Alitalia

Il piano di Lufthansa per Alitalia

Tempo di lettura < 1 minuto

Attualmente Alitalia, per decisione politica, è giusto sottolineare questo dettaglio, visto che tale scelta non è mai stata fatta in termini di miglioramento dei costi e sviluppo della compagnia, ha due HUB nazionali, lo storico Roma Fiumicino FCO e Milano Malpensa MXP.

LH ha 4 HUB: Francoforte, Monaco di Baviera, Zurigo e Vienna, nei piani della compagnia rimarrà come HUB italiano, Fiumicino (anche sede operativa), quindi quinto HUB di Lufthansa, mentre a Malpensa ci sarà Eurowings, società low-cost di LH che nel 2017 continua un trend positivo di crescita sia in termini di fatturato che di passeggeri.

La flotta verrà completamente ridimensionata, rimarranno circa 80 veicoli, puntando sul lungo raggio, che attualmente ad Alitalia sta portanto dei buoni risultati, come ha reso noto uno dei commissari nella giornata di ieri.

I dipendenti ridotti di circa il 40%, degli 8.400 dipendenti dell’aviation dovrebbero restarne 5.000. Un numero che secondo voci di Alitalia sarà oggetto di una negoziazione per rimanere sui 7000,  il taglio dei dipendenti è del tutto in linea con il progetto e giustificato dal modello Alitalia di Lufthansa.

Secondo l’amministratore delegato di LH,Carsten Spohr:

dovrebbe ricordare il percorso della svizzera Swiss, riportata in vita dopo il fallimento di Swissair, ma con al centro una strategia differente tra Nord e Centro-Sud Italia”.

Secondo alcune fonti del Corriere della sera, “Nelle intenzioni dei vertici di Lufthansa a Malpensa e Linate (ma anche negli altri impianti del Nord) i velivoli Alitalia dovrebbero lasciare gli slot a quelli di Eurowings per i voli di medio raggio, mentre i pochi collegamenti intercontinentali diretti potrebbero restare ancora in mano ad Alitalia. A Colonia puntano molto sul proprio vettore a basso costo tanto da investire 1,5 miliardi di euro con l’obiettivo di fargli trasportare nel 2018 circa 40 milioni di passeggeri contro i 18 dell’anno passato”.

 

Milano

Fondazione Giangiacomo Feltrinelli #MILANO

Tempo di lettura 2 minuti

La Fondazione ha come obiettivo di dare vita ad un nuovo, grande centro culturale urbano, dando così corpo al progetto della nuova sede posta nell’area di Porta Volta tra Viale Pasubio e Viale Crispi. Si sviluppa su circa 2.700 metri quadrati su cinque piani. Il progetto architettonico è firmato dallo studio internazionale di architettura Herzog & de Meuron.

IMG_3065

La Fondazione sta programmando un importante ampliamento della propria attività, che, pur mantenendo tutte le iniziative attuali e muovendosi nel solco della sua tradizione e della sua storia, la apra oggi e in futuro a nuovi linguaggi e a nuovi pubblici, rinnovando anche i servizi fino a oggi offerti ai lettori come biblioteca specializzata. In particolare, la Fondazione si sta proponendo nella nuova sede come uno dei  principali elaboratori a livello nazionale di  programmi  e  di politiche culturali di respiro internazionale, e diventare un centro di aggregazione culturale della comunità urbana milanese, in collaborazione con le associazioni e le istituzioni culturali del territorio.[1]

Giangiacomo nasce a Milano il 19 giugno 1926, figlio di Carlo Feltrinelli, esponente di spicco della finanza italiana tra gli anni Venti e la prima metà degli anni Trenta. Attivo della guerra di Liberazione servendo nel Gruppo di Combattimento Legnano, uno dei nuclei del ricostituito regio esercito italiano che cobelligerava a fianco degli Alleati anglo-americani. Nel marzo 1945 decide di aderire al Partito comunista italiano e successivamente si trasferisce a Milano. Nel 1948 comincia a lavorare al progetto di costruzione di una Biblioteca che potesse raccogliere materiale documentario inerente la storia del movimento operaio italiano e internazionale e all’inizio del 1949 promuove la nascita della Cooperativa del libro popolare (Colip), il cui fine è la promozione della letteratura e della cultura a un prezzo accessibile presso i giovani e presso le classi popolari. [ se vuoi saperne di più ]

L’edificio si sviluppa su 5 livelli, il piano terreno ospita una libreria Feltrinelli e un bistrot, la Feltrinelli fu la prima in Italia a sperimentare tale formula a Mestre, nella libreria al sesto pianto del centro “le Barche” . Il primo piano dell’edificio è occupato da una sala polifunzionale attrezzata per ospitare proiezioni e momenti performativi di vario genere.

