Ryanair

Con Ryanair il bambino paga

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Una novità da Ryanair, anche i bambini sotto i due anni che possono viaggiare in braccio al proprio genitore, dovranno pagare una tariffa standard di 25 euro a tratta.

In precedenza volavano gratis con le sole spese di assicurazione, la decisione di Ryanair ormai non sorprende più ed è in linea con la strategia di business del vettore irlandese, anche in seguito alle ultime modifiche alla franchigia del bagaglio, per cui Ryanair è stata sanzionata dall’ AGCM italiana.

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Aviation

Dati passeggeri vettori in Italia 2018

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Ryanair mantiene la prima posizione trasportando 37.882.633 passeggeri, a seguire con un forte distacco Alitalia a 21.987.408 e easyJet 18.484.435 e Vueling 6.245.931.

In Italia rispetto al 2017 la crescita dei passeggeri è di circa il 5%, che non risulta uniforme tra i vettori, Alitalia cresce solo del 1%, anche Ryanair si ferma al 4,4 e il distacco tra i due è di circa 16 milioni passeggeri a favore del vettore Irlandese. Read more “Dati passeggeri vettori in Italia 2018”

B737 BUZZ Buzz

Buzz: Ryanair rebranding per Sun

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Ryanair ha annunciato il rebranding di SUN che diventerà Buzz nell’autunno 2019, obbiettivo del vettore irlandese, puntare a far crescere il charter nel business di Ryanair.

BUZZ_logo.jpgContinuerà ad operare con un certificato di operatore aereo polacco (AOC). Ryanair Sun, è una business unit indipendente del Gruppo Ryanair, ha ottenuto il certificato polacco AOC all’inizio del 2018, iniziando ad operare per i principali tour operator polacchi nell’estate 2018 con una flotta di 5 aerei. Read more “Buzz: Ryanair rebranding per Sun”

Ryanair

Le reazioni di Wizzair e Ryanair alla multa dell’AGCM

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Successivamente alla reazione dei giorni scorsi di Wizzair, è arrivata anche quella di Ryanair, entrambe faranno ricorso al provvedimento dell’autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) Italiana, che ha multato Wizzair per 1 milione di euro e Ryanair 2.

La motivazione chiave per cui l’AGCM ha multato entrambe le compagnie è: il bagaglio a mano costituisce un elemento essenziale del servizio di trasporto aereo e il suo trasporto deve essere permesso senza sostenere alcun costo aggiuntivo. Infatti, anche sulla base della normativa europea in tema di trasporto aereo, i supplementi prevedibili ed inevitabili devono essere ricompresi nel prezzo del servizio base presentato sin dal primo contatto e, quindi, non possono essere separati da questo con la richiesta di somme ulteriori.

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Ryanair

Antitrust concluso il procedimento per Ryanair e Wizzair

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L’Autorità ha concluso due procedimenti istruttori avviati nei mesi di settembre e ottobre 2018 nei confronti delle compagnie aeree low-cost Ryanair e Wizz Air, accertando che le modifiche rispettivamente apportate alle regole di trasporto del bagaglio a mano grande, il trolley, costituiscono una pratica commerciale scorretta in quanto ingannano il consumatore sull’effettivo prezzo del biglietto, non includendo più nella tariffa base un elemento essenziale del contratto di trasporto aereo quale è il  “bagaglio a mano grande”.

Come emerso dalle istruttorie svolte, dal 1° novembre 2018 le due imprese consentono ai passeggeri di trasportare una sola borsa piccola, da posizionare sotto il sedile, e non il trolley, –con una significativa riduzione dello spazio a disposizione (rispettivamente – 65% e – 52%)- ed utilizzano per il nuovo servizio a pagamento proprio lo spazio dedicato negli aeromobili al trasporto del bagaglio a mano grande, le cappelliere.

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Ryanair

Utili in calo per Ryanair O’leary resta

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O’Leary rimane CEO Ryanair fino al 2025 e riorganizza la compagnia in 4 società, il 2018 si è chiuso con l’ultimo trimestre con una perdita di 19,3 milioni di euro.

Ryanair mantiene la sede a Dublino ma conferma la riorganizzazione con 4 società, Ryanair, Laudamotion, Ryanair Sun e Ryanair UK (vista la Brexit). Read more “Utili in calo per Ryanair O’leary resta”

Aviation

Crisi del low-cost o di alcuni modelli low-cost?

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Dal titolo penso che sia chiaro dell’argomento di cui parlerò oggi, di crisi di compagnie aeree ne abbiamo viste tante, sia dopo l’11 settembre 2001 che in seguito alla liberalizzazione dei cieli, vettori che non sono stati in grado di fronteggiare la crisi che si è andata a creare in seguito all’attentato e alla concorrenza di compagnie aeree meglio strutturate e con manager più lungimiranti nel caso della liberalizzazione del mercato aereo.

Da diversi anni sono entrate nel mercato aereo numerose compagnie aeree etichettate come low-cost, ma tante dopo qualche anno non hanno resistito alla concorrenza e sono fallite, e qui mi pongo la domanda, era il loro modello aziendale ad essere fallimentare o è il modello low-cost che non funziona più?

Focalizziamoci su quest’ultimo anno, in particolare i casi di Monarch, Air Berlin e Ryanair, tre situazioni completamente diverse ma che subito ci porteranno ad avere una chiara idea sul quesito che mi sono posto, per aiutarci servirà analizzare anche il caso British Airways e Air France, poi capirete il perchè.

Cominciamo da Monarch, che dopo oltre 50 anni di storia, quella che era considerata la low cost che più ha resistito negli anni, trasformandosi in seguito ai cambiamenti nel mercato aereo, si è ritrovata costretta a dichiarare lo stato di insolvenza e a sospendere tutti voli meno di un mese fa, dopo una crisi finanziaria causato da un indebolimento del loro modello di business, che nel dettaglio ho spiegato in questo articolo.

Air Berlin, la seconda compagnia aerea Tedesca, di proprietà di Etihad per il 29,2%  che  ha annunciato l’avvio della procedura d’insolvenza lo scorso agosto,  quando Etihad, vettore degli Emirati Arabi Uniti, azionista anche di Alitalia per il 49%, si è rifiutato di erogare altri finanziamenti. Nel 2016 Air Berlin ha chiuso in rosso di 782 milioni di euro. E pochi giorni fa ha annunciato la sospensione di tutti i voli a lungo raggio.

Ryanair che si è ritrovata all’improvviso a dover correre ai ripari dopo la stagione estiva, per un esodo di massa di piloti e assistenti di volo oltre che ad un planing ferie che ha portato molti dei piloti a dover smaltire le ferie accumulate e che nonostante l’incentivo proposto dal vettore, si sono rifiutati di rientrare a lavoro.

E arriviamo a British Airways che nei voli a medio raggio è diventata una low-cost in termini di livelli di servizio e a Air France, che si appresta il primo dicembre ad avviare i voli della sua nuova low-cost JOON che non sarà una vera low-cost ma piuttosto un vettore #JOUNG, un nuovo modo di volare ad un prezzo da quasi low-cost.

Penso che sia già chiaro a tutti che non si può quindi parlare di un modello ma di modelli di low-cost differenti, diversi modi di vedere il #LOW, diversi modi di vedere il #FLY e il #SERVICE.