Alitalia

Per ogni biglietto paghiamo 5 euro ad Alitalia

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Lo sapevate che a pagare la cassa integrazione dei dipendenti alitalia, fino all’80% del loro stipendio siamo noi passeggeri?

Ebbene si, lo si sapeva già dal 2015, quando l’INPS con una operazione di trasparenza, ha fatto luce sullo scandalo del Fsta.

Il FSTA ovvero il FONDO DI SOLIDARIETÀ TRASPORTO AEREO è il fondo che assicura i fondi della cassa integrazione di Alitalia, stabilito con decreto ministeriale del 7 aprile 2016.

Lo speciale trattamento, prevede una Cig pari all’80% del salario effettivamente percepito, iniquo perchè eroga assegni mensili che variano dai 3 ai 10 mila euro al mese ed un operaio che lavora 40 ore a settimana ne guadagna dai 1200 ai 1500. 

I dati diffusi dall’INPS devono far riflettere sui costi effettivi di Alitalia sulla collettività ma anche nello specifico sul mercato aereo e sui passeggeri, ovvero non solo i prestiti ponti che non rientreranno mai nelle casse dello stato, ma anche una tassa applicata a tutti i passeggeri in partenza con qualsiasi vettore che viene utilizzata per alimentare il FSTA

Il 96% del fondo è infatti stato prelevato attraverso la tassa d’imbarco. Mentre aziende e lavoratori hanno finanziato solo il 4% del totale del  miliardo e 400 milioni accumulati al 2014.

La tassa introdotta nel 2007 era inizialmente di 1 euro, aumentata a 2, successivamente a 3 e poi a 5.

Una tassa iniqua che pagano tutti i passeggeri in partenza, anche se acquistano un biglietto di una compagnia Low cost da 9,90 euro.

Quindi non solo è il cliente a pagare le indennità dai 3.000 ai 10.000 e oltre ai dipendenti in cassa integrazione Alitalia, ma anche i vettori pagano la loro parte in termini di competitività.

Emendamento al decreto Alitalia presentato dai deputati M5S

Ma non è finita qui, l’8 gennaio, un emendamento al decreto Alitalia presentato dai deputati M5S della commissione Trasporti della Camera e sottoscritto anche da Pd e Leu, propone di rifinanziare il fondo di solidarietà per il trasporto aereo, ( in aggiunta alla tassa di 5 euro) alimentandolo a decorrere dal 2021 anche con il 50% dei proventi dell’addizionale comunale di 3 euro sulle tasse d’imbarco.

L’emendamento prevede in questo modo una copertura di 125 milioni.

Gli emendamenti sono al voto in questi giorni.

A fine dicembre la cassa integrazione è stata estesa di tre mesi, fino a marzo, per 1.020 persone: 70 comandanti, 310 assistenti di volo e 640 addetti di terra.

Quali sono gli altri dipendenti di altre compagnie aeree italiane in cassa integrazione?

Questi sono i fatti, voi cosa ne pensate?

Luca Gorrasi
Nato a Mestre, dove vivo tutt’ora, laureato in informatica, IT e WEB specialist, ho unito la mia passione per il settore #aviation e il web, fondando questo blog nel 2017

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