IMG_3070

Il secondo e il terzo piano sono, invece, destinati alla zona uffici e alle aule per incontri e seminari in grado di ospitare complessivamente circa 160 persone.

Il quinto piano ospita la sala lettura della biblioteca, ampia luminosa e di design è accessibile a tutti, per accedere serve un documenti di identità da lasciare alla reception che vi fornirà un badge per accedere al quinto piano.

IMG_3061

vista la posizione a pochi passa da piazza Gae Aulenti e da Corso Como, vale la pena ritagliare una ventina di minuti per visitare la sala lettura e godere dello splendido panorama, al piano primo vengono anche organizzate delle mostre temporanee, maggiori informazioni sulla programmazione dello spazio espositivo.

Come arrivare: 

Viale Pasubio 5 20154 Milano
 Milano_tram Milano_bus Milano_linea_M2.svg Milano_linea_M5.svg Milano P.ta Garibaldi o Gioia  e treni regionali stazione P.ta Garibaldi 20px-Logomi_r.svg20px-Linee_S_di_Milano.svg

Orari dal 21 agosto 2017:

La Sala Polifunzionale è aperta per visite dalle 9.30 alle 17.30 dal lunedì al venerdì.
La Sala di Lettura è aperta al pubblico con i seguenti orari: lunedì – giovedì dalle 9.30 alle 17.30venerdì dalle 9.30 alle 13.00.

Tutte le info qui

 [1] tratto dal sito della fondazione Giangiacomo Feltrinelli 

Milano

Un angolo di America in pieno centro: CALIFORNIA BAKERY…

Tempo di lettura 3 minuti

Con i suoi 6 punti vendita a Milano, California Bakery è un angolo di “dolcezza americana” che si fa notare per il suo stile, ma soprattutto per i dolci, il fondatore Marco D’arrigo racconta in poche righe nel sito della sua creatura la sua idea:

California Bakery è una storia d’amore iniziata vent’anni fa e coltivata con passione e impegno quotidiano. Ho condiviso negli anni, questo percorso con mia moglie Caroline, i miei figli, il mio Team e i miei clienti e, insieme, abbiamo costruito questo piccolo angolo d’America. Con i nostri prodotti raccontiamo la cultura del buon cibo di tradizione americana, preparato tutti i giorni a mano, seguendo le ricette delle nonne e usando solo ingredienti di prima scelta, preferibilmente biologici. Così, California Bakery è diventata negli anni, non solo il luogo che ha visto crescere i miei figli, ma il punto di riferimento per tutte le persone che tornano per sentire il sapore di casa.

IMG_3075-1.jpg

La preparazione di tutti i dolci e non solo viene fatta artigianalmente e gli ingredienti tutti di ottima qualità. Ho avuto modo di provare sia i dolci che il Brunch nel locale di Corso Como che ha sia una sala interna ma anche uno spazio all’aperto con vista su piazza Gaue Aulenti e il grattacielo Unicredit.

Devo ammettere che sono rimasto sorpreso per la sensazione che mi hanno trasmesso i locali, il cibo ed il servizio.

Marco è riuscito anche grazie ai suoi collaboratori a costruire intorno a California Bakery un atmosfera di America che si fonde con la tradizione Italiana della ristorazione veloce e del servizio, veloce non è fast, perché il momento della colazione del branch o la pausa caffè non dev’essere una corsa, ma una pausa di piacere non solo per il palato, ma anche per la testa.

Non è la classica copia di un locale americano, ma un locale con molta personalità che lo lo distingue da altre imitazioni, in location come quella di Corso Como di tendenza.

