Aeroporto di Napoli NAP
Aeroporto di Grazzanise: i vincoli tecnici di un’alternativa complessa attualmente impraticabile, il resto e’ pura “propaganda politica”
Nel dibattito sullo sviluppo delle infrastrutture aeroportuali in Campania, la base militare di Grazzanise viene frequentemente richiamata come una potenziale soluzione per decongestionare l’area metropolitana di Napoli.
Tuttavia, un’analisi condotta sui parametri operativi dell’aviazione commerciale evidenzia vincoli strutturali di rilievo che rendono impraticabile l’utilizzo dello scalo senza interventi di riconfigurazione profonda.
I limiti della pista e le normative EASA/ICAO
Il dato principale riguarda le dimensioni della pista attuale (RWY 06/24). Pur presentando una lunghezza complessiva pari a 2.991 metri — potenziale elemento d’interesse per determinati profili di volo — la larghezza dell’infrastruttura si attesta su circa 30 metri.
Secondo la normativa EASA e gli standard internazionali ICAO (Annesso 14), gli aeromobili commerciali di categoria 4C e 4D, come le famiglie Airbus A320 o Boeing 737 comunemente impiegate nei collegamenti di medio raggio, richiedono piste con una larghezza minima di 45 metri. La soglia dei 45 metri rappresenta un requisito tassativo anche per le macchine wide-body di categoria 4E e 4F (tra cui Airbus A330, A350 o Boeing 777/787) utilizzate per le tratte di lungo raggio, unitamente alla presenza di banchine laterali consolidate (shoulders).
L’attuale sezione di 30 metri preclude l’operatività di linea per i principali vettori commerciali, determinando limitazioni di sicurezza, di peso al decollo e di categoria antincendio non compatibili con i modelli d’esercizio dell’aviazione civile moderna.
Un’infrastruttura civile da edificare
Oltre agli aspetti legati alla pavimentazione di volo, la conversione dell’impianto richiederebbe la progettazione e la realizzazione ex novo dell’intero compendio civile:
- Terminal e servizi passeggeri: Assenza di aerostazioni civili destinate all’accoglienza, ai controlli di sicurezza e alle procedure di imbarco.
- Aree di manovra e rampa: Necessità di realizzare vie di rullaggio (taxiway) adeguate alla pavimentazione e piazzali di sosta per la gestione contemporanea di più aeromobili commerciale.
- Sistemi di navigazione e accessibilità: Adeguamento degli impianti radioassistenziali e potenziamento della rete di collegamento viario e ferroviario di superficie.
L’assetto della rete regionale
Alla luce dei requisiti tecnici richiesti dalle autorità di regolamentazione aeronautica, l’ipotesi di un impiego immediato della struttura casertana risulta priva di riscontri operativi. Il sistema regionale campano continua pertanto a basarsi sull’integrazione tra l’hub di Napoli Capodichino e lo scalo di Salerno-Costa d’Amalfi, in attesa di eventuali piani di investimento e iter autorizzativi mirati a una trasformazione radicale dell’infrastruttura di Grazzanise.