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Castlelake: tre offerte in dieci giorni, CdA easyJet respinge

Il consiglio di amministrazione di easyJet plc ha respinto all’unanimità una terza proposta consecutiva di acquisizione non vincolante presentata dalla società di investimenti Castlelake, L.P.

La decisione giunge al culmine di una serrata sequenza di offerte presentate nell’arco di meno di due settimane e respinte dal vettore (“per ora ancora”)britannico, che ha definito l’approccio “fortemente opportunistico“.

La cronologia dei tentativi effettuati da Castlelake evidenzia una progressione nel prezzo offerto per azione, interamente in contanti:

La Terza Proposta, mirata ad acquisire l’intero capitale sociale emesso e da emettere non ancora detenuto dal fondo, valorizza la compagnia aerea con un premio del 59% rispetto al prezzo di chiusura di 394,20 pence del 28 maggio 2026 (ultimo giorno prima che la quota di Castlelake in easyJet divenisse pubblica) e del 35% rispetto al valore del 27 febbraio 2026, antecedente allo scoppio del conflitto tra Stati Uniti e Iran. L’offerta prevedeva inoltre un’opzione parziale in azioni non quotate per consentire agli azionisti di mantenere una partecipazione nella società una volta completata la scalata.

La posizione del consiglio di amministrazione di easyJet

Il consiglio di amministrazione di easyJet, coadiuvato dai propri consulenti finanziari, ha motivato il rifiuto unanime della proposta a 625 pence affermando che essa sottovaluta in modo fondamentale le prospettive a medio termine della compagnia. Secondo il CdA, le analisi sui premi e sui multipli presentate da Castlelake si basano su un valore azionario temporaneamente depresso dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e su utili di breve periodo, senza riflettere la solidità patrimoniale del gruppo.

La governance di easyJet ha inoltre espresso forti riserve sulla struttura finanziaria ipotizzata dal fondo, giudicata caratterizzata da un elevato livello di leva finanziaria (debito) e da un’eccessiva condizionalità. È stata inoltre sollevata una critica sulla complessità della struttura societaria proposta per il veicolo d’acquisto, definita opaca dal Board.

Il management del vettore ha ribadito la propria fiducia nella strategia aziendale indipendente, sottolineando come il biennio chiuso a settembre 2025 abbia registrato un incremento del 46% dell’utile prima delle imposte, trainato dalla divisione easyJet Holidays. Nonostante le attuali perturbazioni di mercato legate al contesto geopolitico, la società ha confermato l’obiettivo a medio termine di un utile ante imposte superiore a 1 miliardo di sterline.

I dettagli della struttura proposta da Castlelake

Dal canto suo, Castlelake ha reso noti i dettagli della propria proposta nel tentativo di interpellare direttamente la base azionaria del vettore prima della scadenza formale sui termini di offerta. Il fondo ha dichiarato che l’operazione sarebbe stata interamente finanziata tramite una combinazione di capitale proprio (equity) e debito, con il supporto di Goldman Sachs per l’organizzazione delle linee di credito necessarie.

Per garantire la conformità con i requisiti europei sulla proprietà e sul controllo delle compagnie aeree (che impongono la maggioranza del capitale in mani UE), la struttura delineata da Castlelake prevedeva un veicolo partecipato al 49% dal fondo stesso e al 51% da cittadini europei. A tal fine, la società d’investimento ha stretto una partnership con i manager del settore Peter Bellew e Mark Breen, in qualità di investitori individuali comunitari, destinati a detenere la quota di controllo tramite una società dedicata.

Castlelake ha sostenuto che l’offerta a 625 pence ridurrebbe i rischi di esecuzione del piano industriale per gli attuali azionisti, posizionandosi favorevolmente rispetto al valore attuale netto del titolo, anche nell’ipotesi in cui easyJet raggiunga il target di 1 miliardo di sterline di utili.

Verso la scadenza del 26 giugno

La pubblicazione dei dettagli della proposta da parte di Castlelake punta a raccogliere il parere degli azionisti in vista della scadenza regolamentare (“Put or Shut Up”) fissata dal codice delle acquisizioni del Regno Unito per il 26 giugno 2026 alle ore 17:00 di Londra. Entro tale termine, il fondo dovrà dichiarare formalmente l’intenzione di presentare un’offerta vincolante ai sensi della Regola 2.7 o annunciare la rinuncia all’operazione.