California Bakery è un ottimo punto di ritrovo per una colazione abbondante o a pranzo per un ottimo Brunch con un menu studiato per tutti i gusti, anche le intolleranze hanno un loro spazio.

Ottimi i Bagels che hanno ottenuto le certificazioni Kosher e Halal e sono Vegan Friendly: il N.Y. Style con un ottimo Salmone affumicato, il Mediterranean con Mozzarella, pomodoro, insalata Iceberg, basilico, olio EVO e  molti altri.

Il menu è molto ampio e lo trovate qui

californa_torte

I dolci, la loro specialità … torte, biscotti, muffin che non troverete in nessuna pasticceria in Italia tra cui:

Hotel

easyHotel

Tempo di lettura < 1 minuto

easyJet fa parte del gruppo easy, non solo aerei ma anche hotel, palestre, noleggi, supermercati e molto altro ancora.



Il tutto nella filosofia #easy, da pochi anni sta investendo sul brand easyHotel con nuove aperture in diverse città europee ed anche anche negli Emirati Arabi a Dubai.

Le tariffe sono molto basse, i servizi sono in linea con un hotel low-cost e con la filosofia easy e sono acquistabili con pacchetti da aggiungere al solo pernottamento, si parte dal telecomando, per una sola notte o più giorni a partire da 5 euro circa, per arrivare alla prima colazione.

Il layout delle stanze è molto semplice, essenziale, ma anche carino da vedere che rende la stanza accogliente, con e senza finestra, per spendere ancora meno.

Troviamo gli easyHotel in:

Inghilterra: Londra, Edimburgo, Glasgow, Liverpool, Manchester.

Svizzera: Basilea e Zurigo

Paesi bassi: Amsterdam, L’Aia e Rotterdam

Germania: Berlino e Francoforte

Ungheria: Budapest

Emirati arabi: Dubai

Bulgaria: Sofia

Non sempre questi hotel vengono selezionati nelle ricerche dei motori specializzati, quindi vi consiglio di visitare il sito easyHotel



Mi raccomando se qualcuno di voi decide di provare uno degli hotel easyHotel, lasciate un commento 🙂

Aviation

Air Berlin, ultimo volo e l’arrivo di easyJet

Tempo di lettura < 1 minuto

Air Berlin ha annunciato di aver concluso un accordo con easyJet per la cessione di alcune attività nell’aeroporto di Berlino Tegel, tra cui gli slot ma anche le prenotazioni dei voli già effettuati nel sito Air Berlin.

Il valore complessivo dell’accordo è di 40 milioni di euro, che aggiunti a quelli di Lufthansa permetterà di restituire l’intero prestito ponte, che il governo tedesco aveva assicurato al vettore per continuare a volare, in attesa di un compratore.

3,w=993,q=high,c=0.bild.jpg

Ieri l’ultimo volo di Air Berlin, il volo AB6210 proveniente da Monaco … quasi commuovente l’arrivo a Berlino, salutato da ex dipendenti e addetti aeroportuali. L’equipaggio prima di scendere dall’aereo ha esposto una bandiera con il logo della compagnia e un messaggio molto chiaro … arrivederci.

L’avventura di AirBerlin è arrivata quindi definitivamente al capolinea, fortunatamente la maggior parte della forza lavoro verrà assorbita da GermanWings, la controllata low-cost di Lufthansa e quindi almeno da questo punto di vista l’esito è positivo.

Mi dispiace molto però di non poter più rivedere, almeno per ora, l’ivrea Air Berlin su di un Airbus in fase di decollo o in attesa di imbarcare i passeggeri.

Speravo davvero che si potesse trovare una soluzione capace di far continuare a volare Air Berlin, purtroppo non è stato così.

Aviation

Emirates: nuove procedure voli con destinazione USA

Tempo di lettura < 1 minuto

Emirates mette in atto l’invito degli Stati Uniti per ulteriori controlli per i passeggeri dei voli verso gli USA, in una nota la compagnia comunica che: “i voli verso gli Usa saranno soggetti a ulteriori e potenziate misure di controllo dei passeggeri, Queste misure andranno di pari passo con le procedure di controllo già in atto sempre ai gate di imbarco, incluse quelle concernenti i device elettronici”.

