Aeroporto di Venezia VCE

Ryanair taglia su Venezia, il comune tace

  • 11 mesi fa
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In seguito all’aumento dell’addizionale comunale decisa dal Comune di Venezia, Ryanair ha deciso di tagliare, il comune non intende fare un passo indietro, il Marco Polo rimane, dopo Roma Fiumicino, uno dei più costosi in Italia.

Difficile infatti che il comune ci ripensi, impegnato a fare cassa e a quanto pare commettendo un errore che costerà caro ai cittadini dell’intera Città metropolitana e all’intero bacino di VCE, evidente la mancanza di competenze in un settore così delicato, nella giunta del Comune e l’arroganza di una città che sfrutta se stessa, non considerando che il Marco Polo non è solo al servizio del turismo in-bound, ma al servizio dell’intera regione e non solo.

Ryanair aveva avvisato comune e Save che nel caso in cui la giunta Brugnaro non avesse ridotto o cancellato l’aumento dell’addizzionale comunale sarebbe stata costretta a prendere provvedimenti.

Ryanair ha rimosso 1 aeromobile basato, cancellato 6 rotte e ridotte le frequenze su ulteriori 6 destinazioni dall’aeroporto Marco Polo di Venezia per l’inverno ’23.

Ryanair ha da subito sostenuto che l’aumento dell’addizionale comunale decisa del Comune di Venezia sia eccessivo e sconsiderato: pari al 38% (2,50 euro) per ogni uomo, donna e bambino in partenza dall’aeroporto Marco Polo di Venezia a partire dal 30 maggio 2023, che si aggiunge alla tassa di 6,50 euro attualmente in vigore.

In una nota ha aggiunto: “la decisione del Comune di Venezia di aumentare i costi di accesso a Venezia soffoca la connettività e la crescita ed ha un impatto negativo sui veneziani e sull’industria turistica in ripresa. A seguito di questo eccessivo aumento della tassa, Ryanair è stata costretta a riallocare la capacità dall’aeroporto Marco Polo di Venezia verso città concorrenti in Spagna e Portogallo che non hanno una tassa così penalizzante ed offrono invece costi di accesso più bassi per stimolare la ripresa e la crescita del turismo.

Ryanair chiede al Comune di Venezia di fermare con urgenza questo eccessivo aumento delle tasse per evitare ulteriori tagli di capacità che avranno un impatto negativo non solo sull’Aeroporto Marco Polo di Venezia ma anche sulla città di Venezia, dove la connettività è la linfa vitale dell’industria turistica locale.

Jason McGuinness, Chief Commercial Officer di Ryanair, ha dichiarato: “Ci rammarichiamo per l’illogica decisione del Comune di Venezia di aumentare l’addizionale comunale del 38%, passando da 6,50 a 9 euro per passeggero a partire dal 30 maggio, che ha costretto Ryanair a rimuovere un aeromobile basato (investimento di 100 milioni di dollari) ed a cancellare 6 rotte dall’aeroporto Marco Polo di Venezia, tra cui Alghero, Colonia, Bournemouth, Helsinki, Norimberga e Fuerteventura per l’inverno ’23.

Su una cosa però Ryanair ha torto, l’economia turistica veneziana si è ripresa pienamente dalla crisi Covid-19, registrando numeri record, in tutte le strutture ricettive della città e a Mestre, ma è vero che non esiste “alcuna giustificazione per questo eccessivo aumento delle tasse” come fa notare giustamente McGuinness, “Venezia (è) una delle città più costose […] d’Europa” ma fortunatamente il fascino della città più bella del mondo impedisce che anche questo nuovo aumento provochi un calo della domanda turistica.

Jason McGuinness, nella nota ha invece dichiarato che “Il Comune di Venezia dovrebbe abbassare, non aumentare, i costi di accesso (fino a qui condivido) per contribuire a stimolare il traffico e la sua fragile industria turistica, che si sta ancora riprendendo dalla pandemia.” questo ultimo passaggio è invece privo di ogni fondamento.

McGuinness conclude: “Chiediamo al Comune di Venezia di eliminare immediatamente questo irragionevole aumento delle tasse per rendere Venezia nuovamente competitiva a vantaggio dell’industria turistica e, in ultima analisi, di tutti i residenti.”

Ad essere fragile è il sistema aeroportuale veneziano, la decisione di Ryanair, che si aggiunge al taglio della base di Venezia di easyJet deciso nel 2020 (da 7 a 2 aerei), la riduzione di Volotea ne è la dimostrazione, a pagarne le conseguenze è soprattutto il passeggero veneto, non la città di Venezia che conta meno di 50.000 abitanti.

Il comune di Venezia, deve rendersi conto che anche se, l’addizzionale è un modo semplice per far cassa, sta commettendo un errore grave, danneggiando i cittadini di Venezia, di Mestre, dell’intera Città metropolitana di Venezia, questi ultimi, non trarranno nessun beneficio da questa tassa, ma ne pagheranno care le conseguenze, “grazie Luigi”.