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O’ Leary: “Il governo la protegge come in Corea…

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Non si possono alzare barricate a difesa di Alitalia e pensare a norme ‘comuniste’ che nemmeno nella Corea del Nord avrebbero senso”.

Un argomento così delicato come il minimo salariale, deve essere parte di una discussione di più ampio respiro che riordini l’intero settore, non può essere inserita in un DL “rilancio” con l’unico scopo di illudere i dipendenti delle low cost ed insabbiando, perchè in pochi ne parlano, una manovra che è evidente sia parte di uno “schema protezionistico” a favore di Alitalia ed ostacola le low cost.

Michael O’Leary intervistato da Repubblica parla di Alitalia e non solo per i 3 miliardi che il governo vuole dare alla Newco, cifra che anche durante l’ultima presentazione dei risultati annuali di Ryanair ha fatto inserire in una tabella di “Aiuti di stato” dati a diversi vettori europei, ma lancia un allarme ancor più forte per il settore del turismo e la concorrenza: “Non me la prendo per la cifra, tanto sono solo nuovi soldi bruciati nella fornace di Alitalia. Il problema è un altro: noi vogliamo che la partita sia arbitrata in maniera equa e non a favore di un solo giocatore come sta facendo il governo, siamo pronti a dare battaglia e a salvaguardare i nostri interessi dando il via ad un ricorso in sede europea per aiuti di Stato ad Alitalia. Ma prima di passare all’attacco vorrei incontrare il premier Giuseppe Conte“, chissà se Conte lo farà mai.

Qui si sta cercando di costringere gli aeroporti a stipulare accordi con la compagnia di bandiera e ad allontanare gli altri vettori. Non solo: si chiede a tutti di rispettare i contratti di lavoro siglati solo da Alitalia con alcuni sindacati, alzando i costi dei concorrenti” l’articolo 203 del DL rilancio infatti prevede l’obbligo per tutti i vettori di adeguare i salari al minimo contrattuale previsto dal contratto collettivo, argomento molto delicato di cui si è iniziato a parlare dal 1999 senza però evidentemente una seria volontà politica.

Nel maggio 2019 in un documento** della UGL trasporti, disponibile nel sito della Camera dei Deputati si legge:

Il recente rinnovo del Contratto Nazionale di Settore parte generale (che ricordiamo era stato siglato nel 2013) siglato in data 31 maggio 2019, prevede che nel breve periodo, lo stesso, sia seguito dall’avvio del negoziato per le sezioni specifiche. Questo fondamentale strumento è considerato dalle OO.SS. una delle priorità affinché il Settore sia dotato di un mezzo di Regolazione.

E’ necessario che le Istituzioni preposte si facciano carico dell’avvio di un percorso normativo e legislativo per renderlo lo strumento unico di regolazione e che il Governo si faccia garante dell’applicazione di questo Contratto verso tutti gli operatori del sistema del Trasporto Aereo con interventi tempestivi laddove necessario. Servono pertanto regole chiare, per contrastare quanto sta già avvenendo, ovvero squilibri che determinano pesanti crisi industriali anche nel settore del Trasporto Aereo con conseguenze sul fattore lavoro, sia nelle compagnie aeree, compresa Alitalia, che nell’intero indotto dei servizi aeroportuali. 

In Italia il “minimo retributivo” è delegato alla contrattazione fra le parti sociali e in Italia non è obbligatoria la stipula di contratti collettivi, il Partito Democratico inoltre, attualmente al governo come lo era nel 2014 con il Jobs Act, aveva previsto il salario minimo ma è rimasto escluso dai decreti attuativi ed ora lo inseriscono con poche righe nel DL rilancio* per il solo trasporto aereo.

E’ solo un caso che si stia cercando di “salvare” nuovamente Alitalia?

si fa l’opposto di quanto sarebbe logico fare.” commenta O’Leary “Ossia abbattere i costi, tagliare le tasse abolendo le addizionali comunali che gravano sui passeggeri. E invece no, si adotta uno schema protezionistico che farà del male a tutto l’indotto, dal turismo ai ristoranti fino agli alberghi”

Ha ragione su due punti, in una situazione di forte crisi economica come quella che stiamo vivendo, normalmente si fa leva sulla riduzione delle imposte per riavviare l’economia o uno specifico settore, ma anche uno “schema protezionistico” è evidente.

E’ chiaro quindi come la situazione di urgenza attualmente in essere non giustifica un intervento normativo di questo tipo, di cui anche i dipendenti dei vettori low cost che ho sentito personalmente, ragionando su tutti gli aspetti relativi all’argomento sono ben consapevoli che ora bisogna tornare a volare, ma tale argomento dovrà essere però affrontato successivamente in un tavolo di lavoro, con tutti i soggetti interessati (vettori, sindacati, aeroporti, ENAC ecc…) che affronti un argomento che con un articolo di poche righe in un DL di 250 pagine non puoi affrontare, ne risolvere.

C’è un vettore come easyJet collaborativo con i sindacati che ha permesso di stilare un contratto specifico per l’operatore inglese ritenuto da più parti un modello da seguire, gli stessi rappresentanti sindacalisti di Air Italy dissero proprio di aver proposto un contratto ispirato ad Easyjet durante una intervista con la Gruber.

Ci sono altri vettori che applicano tipologie di contratto anche molto diversi tra di loro, dato che ogni vettore ha un modello di business ed una gestione dei costi e del personale differente, non esistendo un solo modello di low cost, una sorta di flessibilità non può che non essere prevista, ma può e dve essere regolamentata.

In tutti i settori in Italia sono previsti (intenzionalmente?) dei “vuoti normativi” in cui è possibile tra la libera interpretazione di alcune leggi e le “scappatoie” previste dai regolamenti sul diritto e la sicurezza del lavoro, ritagliare una sorta di “flessibilità”.

In tutti i settori ci sono aziende serie e meno serie, in tutti i settori ci sono aziende che coccolano meglio di altre il proprio dipendente, ma tutto questo è permesso dalla nostra legislazione.

Quindi seppur necessario un intervento per il settore aereo, questo non può essere affrontato in un articolo che da più parti non è ritenuto neanche essere un punto di partenza come sperato da molti, perchè come si è sempre fatto poi ci si dimenticherà del trasporto aereo, lo sappiamo tutti che le priorità come sempre succede in Italia saranno altre.


* Art. 203 Trattamento economico minimo per il personale del trasporto aereo DECRETO-LEGGE 19 maggio 2020, n. 34   – Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonche’ di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. (20G00052) (GU Serie Generale n.128 del 19-05-2020 – Suppl. Ordinario n. 21) ** UGL trasporti Documento analitico e programmatico per il riordino normativo nel settore del Trasporto Aereo

Luca Gorrasi
Nato a Mestre, dove vivo tutt’ora, laureato in informatica, IT e WEB specialist, ho unito la mia passione per il settore #aviation e il web, fondando questo blog nel 2017

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