Anche nei voli Emirates verso NY JFK in partenza da Malpensa MXP, i passeggeri verranno sottoposti ad un intervista o al check-in  nel caso di un volo diretto o al gate nel caso in cui il passeggero è in transito.

Emirates invita quindi i passeggeri a recarsi in aeroporto con largo anticipo.

Aviation

Nuove norme di sicurezza per i voli verso gli…

Tempo di lettura 2 minuti

Da ieri (26/10/2017) come si legge in un articolo del Corriere.it, il governo USA ha invitato tutte le compagnie aeree ad attuare un nuovo controllo preventivo sui voli con destinazione finale Stati Uniti.

Alcune compagnie aeree stanno già avvisando i passeggeri per email o SMS di recarsi in aeroporto con largo anticipo, la nuova procedura prevede che i passeggeri potranno essere sottoposti a un’intervista poco prima dell’imbarco o anche al check-in, per verificare che non presentino profili di rischio, attività che solitamente viene fatta in arrivo alla dogana statunitense e che invece da ierì potrà essere effettuata negli aeroporti di partenza.

Washington non ha emesso alcuna normativa, è solo un invito che ovviamente dovrà essere applicato, ma che non è stato accolto con favore dalle compagnie aeree ne dalla IATA quest’ultima evidenzia come “Le minacce alla sicurezza dell’industria dell’aviazione sono cosa nota e regolare nel tempo, ma in questo caso il governo statunitense non ha condiviso nessun allarme specifico prima di cambiare le regole” , commento di Alexandre de Juniac, amministratore delegato e direttore generale  “Quello a cui stiamo assistendo è davvero insolito: vediamo l’introduzione unilaterale di misure di sicurezza che vengono annunciato senza alcuna consultazione preventiva con chi opera nel settore. Questo è qualcosa di preoccupante“.

Erano già in vigore delle norme più restrittive per gli apparati elettronici, che le diverse compagnie applicano già da tempo, anche se con alcune differenze, come ad esempio Singapore Airlines che ha deciso di procedere ad un ulteriore ispezione dei dispositivi mobili al check-in o poco prima dell’imbarco, il rischio di forti rallentamenti delle procedure di imbarco sono quindi del tutto reali, è consigliabile informarsi sul sito della compagnia di eventuali suggerimenti od ulteriori dettagli su come procedere e organizzarsi per effettuare le operazioni di Chek-in e i controlli per l’imbarco.

Secondo il Dipartimento americano dei trasporti verranno coinvolte 325 mila persone su circa 2.100 voli commerciali,  che ogni giorno decollano da 280 aeroporti in 105 Stati e atterrano in uno scalo Usa.

 

 

News

Ryanair: nuova policy bagaglio a mano da gennaio 2018

Tempo di lettura < 1 minuto

Dal 15 gennaio 2018 non sarà più possibile portare a bordo due bagagli a mano compresi attualmente nella tariffa base di Ryanair, la variazione era inizialmente prevista per novembre, ma la compagnia secondo lo Chief Marketing Office Kenny Jacobs, “ha posticipato l’entrata in vigore della nostra nuova policy sul bagaglio a mano per permettere ai clienti di familiarizzare meglio con le modifiche che saranno apportate”.

Il secondo bagaglio a mano come nel caso di easyjet con lo speedy-boarding, sarà consentito con il pagamento del servizio extra di imbarco prioritario di 5 euro al momento delle prenotazione (6 euro fino ad un’ora dalla partenza) per acquistare l’imbarco prioritario.

Ryanair si riallinea quindi con le dirette concorrenti, che già attuano questo tipo di policy sul bagaglio a mano, in alcuni casi come per Transavia ed easyjet in modo anche molto restrittivo, in questo articolo su Transavia, facevo notare come le procedure di imbarco venissero rallentate in modo evidente per la pignoleria della compagnia proprio sul bagaglio.

