Aeroporto di Napoli NAP

Aeroporto di Napoli, 236° nel mondo per AirHelp. E l’estate 2026, ancora più affollata, non è nemmeno in classifica

Capodichino si colloca nelle ultime posizioni della classifica AirHelp Score 2026, che valuta 279 aeroporti di 76 Paesi. Ma il risultato riguarda il periodo maggio 2025-aprile 2026 e non comprende l’ultima estate, durante la quale lo scalo campano ha registrato un ulteriore aumento dei passeggeri, senza un corrispondente ampliamento della capacità infrastrutturale.

L’aeroporto internazionale di Napoli Capodichino occupa la 236ª posizione su 279 scali nella classifica mondiale AirHelp Score 2026. Un risultato decisamente poco soddisfacente per uno dei principali aeroporti italiani, soprattutto considerando la crescita del traffico registrata negli ultimi anni e il ruolo strategico dello scalo nel sistema turistico ed economico del Mezzogiorno.

La graduatoria, pubblicata da AirHelp il 9 giugno 2026, analizza i voli operati tra il 1° maggio 2025 e il 30 aprile 2026, combinando i dati sulla puntualità con le valutazioni dei passeggeri. Un dettaglio temporale fondamentale, perché esclude completamente i mesi estivi del 2026, durante i quali Napoli ha continuato a crescere utilizzando sostanzialmente le stesse infrastrutture, già sottoposte a una notevole pressione nei periodi di punta.

I numeri di Napoli: la puntualità è il punto debole

La valutazione di Capodichino presenta differenze significative tra i tre indicatori utilizzati da AirHelp.

IndicatorePunteggio su 10Peso
Puntualità dei voli6,960%
Esperienza dei passeggeri7,720%
Strutture e comfort7,520%

Il dato più critico riguarda la puntualità, che incide per il 60% sul risultato complessivo. AirHelp considera puntuale un volo che raggiunge la destinazione entro 15 minuti dall’orario previsto, mentre gli altri indicatori tengono conto delle valutazioni dei passeggeri su personale, pulizia, accessibilità, tempi di attesa, segnaletica, ristorazione, negozi e comfort delle strutture.

Napoli ottiene valutazioni discrete per esperienza di viaggio e servizi, ma non sufficienti a compensare il risultato sulla puntualità. Non significa che tutte le criticità siano riconducibili al gestore aeroportuale. Ritardi e irregolarità possono dipendere anche dalle compagnie aeree, dalla gestione dello spazio aereo, dalle condizioni meteorologiche e dalle rotazioni degli aeromobili. Il dato evidenzia tuttavia un problema concreto nell’esperienza complessiva dei passeggeri.

Il confronto italiano: Napoli distante anche dagli aeroporti del Mezzogiorno

Il confronto nazionale rende ancora più evidente il risultato poco favorevole di Capodichino. A guidare la classifica italiana è Cagliari Elmas, seguito da Bari e Milano Linate. Anche Palermo, Catania, Venezia e Roma Fiumicino occupano posizioni sensibilmente migliori.

AeroportoPosizione mondiale
Cagliari Elmas71ª
Bari82ª
Milano Linate87ª
Palermo128ª
Venezia141ª
Catania150ª
Torino167ª
Firenze178ª
Roma Fiumicino179ª
Napoli Capodichino236ª
Bergamo Orio al Serio256ª

Napoli non è l’ultimo aeroporto italiano della graduatoria: Bergamo Orio al Serio si colloca venti posizioni più in basso. È però particolarmente significativo il confronto con gli aeroporti del Sud. Palermo precede Napoli di 108 posizioni, Catania di 86 e Bari di ben 154. Pur considerando le differenze di dimensioni, traffico e caratteristiche operative, il risultato evidenzia una distanza importante nella valutazione complessiva dei servizi e della puntualità.

L’estate 2026 è fuori dalla classifica: più passeggeri, le stesse infrastrutture

È proprio questo l’aspetto che rende il risultato AirHelp particolarmente preoccupante. La graduatoria fotografa una situazione precedente all’estate 2026, quando la pressione sull’aeroporto di Napoli è ulteriormente aumentata. Lo scalo ha continuato a crescere senza che tale incremento fosse accompagnato da un ampliamento proporzionale degli spazi e delle infrastrutture disponibili.

I dati di Assaeroporti confermano la crescita. Nell’agosto 2026 Capodichino ha registrato 1.634.921 passeggeri, il 7,3% in più rispetto allo stesso mese del 2025, con oltre 110.000 viaggiatori aggiuntivi in un solo mese. Tra gennaio e agosto il traffico complessivo ha raggiunto 9.654.615 passeggeri, in aumento del 7,9%, mentre i movimenti aerei sono cresciuti del 5,4%.

Sono numeri commercialmente positivi, ma che devono essere letti anche dal punto di vista della capacità aeroportuale. Più passeggeri significano maggiore pressione sui controlli di sicurezza, sulle aree di attesa, sui gate, sulla gestione dei bagagli e sui collegamenti terrestri, soprattutto quando la crescita si concentra nelle fasce orarie e nelle giornate di maggiore affluenza.

