Aviation

Enac: LCC, 2 mesi per mettersi in regola

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Enac ha inviato una comunicazione a tutti i vettori con dipendenti in Italia per adeguarsi all’art 203 del D.L. 34 del 19.5.2020.

Le compagnie aeree hanno due mesi di tempo per mettersi in regola ed adeguare gli stipendi dei propri dipendenti in Italia secondo i minimi retributivi previsti dal contratto collettivo.

In caso contrario, rischiano la revoca delle concessioni, delle autorizzazioni e delle certificazioni rilasciate dall’autorità amministrativa italiana e una pena pecuniaria tra 5 mila e 15 mila euro «per ciascuna unità non correttamente impiegata sul territorio italiano».

La lettera Enac del 7 agosto

Informazioni ai vettori – Art.203 del D.L. 34 del 19.5.2020

Con riferimento al disposto normativo di cui all’art.203 del D.L. 34 del 19.5.2020, convertito con modificazioni in L. n.77 del 17 luglio 2020 si invitano tutti i vettori aerei operanti in Italia (con licenza rilasciata da ENAC, con licenza rilasciata da altro Stato membro UE stabiliti in Italia, con licenza rilasciata da altro Stato membro UE non stabiliti in Italia, extra UE) a voler trasmettere entro e non oltre il 15 ottobre 2020 una comunicazione attestante l’applicazione sia ai propri dipendenti, con base di servizio in Italia ai sensi del Regolamento (UE) n. 965/2012, sia al personale dipendente di terzi utilizzato per lo svolgimento delle proprie attività trattamenti retributivi comunque non inferiori a quelli minimi stabiliti dal Contratto Collettivo Nazionale del settore stipulato dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale.

Si invitano i medesimi vettori a trasmettere, ai sensi dell’art. 203, comma 4 del D.L. 34/2020, convertito con modificazioni in L. n.77 del 17 luglio 2020, contestualmente all’istanza di autorizzazione all’impiego di aeromobili in wet lease, la comunicazione dell’impegno a garantire al personale di cui ai commi 1 e 2 del sopra citato articolo, trattamenti economici complessivi non inferiori a quelli minimi stabiliti dal Contratto Collettivo Nazionale del settore stipulato dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale.”

Questo di Enac e’ un vero e proprio passaggio formale, sua la competenze ed e’ quindi attesa la risposta di AICALF che non tarderà ad arrivare.

La complessa situazione

Da un lato vi e’ la comprensibile e giusta protezione dello stato verso tutti i lavoratori, dall’altro una serie di modelli diversi di low cost,che richiedono una certa flessibilità, anche nelle retribuzioni.

Sicuramente poteva esserci spazio per mediare ad un compromesso accettabile per tutte le parti interessate, ma il governo con una tempistica sospetta ha voluto tirare dritto, senza ascoltare i vettori, e non solo per questo specifico argomento, ma anche per altri che interessano il settore, con il rischio di ledere anche la concorrenza e la libertà di volare degli italiani.

E’ indiscutibile quindi che vi siano degli argomenti su cui intervenire, ma non è questo il modo giusto per farlo.

Luca Gorrasi
Nato a Mestre, dove vivo tutt’ora, laureato in informatica, IT e WEB specialist, ho unito la mia passione per il settore #aviation e il web, fondando questo blog nel 2017

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