Ryanair e Transavia hanno in comune un altro fattore che pesa e non poco su questa scelta, le cappelliere dei nuovi Boeing 737-800, belle ma piccole, a differenze di quelle di Airbus. Costringono entrambi i vettori ad effettuare restrizioni sul bagaglio e spesso in fase di imbarco, se non si è tra i primi a salire, gli assistenti di terra superato un certo numero di bagagli imbarcati, devono procedere con l’imbarco in stiva anche del primo bagaglio a mano, ovviamente gratuitamente.

Un altra novità questa volta a favore del passeggero, dal 6 settembre, Ryanair ha abbassato da 35 a 25 euro il costo per registrare un bagaglio in stiva, alzando contestualmente il peso massimo ammesso da 15 a 25 kg.

Qui tutte le info sul bagaglio.

Alitalia

Alitalia, una nuova offerta di acquisto

Tempo di lettura < 1 minuto

Cerberus è un fondo statunitense che secondo le indiscrezioni del Financial Times, dopo alcuni mesi in cui ha esaminato i dati contabili di Alitalia, ha avanzato una proposta di acquisto per tutti gli asset della compagnia.

Avendo sede in USA non potrà acquistare il 100% di Alitalia, ma potrà arrivare ad un massimo del 49%, quindi oltre ad aver richiesto una quota in mano allo stato ed altri soci, vorrebbe anche coinvolgere tutti i dipendenti nell’azionariato.

Il fondo vorrebbe approfittare dei vantaggi offerti dall’amministrazione straordinaria, quindi lavorare insieme ad i commissari per una riorganizzazione completa di Alitalia, mossa simile anche da Lufthansa che però ha a suo favore le competenze di una delle compagnie aeree più importanti a livello mondiale.

C’è da dire che lo stesso fondo ha già avuto esperienza nel campo con Air Canada nei primi anni 2000, quando entro nel capitale durante il periodo di amministrazione controllata ed effettuò una completa riorganizzazione in accordo con i commissari. Tagliando gli organici del 24%, rinegoziato gli accordi con tutti i creditori, e con i dipendenti stipendi e fondo pensione, dopo 18 mesi la compagnia era esposta per soli 5 miliardi di dollari rispetto ai 13 iniziali.

Staremo a vedere quali possano essere ancora i margini di manovra, la gara è già stata chiusa e ci sono degli interessati che a differenza di Cerberus, hanno partecipato e si stanno muovendo per completare i passi successivi con gli attuali commissari di Alitalia.

Nel frattempo il governo nei giorni scorsi, ha spostato ad aprile 2018 la scadenza dei termini per la vendita, aumentando di 300 milioni di euro il prestito ponte, in questo modo verrà garantita l’operativività della compagnia almeno fino a fine 2018.

Uncategorized

@AIRPORT … non più semplici luoghi di passaggio

Tempo di lettura 2 minuti

Chi solo in arrivo o in partenza, chi per un breve scalo, chi per uno scalo lungo come spesso accade per i voli Turkish a Instanbul, ( siete curiosi? ) e chi come me sceglie un hotel fronte pista intenzionalmente ad Amsterdam, anche per la comodità dei collegamenti con il centro città.

Gli aeroporti si stanno sempre più trasformando da semplici luoghi di transito, in veri e propri spazi attrezzati per un breve soggiorno, con lounge sempre più ampie, con servizi sempre più completi ed anche hotel all’interno degli scali o nell’area aeroportuale, spesso collegati direttamente con i terminal.

Non solo per gli appassionati come me di aerei ed aeroporti sono quindi dei luoghi di soggiorno e di relax, in aeroporto ormai si trova di tutto, sono dei veri e propri centri commerciali e luoghi di intrattenimento.

In Europa l’Hilton di Monaco di Baviera, tra i terminal 1 e 2, ha una  vasca riscaldata al coperto da 17 metri.

Nell’aeroporto di Punta Cana, all’interno della nuova Vip Lounge progettata dall’architetto Antonio Segundo Imberte, verrà realizzata una piscina proprio vista pista.

piscina_aeroporto_puntacana

Al JFK un nuovo airport hotel che nascerà al posto del vecchio Twa Flight Center terminal dell’aeroporto Kennedy,  quasi un luogo di culto per gli appassionati del settore.