Non disponiamo ancora di un AirHelp Score che misuri la puntualità e l’esperienza dei passeggeri durante l’estate 2026. Non sarebbe quindi corretto affermare che il punteggio di Capodichino sia peggiorato. È però certo che lo scalo abbia dovuto gestire volumi superiori a quelli dell’estate precedente, con una pressione crescente su un’infrastruttura già fortemente utilizzata.

Il punto non è soltanto quanti passeggeri un aeroporto riesca ad accogliere, ma a quali condizioni riesca a farlo. La crescita del traffico, da sola, non è una dimostrazione di efficienza.

La saturazione non è soltanto una questione di limiti ENAC

Occorre distinguere due concetti spesso confusi nel dibattito sul futuro di Capodichino: la capacità aeroportuale formalmente autorizzata e la qualità del servizio offerto ai passeggeri.

Un aeroporto può operare nel rispetto dei limiti stabiliti dall’ENAC e presentare comunque livelli elevati di congestione nelle aree del terminal, nei parcheggi, nei controlli o negli accessi stradali. Il fatto che un’infrastruttura possa legalmente e tecnicamente gestire un determinato volume di traffico non significa automaticamente che possa farlo garantendo un’esperienza adeguata.

Del resto, la pressione infrastrutturale non è una novità emersa con la pubblicazione della classifica AirHelp. Durante la presentazione del Masterplan Capodichino 2035, anche i vertici di GESAC avevano riconosciuto le difficoltà conseguenti alla crescita del traffico e alla limitatezza degli spazi disponibili.

WEtravel NEWS ha già approfondito questi aspetti nell’articolo Masterplan Capodichino 2035: analisi critica tra vincoli operativi, stime di traffico e logiche finanziarie, evidenziando le criticità di un piano che punta a raggiungere 17,3 milioni di passeggeri entro il 2035, mantenendo importanti vincoli operativi e infrastrutturali.

Una crescita di questa portata richiede attenzione non soltanto alla capacità delle piste e dei piazzali, ma anche agli spazi del terminal, ai flussi dei passeggeri e all’accessibilità aeroportuale. Su quest’ultimo punto resta aperta anche la questione della viabilità, già affrontata nell’analisi Masterplan Capodichino 2035: dall’accesso di Viale Umberto Maddalena alla metropolitana, i nodi irrisolti della viabilità di accesso.

Napoli e Salerno: due aeroporti, un sistema ancora da valorizzare pienamente

La situazione di Capodichino dovrebbe riportare al centro della strategia regionale anche il ruolo dell’aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi. Napoli e Salerno dispongono di bacini di utenza in parte differenti e possono sviluppare un’offerta complementare, evitando di concentrare su Capodichino tutta la crescita del traffico aereo campano.

Il sistema aeroportuale regionale, gestito da GESAC, dovrebbe essere organizzato proprio per valorizzare le caratteristiche di entrambi gli scali. Salerno non deve essere considerato soltanto un aeroporto destinato ad assorbire eventuali eccedenze di Napoli, ma un’infrastruttura capace di sviluppare una propria domanda, contribuendo contemporaneamente a un maggiore equilibrio del sistema.

Una distribuzione più razionale del traffico potrebbe ridurre parte della pressione su Capodichino, anche se non risolverebbe automaticamente i problemi di puntualità, che richiedono interventi specifici e il coinvolgimento delle compagnie aeree e degli altri operatori.

Il successo di un aeroporto non si misura soltanto contando i passeggeri

Napoli ha chiuso il 2025 con 13.271.522 passeggeri, il 4,9% in più rispetto all’anno precedente. Un risultato importante, che conferma l’attrattività dello scalo e del territorio. Ma il numero dei viaggiatori non può essere l’unico parametro con cui giudicare il successo di un aeroporto, soprattutto quando la crescita avviene in un contesto infrastrutturale complesso.

Il 236° posto nella classifica AirHelp riguarda un periodo precedente a un’estate 2026 ancora più intensa sul piano del traffico. Non è la prova che durante l’ultima stagione estiva la puntualità sia peggiorata, ma è un segnale che avrebbe dovuto richiamare l’attenzione sulla necessità di accompagnare la crescita commerciale con un miglioramento delle condizioni operative e dell’esperienza dei passeggeri.

La sfida per GESAC non consiste soltanto nell’attrarre nuove compagnie, aprire collegamenti o superare nuovi record annuali. Consiste soprattutto nel garantire che chi parte e arriva a Napoli possa contare su un aeroporto efficiente, accessibile e confortevole, anche durante i periodi di maggiore affluenza.

Capodichino ha dimostrato di saper crescere. Adesso deve dimostrare di saper gestire questa crescita senza sacrificare la qualità del servizio.

E forse, prima di celebrare il prossimo record di passeggeri, sarebbe opportuno chiedersi se lo scalo sia davvero pronto ad accoglierli tutti nelle condizioni che meritano.


Fonti: AirHelp Score 2026 – Classifica ufficiale · Metodologia AirHelp · GESAC – Dati di traffico · Assaeroporti – Statistiche 2025 e 2026.

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