Covid-19 Stati Uniti USA

Traffico aereo in USA al 70% della capacità

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Il successo della campagna di vaccinazione negli Stati Uniti ha ridato impulso al settore aereo USA, attualmente al 70% della sua capacità pre-covid.

Sono passati meno di tre mesi da quando è iniziata la vaccinazione di massa negli Stati Uniti, e sono già ben visibili i benefici nell’economia del paese e nel dettaglio per il settore dei trasporti, in quello aereo con una ripresa sostenuta del traffico.

Ormai è chiaro che se la campagna vaccinale prosegue speditamente, anche con una sola prima dose del vaccino e il Regno Unito ne è un esempio, i benefici sono rapidi, guardando agli Stati Uniti è anche possibile vedere l’impatto immediato sul settore aereo, in Europa non possiamo farlo per via delle diverse campagne di vaccinazione nei diversi paesi.

Se tutta l’Europa fosse partita speditamente e come il Regno Unito, molto probabilmente avremo potuto assistere ad uno scenario del tutto simile a quello statunitense.

Non volendo entrare nel dettaglio della questione vaccini, è di oggi la notizia che in uno Stabilimento italiano ad Anagni, sono stoccate poco più di 30 milioni di dosi di vaccino Astra Zeneca, quindi questa carenza di vaccini evidentemente non è così grave come vuole far vedere la stessa società farmaceutica che sta subendo, non senza colpa, una campagna mediatica contro di lei e il suo vaccino.

Stati Uniti

Negli Stati Uniti con 36,7 dosi somministrate ogni 100 abitanti (40 milioni di persone completamente immunizzate e altri 33 milioni hanno ricevuto la prima dose), il Paese ha registrato una brusca diminuzione dei nuovi contagi.

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La situazione negli Stati Uniti ha avuto un effetto immediato sulle prenotazioni di viaggi aerei, che hanno iniziato a decollare a gennaio e da allora sono cresciute a un ritmo vertiginoso. 

Secondo i dati raccolti IATA (grafico1), a tre mesi dall’inizio della vaccinazione, la domanda interna si attesta al 66% a marzo rispetto ai livelli pre-crisi (a gennaio 39% e a febbraio 50 %). 

Segnali positivi anche per le destinazioni internazionali, a marzo 32%

Anche la IATA, normalmente cauta nelle sue previsioni, è insolitamente ottimista: “le compagnie aeree statunitensi stanno cominciando a vedere la luce alla fine del tunnel, dal momento che i passeggeri nazionali rappresentano la maggioranza dei loro clienti (85%) e generano il 73% dei loro ricavi“. Come dettagliato, c’è una vigorosa riattivazione della domanda di volare principalmente verso destinazioni di svago in America Latina e Caraibi, “il che suggerisce che questi paesi saranno i primi a beneficiare della domanda repressa negli Stati Uniti”.

Luca Gorrasi
Nato a Mestre, dove vivo tutt’ora, laureato in informatica, IT e WEB specialist, ho unito la mia passione per il settore #aviation e il web, fondando questo blog nel 2017

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