Aeroporto di Brindisi BDS
L’aeroporto di Brindisi senza carburante
L’aeroporto di Brindisi è ufficialmente a corto di carburante. Lo conferma il NOTAM A1649/26, emesso nel pomeriggio del 6 aprile 2026, che dichiara la non disponibilità di Jet A1 per l’aviazione commerciale e generale.
Una situazione improvvisa e operativamente delicata, destinata a impattare voli, pianificazioni e rotazioni nelle prossime ore. Nella giornata di ieri una nota di Aeroporti di Puglia, escludeva problemi negli aeroporti pugliesi.

Il NOTAM, valido fino al 7 aprile alle 12:00 UTC (con possibilità di estensione), specifica che solo quantità limitate di carburante possono essere concesse e esclusivamente a tre categorie di voli: voli di Stato, missioni SAR (Search and Rescue) e voli ospedalieri o sanitari.
Per tutti gli altri aeromobili, il messaggio è inequivocabile: nessun rifornimento disponibile. I piloti sono invitati a “computare sufficiente carburante dall’aeroporto precedente per le tratte successive”, un modo formale per dire che chi atterra a Brindisi deve farlo già con il carburante necessario per ripartire.
Il caso di Brindisi arriva in un momento in cui altri aeroporti italiani stanno affrontando limitazioni simili, ma gli scali pugliesi erano finora rimasti fuori dal problema. Bari e Foggia operano regolarmente, mentre Brindisi diventa il primo aeroporto della regione a registrare una carenza totale di carburante.
Le cause non sono ancora state comunicate ufficialmente, ma il contesto nazionale suggerisce una combinazione di fattori: tensioni nella supply chain, ritardi logistici dei fornitori e un aumento della domanda legato al traffico pasquale.
Cosa succede ora
La validità “EST” del NOTAM indica che la situazione potrebbe protrarsi oltre l’orario indicato. Le compagnie aeree stanno monitorando l’evoluzione ora per ora, mentre Aeroporti di Puglia dovrà chiarire le tempistiche di ripristino delle scorte.
Per i passeggeri, l’impatto potrebbe tradursi in ritardi o modifiche operative, anche se al momento non risultano sospensioni totali delle attività di volo.
Un segnale per il sistema aeroportuale italiano
Il caso di Brindisi si inserisce in un quadro più ampio: negli ultimi giorni, anche Linate, Bologna, Venezia e Treviso hanno ricevuto NOTAM con limitazioni al rifornimento. La simultaneità di questi episodi evidenzia una fragilità nella catena di approvvigionamento del carburante avio, un tema che potrebbe richiedere interventi strutturali per evitare ripercussioni future.
Per ora, Brindisi resta in attesa. E finché il Jet A1 non tornerà disponibile, lo scalo dovrà fare i conti con una delle situazioni operative più critiche per un aeroporto moderno: un cielo aperto, ma serbatoi vuoti.