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easyJet, luci e ombre al BER

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easyJet dal nuovo aeroporto di Berlino BER, ha annunciato 70 destinazioni rispetto alle oltre 100 dello scorso anno.

Al BER verranno basati 18 aerei, 16 in meno, in seguito ad un pesante taglio sulle operazioni tedesche di easyJet, non solo per la crisi provocata dalla pandemia di Covid-19, ma soprattutto per le pesanti perdite registrate già dal 2017, anno in cui easyJet divenne il primo vettore su Berlino acquisendo gli asset di Air Berlin.

Sole 24 ore del 22 gennaio 2019A pesare sul vettore lowcost anche l’espansione inferiore del previsto presso l’aeroporto di Berlino Tegel dopo l’acquisizione di Air Berlin. Tra i motivi segnalati dall’ad, le tariffe aggressive introdotte da Ryanair e Lufthansa, nonché i progressi più lenti dell’hub tedesco in particolare su alcune tratte in partenza da Berlino. «Non abbiamo raggiunto i risultati che volevamo, ci vuole tempo», commentò il CEO dei easyJet Johan Lundgren“

Le rotte domestiche hanno costituito una parte fondamentale dello sviluppo di easyJet a Tegel, dove voleva intercettare ed acquisire il dominio in particolare sul traffico passeggeri business che rappresenta il 41% del mercato domestico in Germania.

Eurowings, che all’estero non sta dando i risultati sperati, in Germania ha avuto un rendimento più alto di quello di easyJet ed il gruppo Lufthansa, ha annunciato lo stesso gruppo in una nota, e’ ora il primo gruppo per numero di passeggeri a Berlino, mentre easyJet il primo vettore.

In questo scenario quindi, comprensibile e giustificato, il numero inferiore di destinazioni e un taglio importante di personale, per ora ridotto di 320 unità, passando quindi dagli iniziali 738 a 418.

In occasione dell’inaugurazione del BER Johan Lundgren CEO di easyJet, incontrando la stampa, ha risposto a qualche domanda anche su questo specifico argomento, in un intervista al portale web aeroTELEGRAPH rispondendo all’annuncia del gruppo Lufthansa che ha affermato di essere il primo gruppo a Berlino, Johan ha risposto: “Non riesco a pensare a niente di più irrilevante che parlare di quote di mercato nel mezzo della crisi. A dicembre avremo 18 aerei basati qui e più di 1000 dipendenti a Berlino. È molto più di qualsiasi altra compagnia aerea. Trovo che un’istantanea delle quote di mercato in un momento in cui gli aerei sono mezzi vuoti sia in gran parte irrilevante.

418 dipendenti tra piloti e assistenti di volo potrebbero perdere il lavoro tra novembre e dicembre, i restanti verranno ridiscussi quasi sicuramente entro giugno 2021, data prevista per il nuovo termine della Cassa integrazione tedesca, la Kurzarbeit (KUG) estesa fino al 30 giugno 2021.

L’andamento della crisi e del traffico su Berlino peseranno per ovvie ragioni, sul destino anche dei 320 dipendenti per ora salvi, l’apertura delle due nuove basi stagionali e le nuove posizioni su Amsterdam aperte ed applicabili entro la fine del mese, potranno solo in minima parte ridurre il numero di esuberi, esuberi che sono attualmente in fase di contrattazione anche in Francia e non si può escludere che anche l’Italia sarà coinvolta.

L’apertura di una contrattazione non vuol dire automaticamente esuberi, quando verrà conclusa.

Il numero di esuberi potrà essere sicuramente ridotto con l’utilizzo di contratti part-time, 10/12 o stagionali, l’apertura delle due basi stagionali a Faro e Malaga che si aggiunge a quella di Palma (già operativa ) ridurranno il costo complessivo del personale che peserà in % inferiore sul bilancio complessivo, già ridotto dai licenziamenti nel Regno Unito.

Questi fattori quindi insieme all’andamento della crisi, al livello di contrattazione e una costruttiva collaborazione da entrambi le parti con i sindacati ed i lavoratori, saranno decisivi nel 2021 per aggiornare il fabbisogno di personale e quindi il numero di esuberi per tutte le basi easyJet.

easyJet: necessario aumentare flessibilità, efficienza e resilienza.

La ristrutturazione iniziata con un taglio dei costi su tutte le voci fisse e variabili, grazie anche ad un efficientamento delle operazioni, non solo di volo, una nuova visione aziendale che prende atto della necessità di continuare un importane lavoro verso questa direzione per aumentare flessibilità operativa, efficienza e resilienza, che in questa crisi si è rivelata essere molto scarsa, contribuirà in una prima fase a mettere al sicuro il bilancio e la compagnia, difficile però che possa contribuire alla riduzione degli esuberi già annunciati.

easyJet sarà più piccola rispetto ad oggi, con un numero di aerei inferiore e quindi meno personale, che già pre-covid era sovradimensionato rispetto alla reale necessità e alle diverse tipologie di contratti applicabili: part-time ,10/12 e stagionalia oltre al full-time.

L’utilizzo infatti di contratti adeguati alle reali necessità operative, con un fabbisogno del personale in linea con un piano industriale a medio e lungo termine coerente, riduce notevolmente il costo del personale e aumenta l’efficienza e la flessibilità operativa degli equipaggi, in tutte le basi che hanno anche diverse necessità e mercati, anche e soprattutto quelle con una variazione rilevante della domanda su base stagionale.

Quindi in queste giornate di festa per Berlino e la Germania in piena pandemia e restrizioni Covid-19, i dipendenti della base di Berlino non sono ancora tranquilli, il loro futuro nella compagnia è ancora incerto, le contrattazioni sindacali continueranno nei prossimi mesi, speriamo che la situazioni torni quanto prima alla normalità, con il traffico passeggeri nuovamente in crescita.

Luca Gorrasi
Nato a Mestre, dove vivo tutt’ora, laureato in informatica, IT e WEB specialist, ho unito la mia passione per il settore #aviation e il web, fondando questo blog nel 2017

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