ministro dei trasporti era arrivata una comunicazione alcune settimane fa in cui si trasmetteva la preoccupazione dei lavoratori per la situazione di Air Italy e la diminuzione del lavoro con una diminuzione dell’operativo che faceva pensare a sviluppi non certo positivi.

Ed invece la ministra De Micheli solo dopo l’assemblea dei soci dello scorso 11 febbraio è “cascata dalle nuvole” intervenendo nella questione.

Ma qui più che dare la colpa alla ministra, bisogna darla al sistema politico italiano nel suo complesso.

Ed ora 1450 persone sono a rischio licenziamento, la procedura di liquidazione infatti prevede in più fasi, la cessione di rami di azienda, se si riescono a trovare acquirenti, oppure il licenziamento di tutti i dipendenti.

Air Italy, ieri ha rilasciato la seguente dichiarazione: “I liquidatori hanno illustrato ai dipendenti la possibile evoluzione della procedura di liquidazione, confermando l’intenzione di adottare tutte le misure possibili di sostegno al reddito, compatibili a norma di legge con la procedura di liquidazione stessa. Verranno prese in considerazione tutte le possibilità di cessione di rami d’azienda – si precisa – che comprendano il possibile mantenimento di tutti o di parte dei posti di lavoro“.

Un altra delle possibilità sarebbe l’ingresso tra gli azionisti, delle regioni Sardegna e Lombardia, in un ottica solo di finanziatori a tutela, nel caso della regione Sardegna della connettività sull’isola che mai dovrà però essere priorità rispetto ad un business plan di crescita, altrimenti rischia di avere la stessa sorte di Alitalia.

Anche SEA potrebbe fare la sua parte, vista l’importanza di Air Italy per lo scalo di Milano Malpensa.

In questi mesi anche nella stagione invernale, sia easyJet che Volotea e anche Ryanair, hanno visto spazi per ampliare le proprie offerte per la Sardegna, senza la necessità di alcun investimento pubblico.

Questa è la prova che potrebbe esserci spazio per un nuovo vettore nei cieli Italiani e non solo, ma deve essere strutturata in modo tale da poter competere.

Quindi ora si tratta di creare la situazione per fare in modo che Air Italy non chiuda, che gli obbiettivi ed il businessplan venga rivisto con un attenta valutazione degli obbiettivi, dando la garanzia che il vettore possa garantire un posto di lavoro, garantendo competitività e continuità.

Questa premessa per arrivare al punto saliente del problema, in questo momento bisogna pensare ad Air Italy, solo in questo modo si potrà pensare ai lavoratori.

Luca Gorrasi
Nato a Mestre, dove vivo tutt’ora, laureato in informatica, IT e WEB specialist, ho unito la mia passione per il settore #aviation e il web, fondando questo blog nel 2017

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