Business Travel

I viaggi di lavoro saranno sempre meno, ma non…

Secondo PwC, la seconda azienda di consulenza al mondo, per alcune rotte la clientela business, genera circa il 75% dei ricavi totali.

Un dato che però non deve essere assolutamente confuso o male interpretato, ovvero non per tutti sarà necessario che riprenda a pieno regime il traffico di questo specifico target, perché non tutti i vettori hanno lo stesso segmento di mercato e clienti, lo stesso network e il modello di business è differente.

Non c’è dubbio che come ho anche sottolineato in questo articolo, ci sarà una ripresa nel 2021 ma non marcata nel breve periodo per trasferte di lavoro e viaggi d’affari.

Zoom, Skype e tutte le diverse piattaformescoperte“, nate, adattate a causa della pandemia, per dare continuità alle attività aziendali da remoto, comprese le riunioni, che prima della pandemia si era soliti effettuare di persona, spostandosi in altre città, regioni e stati, hanno modificato le abitudini ed i processi aziendali, con una riduzioni dei costi non indifferente.

Ritrovare il face to face di persona e non in virtuale, sarà importante, ma le aziende hanno capito che molti viaggi si potranno limitare ed evitare, perché non necessari.

Deloitte, PwC, Nestlé e Allied Irish Banks, solo per fare 4 esempi, avevano già iniziato prima della pandemia a ridurre i viaggi di lavoro e le trasferte e questo trend è stato “naturalmente” accelerato dalla pandemia.

Per Bill Gates ad esempio, “oltre il 50% dei viaggi d’affari e oltre il 30% dei giorni in ufficio sarebbero svaniti” e chi meglio di Bill Gates, fondatore di Microsoft, Skype e Meetings (la piattaforma di Microsoft Office e Azure sono di Microsoft) può saperne ?

Le statistiche di utilizzo di tali piattaforme e il continuo interscambio di informazioni tra il cliente e i fornitori di servizi dimostrano non solo che le aziende, quelle con una visione aziendale non “di famiglia” (qualche eccezione c’è… se con una visione manageriale seria) hanno scoperto lo smart-working e le sue potenzialità, sia in termini di costi che se correttamente utilizzato, di efficienza e produttività, ma come dicevo prima, quanto queste siano utili, per evitare inutili e costosi viaggi di lavoro, magari per una sola riunione di qualche ora.

Nello specifico contesto del comparto aereo ci cono opinioni differenti, se Jeffrey Goh di Star Alliance, prevede che ci sarà un “cambiamento strutturale in termini di segmento dei viaggi d’affari” che diminuirebbe delfino al 30% i viaggi business, Carsten Spohr invece insiste che il target business è pronto per tornare a breve. “Ogni volta che parlo con i clienti aziendali, c’è un tale arretrato di esigenze di viaggio“.

Per Martin Ferguson di American Express Global Business Travel, una delle più grandi piattaforme di viaggi aziendali al mondo, “c’è una zona grigia e molte incognite in relazione ai viaggi d’affari, al momento non puoi viaggiare, quindi anche se lo volessi, non puoi, non sappiamo però quante persone sceglieranno di non viaggiare quando potranno non farlo”.

E come anticipavo prima la percentuale dei ricavi per alcune rotte (non tutte!), in particolare per il lungo raggio e per alcune destinazioni d’affari, sono per il 75% proventi della vendita di biglietti del targhet business, che acquistano posti in prima classe o Business, oltre chee altri servizi a valore aggiunto, come ad esempio la priority, il bagaglio o i posti assegnati nelle prime file, queste ultime tre ancillary sono particolarmente importanti per le low-cost, che hanno un unica classe, ma diversificano il servizio offerto con altre modalità.

Secondo Dave Hilfman, direttore di Global Business Travel Association (GBTA), il calo dei ricavi del segmento business, farà aumentare i costi per il segmento leisure, questo perché “gran parte del modello di business [del settore dei viaggi] ruota attorno viaggi aziendali e d’affari, e grazie alla loro capacità di generare margini e profitti più elevati [in quel settore] consente loro di mantenere più bassi i prezzi per i viaggiatori di piacere “.

Ma la GBTA ci fornisce un altro interessante dettaglio che ci aiuta a capire quanto sia importante non sovrastimare l’importanza della clientela business, con allarmismi che probabilmente non sono giustificati.

Il target leisure ha dimostrato capacità di crescita molto più alte di quella business.

Nel Regno Unito ad esempio, secondo i dati di GBTA, i viaggi aerei in tutto il mondo per la clientela leisure sono aumentati del 3/4% ogni anno tra il 2000 e il 2019, i viaggi business sono cresciuti di appena lo 0,2% ogni anno, un gap che non si può non considerare.

Secondo l’ ultimo sondaggio condotto dalla GBTA tra i suoi membri , solo il 6% prevede un viaggio aziendale in tutto il mondo entro i primi tre mesi del 2021.

Sulla lenta ripresa del settore viaggi business, sono tutti d’accordo, compresa GBTA e la società di consulenza McKinsey che prevede una molto più rapida ripresa dei viaggi di piacere, rispetto ad una più lenta ripresa di quelli di lavoro.

In tutto questo, le restrizioni, le quarantene, il muoversi in modo sparso tra le nazioni, senza una linea comune e certezze che in alcuni casi non possono dare, al momento non siamo ancora nelle condizioni di fare delle previsioni certe e quindi ad esempio, dire oggi che da luglio ci si potrà muovere liberamente senza alcuna restrizione, sarà verosimilmente possibile spostarsi, ma con quali regole non possiamo saperlo, sarà fondamentale aspettare almeno primavera inoltrata per fare delle previsioni più attendibili.

Luca Gorrasi
Nato a Mestre, dove vivo tutt’ora, laureato in informatica, IT e WEB specialist, ho unito la mia passione per il settore #aviation e il web, fondando questo blog nel 2017

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