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UK, sostenibilità, con il 62% della rete ferroviaria Diesel

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Il paradosso della sostenibilità in un paese dove circa il 62% delle linee ferroviarie non è alimentata elettricamente, solo per fare un confronto, in Italia è meno del 20% la rete non elettrificata, la situazione del Regno Unito è in termini di trasporti ferroviario molto indietro rispetto al nostro paese, anche per l’alta velocità.

Nel Regno Unito però, forse volendo negare l’evidenza, c’è chi pensa di sovvenzionare il treno, vietando i voli domestici, con il fine di ridurre l’impatto ambientale dei trasporti, in un Regno in cui il 60% della rete e’ alimentata dal “molto inquinante” diesel.

Jonathan Hinkles, CEO della principale compagnia regionale del Regno Unito, Loganair, commenta così questo inevitabile paradosso: “In realtà è davvero deprimente vedere più faide intestine alimentate tra le forme di trasporto quando la realtà è che tutti abbiamo un lavoro da fare per decarbonizzare – e questo include la ferrovia, dove solo il 38% della rete britannica è elettrificata e il resto funziona a diesel. E non si tratta in realtà di viaggi tra Londra e Manchester – il cambiamento APD riguarda i viaggi verso l’Irlanda del Nord, le Highlands scozzesi e i viaggi transfrontalieri a lunga distanza. Se i treni fossero un’alternativa realistica, la gente li userebbe – basta guardare rotte come Manchester / Glasgow (dove al giorno d’oggi non esiste un servizio aereo) per averne una prova. Tornando al punto: tutti abbiamo un grande lavoro da fare, e prima ci concentriamo su questo, meglio sarà per noi e le generazioni future.

I voli nazionali dovrebbero essere vietati e le tariffe dei treni a lunga percorrenza sovvenzionate, hanno esortato gli attivisti dei trasporti, evidenziando i relativi costi ambientali e finanziari dei viaggi aerei e ferroviari.

Quando la logica e il realismo lascia spazio alla propaganda, che viene alimentata dalla mancanza di informazione, quando c’è ovviamente è di parte, succede questo, il paradosso.

Anche perché, a molte associazioni, a molti attivisti, al cittadino comune, ancora una volta manca un tassello fondamentale per proporre alternative e per valutarle, quando queste vengono proposte, la conoscenza del settore aereo, quanto davvero inquina, quanto investe, quali sono le innovazioni già introdotte e quelle che verranno introdotte, è palese che nel Regno Unito, per rimanere nel caso specifico, non esiste un alternativa sostenibile al trasporto aereo.

Più in generale non dobbiamo dimenticare le fonti che alimentano il trasporto ferroviario, quando questo è elettrificato, quanta energia assorbe un treno? Quanta di questa è prodotta da fonti rinnovabili?

La campagna per un trasporto migliore (CBT) ha invitato i ministri a vietare i voli interni nel Regno Unito se un viaggio in treno equivalente durava meno di cinque ore e a resistere alle richieste di riduzione delle tasse per passeggeri aerei.

Un altro paradosso, in Francia dove lo stato della rete è molto più avanzata, in particolare con linee ad Alta Velocità si è parlato e si è deciso, di sostituire al trasporto aereo, il treno per viaggi di 2 ore e mezza, impensabile farlo per viaggi di 5 ore, in un paese, è bene ricordarlo dove solo il 38% della rete è elettrificata e non tutta è ad Alta velocità.

Resistere alle richieste di riduzione delle tasse per passeggeri aerei, è questa la richiesta degli attivisti, inviata al cancelliere, Rishi Sunak, che si appresta a tagliare le tasse sui voli interni in risposta alle pressioni dell’industria aeronautica, possibilità suggerita dal primo ministro all’inizio di quest’anno. 

La campagna, ovviamente non considera le destinazioni isolate, dove almeno in questo caso è evidente che il trasporto aereo come quello offerto da Loganair è indispensabile per collegare destinazioni, isole anche remote, ma propone anche di tassare chiunque prenda più di tre voli internazionali all’anno… incredibile ma vero.

Paul Tuohy, amministratore delegato di CBT, ha dichiarato: “I voli nazionali economici potrebbero sembrare un buon affare quando li acquisti, ma sono un disastro climatico, generando emissioni di gas serra sette volte più dannose rispetto all’equivalente viaggio in treno. Rendere il treno più economico aumenterà il numero di passeggeri e contribuirà a ridurre le emissioni del trasporto aereo, ma qualsiasi taglio al dazio dei passeggeri aerei – insieme a un aumento delle tariffe ferroviarie a gennaio – invierà il messaggio sbagliato su come il governo vuole che le persone viaggino e intendano più persone che scelgono di volare.”

Una cosa è vera, chiunque viaggi nel Regno Unito e prenda un treno, avrà notato quanto sia caro il biglietto, le tariffe ferroviarie infatti, sono aumentate costantemente al di sopra dell’inflazione per oltre un decennio. Un biglietto andata e ritorno per viaggiare sui servizi ferroviari mattutini tra Londra e Manchester ora costa £ 369,40, mentre un andata e ritorno non di punta è £ 94,50 tra la capitale e la città più grande dell’Inghilterra settentrionale.

Il governo non ha annunciato una decisione su ulteriori aumenti delle tariffe ferroviarie, ma se seguissero la formula RPI+1% il costo potrebbe aumentare di un altro 4,8% a gennaio. I ministri sono desiderosi di ridurre le sovvenzioni ferroviarie dopo aver speso altri 8 miliardi di sterline per coprire le entrate perse durante la pandemia.

Nonostante gli introiti cospicui, il Regno Unito però ha ancora il 62% delle rete ferroviaria alimentata a Diesel.

Luca Gorrasi
Nato a Mestre, dove vivo tutt’ora, laureato in informatica, IT e WEB specialist, ho unito la mia passione per il settore #aviation e il web, fondando questo blog nel 2017