British Airways
Heathrow, IAG contro il governo: “espansione a ogni costo?…
Il braccio di ferro tra le compagnie aeree e il Governo britannico sul futuro dell’hub di Londra Heathrow ha raggiunto un nuovo punto di tensione.
Dopo settimane di attesa, la posizione di IAG (International Airlines Group), la holding che controlla British Airways, è netta: il via libera al progetto di espansione più costoso è una scelta che rischia di compromettere la competitività del sistema aereo britannico.
Un progetto da 49 miliardi: il “no” di Luis Gallego
Mentre il Governo ha confermato il piano per la terza pista (quella da 3,5 km che scavalca l’autostrada M25), scartando l’opzione più economica e snella con un mino impatto ambientale del Gruppo Arora , il CEO di IAG, Luis Gallego, ha lanciato un monito chiaro. Secondo il gruppo, l’investimento complessivo stimato in circa 49 miliardi di sterline (che include la pista da 21 miliardi e i necessari ammodernamenti dei terminal e delle infrastrutture) non è sostenibile.
“I piani attuali non sono accessibili né per le compagnie aeree né per i loro clienti“, ha ribadito Gallego. La preoccupazione principale è che i costi astronomici della costruzione vengano scaricati direttamente sulle tariffe aeroportuali, che potrebbero subire un raddoppio rispetto ai livelli attuali.
Il paradosso del modello regolatorio
La critica di IAG non è solo al costo dell’opera, ma al sistema normativo che la governa. Il gruppo evidenzia una carenza strutturale nel modello della Civil Aviation Authority (CAA):
- Incentivi distorti: Il modello attuale incentiva l’aeroporto a spendere in modo generoso (capital expenditure), poiché la legge gli consente di recuperare ogni sterlina spesa attraverso l’aumento delle tariffe sui vettori e, indirettamente, sui passeggeri.
- Mancanza di rischio per il monopolista: IAG sostiene che Heathrow agisca con la sicurezza di chi sa di poter ribaltare i costi sul mercato, senza dover rispondere dell’efficienza della spesa.
L’allarme: tariffe alle stelle e perdita di competitività
L’impatto sui biglietti rischia di essere pesantissimo. British Airways ha stimato che per un volo a lungo raggio, l’aumento delle tasse aeroportuali potrebbe superare i 130 dollari a passeggero.

“Rischiamo di fallire poiché le compagnie non potranno permettersi di sostenere più voli“, avverte il CEO in un intervista sul Financial Times1. Il paradosso finale è che, a fronte di costi così alti, i vettori potrebbero decidere di non utilizzare la nuova capacità, lasciando la terza pista drammaticamente “vuota” mentre hub concorrenti come Parigi, Madrid o Istanbul continuano a crescere con modelli di costo molto più aggressivi.
Verso un 2026 di decisioni critiche
La partita si sposta ora sul tavolo regolatorio. IAG chiede che l’espansione sia condizionata a una riforma che garantisca efficienza e tetti di spesa invalicabili. Senza queste garanzie, quello che dovrebbe essere il fiore all’occhiello dell’economia post-Brexit rischia di trasformarsi, secondo il vettore, in un enorme fardello economico per il settore aereo.
Nessun cenno ad un utilizzo “sinergico” di tutti gli scali che interessano Londra
Purtroppo nessun cenno ad un utilizzo “sinergico” di tutti gli scali che interessano Londra, argomento su cui secondo WEtravel NEWS si dovrebbe invece puntare.
Secondo noi infatti, la controversa decisione del Governo britannico di approvare la terza pista all’aeroporto di Londra Heathrow (LHR), optando anche per l’alternativa più onerosa e impattante, è l’emblema dell’incapacità politica e strutturale di fare una pianificazione sistemica per la rete aeroportuale del Sud-Est dell’Inghilterra.
Gli aeroporti dell’area metropolitana di Londra, devono “fare sistema” ed il governo britannico deve considerare un “espansione combinata” di LHR, LUT, LGW, SEN, STN e il City Airport della capitale britannica LCY, staimo parlando di 6 aeroporti con 7 piste in totale ed una capacità disponibile in ben 4 aeroporti e potenzialmente anche a London City, nonostante tutti i suoi vincoli di capacità ed operativi.
- FINANCIAL TIMES: “The airlines fighting the expansion of Heathrow” ↩︎