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La lettera di Stelios e la questione Airbus

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E’ Trapelata una lettera di Stelios, fondatore e maggior azionista di easyJet, nonché ideatore e proprietario del marchio easy, durissima la sua presa di posizione verso il consiglio di amministrazione di easyJet.

Nella lettera inviata a John Barton, Presidente non esecutivo del consiglio di amministrazione con la preghiera difenderla all’intero consiglio, Stelios elenca in modo puntuale alcuni punti molto importanti, tra cui la questione Airbus.

Stelios fa notare come in una precedente lettera avesse già chiesto al presidente del consiglio di amministrazione di easyJet PLC John Barton di raccogliere fondi dai mercati, dando la sua disponibilità a partecipare.

Da qui la “minaccia” di indire riunioni del consiglio per rimuovere uno ad uno tutti i componenti amministratori non esecutivi, se…

Airbus

Stelios, utilizza una metafora “L’elefante nella stanza“, parlando del principale rischio per la sopravvivenza dell’azienda, secondo lui i 4,5 miliardi di sterline previsti per i pagamenti ad Airbus tra il 2020 e il 2023 (come indicato nella presentazione dei risultati del 19 novembre 2019) per la consegna futura di 107 aeromobili.

Attualmente easyJet fino a quando, non si sa… non può certo permetterseli.

Con la flotta ora messa a terra, gli unici altri costi ancora in corso sono i costi dell’equipaggio di £ 859 milioni all’anno (secondo il bilancio consolidato del 2019) che dovrebbero essere ridotti di circa la metà grazie agli ammortizzatori, ora previsti anche dal governo inglese per i prossimi due mesi e anche dagli altri governi europei, Italia compresa.

La maggior parte degli altri costi come il carburante e le tasse aeroportuali, sono tutti diminuiti, pertanto prosegue Stelios, “è indiscutibile che i pagamenti ad Airbus costituiscano la più grande minaccia unica alla solvibilità della società“.

Stelios si chiede come mai negli statements pubblicati per gli investitori, non via alcun accenno alla questione Airbus.

L’annuncio del 16 marzo 2020 faceva riferimento a “nessun rifinanziamento del debito fino al 2022″, ma prima di allora si dovranno effettuare pagamenti significativi ad Airbus, ma non è stato chiarito se la responsabilità di Airbus potesse essere soddisfatta prima di tale data. […]” Stelios insiste, rivolgendosi sempre al presidente del consiglio di amministrazione: “non pensi che sia strano che tali informazioni di tale portata siano nascoste agli azionisti e agli obbligazionisti?”

Ora Stelios parla nel dettaglio dei 100 aeri in ordine, ma anche della sua già risaputa contrarietà all’aumento della flotta quando ormai easyJet aveva già 250 aerei:

anche con una ripresa del traffico aereo, è probabile che qualsiasi reddito derivante dai passeggeri sia troppo basso per stare al passo con le spese se continuasse a pagare Airbus per più aeromobili. I 107 aerei in più stanno semplicemente distruggendo il valore per gli azionisti. Hai già visto come l’ultimo significativo aumento della flotta abbia ridotto i profitti anche in periodi più felici. Vale a dire che i velivoli aggiuntivi oltre i 250 fino ai 350 di oggi erano in perdita” ovvero hanno causato una diminuzione dell’utile.

Nella stessa lettera Stelios tocca un punto importante che ha portato Airbus, non per diretta responsabilità, ( è giusto sottolineare come Airbus appena venuta a conoscenza dei fatti ha messo al corrente le autorità ed abbia collaborato con loro) ma per agenti terzi di Airbus ad un indagine in più paesi per condotte non legali, sono stati coinvolte diverse compagnie aeree e chiede a Barton: “Hai avviato un’indagine ufficiale per verificare se Airbus aveva implementato pratiche simili per garantire gli ordini easylet? Se non lo hai fatto, perché NO? […] Non puoi più rifiutare di parlare dell’elefante nella stanza

Stelios non vuole spendere i “pochi soldi” che ha easyJet per acquistare “nuovi e costosi aerei” e chiede di selezionare uno studio legale indipendente che non abbia collegamenti con Airbus.

