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Il polo olandese del SAF e la strategia di…
Il vento del Mare del Nord che soffia su Delfzijl, nell’estremità settentrionale dei Paesi Bassi, porta con sé l’odore del cambiamento industriale. In questa cittadina portuale, storicamente legata alla chimica e all’energia, KLM e SkyNRG hanno celebrato l’avvio formale dei lavori di costruzione per quello che è destinato a diventare un pilastro della transizione energetica nei cieli europei: il primo impianto olandese interamente dedicato alla produzione di carburante sostenibile per l’aviazione (Sustainable Aviation Fuel – SAF).
L’evento ha segnato l’inizio di una nuova era per il trasporto aereo continentale. Per KLM, che nel 2009 fu tra i cofondatori di SkyNRG, si tratta del coronamento di un percorso iniziato quasi vent’anni fa. Un percorso che ora si traduce in un investimento industriale concreto, tangibile e dal forte impatto finanziario.

Un ecosistema industriale per il cielo di domani
Il progetto, denominato DSL-01 (Delfzijl SkyNRG 1), entrerà nella sua fase operativa a partire dal 2028, anno in cui sono previsti i primi volumi di produzione. La portata dell’operazione è definita dai numeri dell’accordo di fornitura a lungo termine (offtake agreement) siglato tra la compagnia di bandiera olandese e la società produttrice. KLM si è infatti impegnata ad acquistare una quota fissa di almeno 75.000 tonnellate di SAF all’anno per un periodo prolungato.

Questa cifra rappresenta il 75% dell’intera capacità produttiva prevista per l’impianto di Delfzijl. L’impegno economico complessivo per il vettore sfiora i 3 miliardi di euro, una cifra che ha fornito le garanzie finanziarie necessarie per sbloccare l’investimento e dare il via ai lavori di cantiere. Senza questa commessa iniziale di lungo termine, la bancabilità di un’infrastruttura di tale portata sarebbe stata difficilmente realizzabile in tempi brevi.
“Come prima compagnia aerea al mondo, il nostro accordo di acquisto a lungo termine contribuisce direttamente al finanziamento e alla realizzazione di questa struttura”, ha dichiarato Marjan Rintel, CEO di KLM. “Questa pietra miliare rende finalmente tangibile il progetto. Sono orgogliosa che KLM, in qualità di cofondatrice di SkyNRG e di principale acquirente del carburante, stia compiendo un passo importante nel potenziare la produzione di SAF nei Paesi Bassi”.
Anche Maarten van Dijk, CEO di SkyNRG, ha sottolineato il valore della partnership strategica: “Questo traguardo dimostra che la produzione di SAF su larga scala nei Paesi Bassi sta diventando realtà. Il DSL-01 è un tassello fondamentale per accelerare la transizione verso un’aviazione più sostenibile”.
La fisica e la chimica del SAF: come si riducono le emissioni
La tecnologia alla base del SAF risponde alla necessità di trovare un’alternativa immediata al cherosene di origine fossile, senza dover attendere i tempi di sviluppo – ancora lunghi e incerti – legati alla propulsione a idrogeno o totalmente elettrica per i voli a lungo raggio.
Dal punto di vista chimico, il SAF è un carburante “drop-in”: può essere miscelato con il cherosene tradizionale fino al 50%1 senza richiedere alcuna modifica ai motori degli aeromobili esistenti o alle infrastrutture di stoccaggio e rifornimento degli aeroporti.
Il beneficio ambientale si misura sull’intero ciclo di vita del prodotto (lifecycle emissions). Sebbene il SAF rilasci in volo una quantità di anidride carbonica analoga a quella del cherosene fossile durante la combustione, il bilancio complessivo è drasticamente inferiore. Questo perché le materie prime utilizzate per la sua produzione – che includono residui di oli vegetali esausti, grassi di scarto e rifiuti industriali o agricoli che non competono con la filiera alimentare – assorbono CO₂ dall’atmosfera durante il loro ciclo biologico originario. Di conseguenza, il risparmio netto di emissioni di gas serra varia da un minimo del 65% fino a oltre il 90% rispetto al ciclo tradizionale del petrolio estratto dal sottosuolo.
Il nodo dei costi e il ruolo della politica industriale
Nonostante l’avvio del cantiere di Delfzijl, la strada verso la decarbonizzazione del settore presenta ostacoli economici complessi. Attualmente, il SAF è dalle tre alle quattro volte più costoso rispetto al cherosene fossile. Questa forbice di prezzo rappresenta il principale freno a una sua diffusione di massa su scala globale.
Per questa ragione, la dirigenza di KLM ha colto l’occasione per lanciare un messaggio chiaro alle istituzioni politiche dell’Aia e di Bruxelles. Se da un lato il nuovo accordo di coalizione del governo olandese include piani per sostenere la produzione di carburanti alternativi, dall’altro il settore richiede interventi strutturali per calmierare i prezzi e incentivare l’offerta.
KLM ha invitato formalmente l’esecutivo a collaborare alla creazione di un fondo nazionale dedicato al SAF, seguendo le raccomandazioni contenute nel rapporto Wennink, intitolato “The Route to Future Prosperity”2. L’obiettivo è quello di creare un meccanismo finanziario pubblico-privato che possa assorbire parte del rischio industriale e favorire la nascita di altri impianti simili.
Verso i target europei e nazionali
Il progetto DSL-01 si inserisce in un quadro normativo europeo e nazionale sempre più stringente. I Paesi Bassi si sono posti l’obiettivo di raggiungere una quota del 14% di SAF in miscela entro il 2030, anticipando e superando le tappe intermedie previste dal regolamento europeo RefuelEU Aviation.
In un mercato in cui la disponibilità globale di SAF copre ancora meno dell’1% del fabbisogno complessivo dell’aviazione commerciale, la costruzione del polo di Delfzijl offre a KLM un vantaggio strategico nell’approvvigionamento futuro, proteggendo parzialmente il vettore dalle future scarsità di offerta e dalle conseguenti sanzioni normative. La sfida, ora, si sposta sul rispetto dei tempi di cantiere in vista del 2028, quando le prime gocce di carburante sostenibile olandese inizieranno a scorrere nei serbatoi dei velivoli commerciali.
- Le certificazioni attuali dei motori pongono questo vincolo. Airbus, Boeing, Enbraer ed altri, stanno lavorando con i produttori di motori per certificarli al 100%. Alcuni voli di test, anche a lungo raggio, sono stati già eseguiti con successo ↩︎
- Il Rapporto Wennink (presentato nel dicembre 2025 da Peter Wennink, ex CEO di ASML) è un’agenda economica che traduce i principi del Rapporto Draghi sulla competitività europea nella realtà dei Paesi Bassi. L’obiettivo è prevenire il declino economico e garantire la prosperità futura attraverso 51 raccomandazioni. ↩︎