TWA_JFK

Attualmente in disuso e disegnato all’epoca dall’architetto finlandese Eero Saarinen. l’hotel sul tetto avrà una piscina e sarà inaugurato alla fine del 2018, vista la sua storia offrirà agli ospiti anche una piattaforma di osservazione e un museo dedicato alla celebre Trans World Airlines, una delle più grandi compagnie aeree stelle e strisce, la TWA che rimarrà nella storia.

L’Hamad International del Qatar, dove l’omonimo Airport Hotel ha una piscina di 25 metri nell’area dedicata ai transiti, parte di un centro benessere con vista sulle piste.

HamadInternational

Anche in Singapore nell’aeroporto Changi sul tetto dell’Aerotel Airport Transit al Terminal 1 e costa appena 12 dollari a persona se non sei è clienti dell’hotel.

aeroportoChangi

Piscine anche negli Stati uniti ad Orlando in Florida, nell’hotel Hyatt Regency, una piscina riscaldata all’aperto tra le piste dello scalo, dove si può accedere se si pernotta nell’hotel,  che ha anche una piscina sul tetto, oppure sempre negli USA il Grand Hyatt al Fort Worth di Dallas oppure il Westin Detroit Metropolitan a Detroit. In Australia l’Health Club del Fairmont a Vancouver. A Bangkok, e qui il gruppo Accor con il Novotel che ospita una vasca di 25 metri .

Novotel_Bankok

Nella maggior parte di queste strutture è possibile accedere con l’acquisto di un pass a costi anche accessibili, mentre sono inclusi nel prezzo per chi soggiorna negli hotel.
Siete ancora dell’idea con in aeroporto si arrivi o si parte e basta? Forse vi ho fatto cambiare un po la vostra idea sul mondo aeroportuale, che sono a volte delle città nelle città.
Curiosità

Sindrome di wanderlust … ecco perchè!

Tempo di lettura 2 minuti

Se non viaggio almeno una volta al mese mi sembra di avere delle crisi di astinenza, ora ho scoperto il motivo, si chiama sindrome di wanderlustanche detta malattia del viaggiatore, in tedesco significa letteralmente “desiderio di vagabondare”.

I segnali sono inequivocabili, la necessità di viaggiare, conoscere posti e gente nuova, fare esperienze a volte inconsuete e il desiderio di vedere spesso il mare, di staccare la spina e partire per un isola, dove fare delle passeggiate anche in stagioni non calde,   secondo uno studio condotto di recente, fa anche molto bene al cervello.

Senza parlare della sindrome da Skyscanner, l’ossessione per i prezzi dei voli, la continua voglia di avventura e l’idea che ogni viaggio ha il suo giusto prezzo e a volte lasciarsi andare, spendere qualcosina in più ha il suo perchè. Quindi più che una patologia è una vera e propria passione, un hobby adatto a tutti i sognatori e a quelli che pensano che la vita, per essere considerata tale, debba essere curiosa e originale.

Secondo una recente ricerca scientifica, pubblicata sulla rivista Evolution and Human Behaviour esiste un gene del viaggio nel nostro DNA, ribattezzato appunto gene di wanderlust, si pensa che sia il recettore della dopamina D4, diretto responsabile della passione e dell’amore per tutto ciò che è esotico e sconosciuto. Pare che questo recettore sia in circa il 20% della popolazione mondiale.

Uno studio è stato anche finanziato dal National Geographic che ha rilevato come i wanderluster siano persone maggiormente propense ad affrontare rischi, a provare cibi nuovi, ed hanno il forte desiderio di conoscere.

Io quindi non la chiamerei malattia, ma semplicemente la voglia di seguire una passione che ha portato l’uomo nei secoli a evolvere, ad essere ciò che oggi, a scoprirsi continuamente. Prendere un aereo, far parte anche per qualche giorno di una comunità diversa, vivere una città che non è la nostra, o semplicemente vivere per 48 ore una vita che stacca il nostro cervello dalla normale routine della nostra vita, fa solo che bene , alla mente e ci ricarica di energie.

Ognuno di noi ha delle passioni e se queste sono compatibili con il nostro essere e la nostra vita di tutti i giorni perchè non coltivarle?

#FLY #TRAVEL #DREAM #LIFE