Insiste su come non sia accettabile che in una situazione come questa, dove non è esclusa la bancarotta anche per easyJet, qualora la situazione non si concluda in tempi brevi, venga data priorità ad un creditore, piuttosto che a un altro, e minaccia: “Citerò personalmente tutti gli amministratori di easylet per negligenza grave e per frode ai creditori di easyJlet con il favore di un creditore (Airbus con diritti dubbi su questi soldi) “

Secondo Stelios infatti vi sono tutte le condizioni per cancellare, anche solo in parte gli ordini, per “Cause di forza maggiore” facendo anche cenno ad un provvedimento del governo francese, a Tolosa in Francia Airbus ha la sua sede, in cui vengono autorizzate in deroga le aziende ad annullare gli ordini senza penali, da valutare però in che modo sia applicabile al caso specifico di easyJet con Airbus.

Un altra presa di posizione netta è nella mancanza del suo sostegno alle richieste di Johan Lundgren CEO di easyJet per prestiti pubblici, secondo Stelios “Se non paghiamo AIRBUS non abbiamo bisogno di prestiti pubblici, sarebbe un abuso del denaro dei contribuenti ottenere prestiti per pagare AIRBUS per un investimento non redditizio in 107 aerei“.

Un altro punto importante: “Non sono d’accordo con la rimozione del vantaggio del cibo dell’equipaggio nelle negoziazioni in corso con i sindacati. È una distrazione dal vero problema, avremo 100 aerei in meno e quindi meno equipaggi.”

Purtroppo come facevo notare anche nella mia “lettera” a Peter Bellow, molto probabilmente anche easyJet ne uscirà più piccola con meno aerei e meno personale.

Stelios spiega come procedere per salvaguardare e iniettare nuova liquidità, come dicevo prima ha confermato di essere disponibile a farlo anche lui, “la società deve raccogliere capitale proprio, come emissione di diritti pari passo con gli attuali azionisti al fine di reintegrare le perdite correnti e al fine di aumentare il patrimonio netto, dobbiamo cancellare le passività future dell’ordine di £ 4,5 miliardi di Airbus e comunicare ai mercati i costi effettivi dell’aeromobile Airbus in conformità con le regole di quotazione della Borsa di Londra.”

La lettera si conclude con scadenze ben precise, durissimo il monito di Stelios a chi attualmente sta guidando la sua easyJet.

La risposta di easyJet in una nota:

“Il consiglio di easyJet si concentra completamente sull’attuazione delle azioni giuste per garantire il futuro a lungo termine della compagnia aerea e salvaguardare i posti di lavoro. Stiamo rimuovendo i costi e le spese non critiche dall’azienda a tutti i livelli per contribuire a mitigare l’impatto del coronavirus, tra cui oggi la messa a terra dell’intera nostra flotta di aeromobili e la collaborazione con i fornitori per rinviare e ridurre i pagamenti ove possibile anche sulla spesa dell’aeromobile. Apprezziamo appieno la difficoltà e l’incertezza che la nostra gente sta affrontando e stiamo facendo tutto il possibile per preservare il loro lavoro. easyJet mantiene uno stato patrimoniale solido, senza rimborso del debito dovuto fino al 2022 e stiamo discutendo con i fornitori di liquidità. Questi sforzi lasceranno easyJet nella posizione migliore per riprendere a volare una volta terminata la pandemia. Risponderemo privatamente alla lettera a breve.”

Luca Gorrasi
Nato a Mestre, dove vivo tutt’ora, laureato in informatica, IT e WEB specialist, ho unito la mia passione per il settore #aviation e il web, fondando questo blog nel 2017

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