Covid-19 Regno Unito UK

Regno Unito: Semaforo verde … test PCR £150

Costerà caro non solo ai britannici tornare nel Regno Unito con il nuovo sistema a semaforo, anche se il paese di provenienza è nella lista verde, ovvero a basso rischio.

Verranno richiesti in questo caso due test Covid-19 negativi, prima della partenza e dopo l’arrivo in UK.

Ai passeggeri in arrivo dai paesi nella lista verde dovranno:

  1. effettuare un test prima della partenza.
  2. entro il secondo giorno dall’arrivo nel Regno Unito, dovranno eseguire un test PCR

Non dovranno mettersi in quarantena al loro ritorno a meno che non ricevano un test positivo, ma il costo del test PCR attualmente è di circa 150 sterline*, il governo sta cercando di fare in modo che il costo per il test PCR venga ridotto, richiesta che proviene anche dalle compagnie aeree inglesi, che sostengono anche che in questo modo si scoraggerà il turismo in e out dal Regno Unito, chiedono invece l’uso di un test Covid rapido, che ha un costo notevolmente più basso.

I pacchetti di prova devono essere prenotati e pagati prima del viaggio da un elenco di fornitori approvati dal governo.

Le reazioni

Tim Alderslade, amministratore delegato di Airlines UK, ha detto che il quadro “non rappresenta una riapertura dei viaggi come promesso dai ministri“.

L’insistenza su test PCR costosi e non necessari piuttosto che test rapidi – anche per i paesi a basso rischio – rappresenterà un onere insostenibile per i passeggeri, rendendo il viaggio impraticabile e inaccessibile per molte persone”

Karen Dee, capo dell’Associazione degli operatori aeroportuali, ha detto che l’annuncio “offre solo un barlume di speranza a un’industria martoriata da oltre un anno di chiusura quasi completa. Criteri trasparenti per i paesi in ogni livello di viaggio e una lista verde indicativa insieme a un fermo impegno a riaprire il 17 maggio aumenterebbero la fiducia dei consumatori e invitiamo il governo a pubblicarli a breve”.

L’amministratore delegato di easyJet, Johan Lundgren: “un duro colpo per tutti i viaggiatori” e ha rischiato di “far volare solo i ricchi. Con l’apertura del resto della società e dell’economia britannica, non ha senso trattare i viaggi, in particolare nei paesi a basso rischio, in modo diverso”.

Mark Tanzer, capo dell’organizzazione di viaggi Abta, ha affermato che consentire l’uso di test rapidi sull’antigene “renderebbe i viaggi internazionali più accessibili ed economici pur fornendo un’efficace mitigazione contro la reimportazione del virus“.

* è un costo indicativo.

Luca Gorrasi
Nato a Mestre, dove vivo tutt’ora, laureato in informatica, IT e WEB specialist, ho unito la mia passione per il settore #aviation e il web, fondando questo blog nel 2017