Hotel

easyHotel

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easyJet fa parte del gruppo easy, non solo aerei ma anche hotel, palestre, noleggi, supermercati e molto altro ancora.



Il tutto nella filosofia #easy, da pochi anni sta investendo sul brand easyHotel con nuove aperture in diverse città europee ed anche anche negli Emirati Arabi a Dubai.

Le tariffe sono molto basse, i servizi sono in linea con un hotel low-cost e con la filosofia easy e sono acquistabili con pacchetti da aggiungere al solo pernottamento, si parte dal telecomando, per una sola notte o più giorni a partire da 5 euro circa, per arrivare alla prima colazione.

Il layout delle stanze è molto semplice, essenziale, ma anche carino da vedere che rende la stanza accogliente, con e senza finestra, per spendere ancora meno.

Troviamo gli easyHotel in:

Inghilterra: Londra, Edimburgo, Glasgow, Liverpool, Manchester.

Svizzera: Basilea e Zurigo

Paesi bassi: Amsterdam, L’Aia e Rotterdam

Germania: Berlino e Francoforte

Ungheria: Budapest

Emirati arabi: Dubai

Bulgaria: Sofia

Non sempre questi hotel vengono selezionati nelle ricerche dei motori specializzati, quindi vi consiglio di visitare il sito easyHotel



Mi raccomando se qualcuno di voi decide di provare uno degli hotel easyHotel, lasciate un commento 🙂

Aviation

Air Berlin, ultimo volo e l’arrivo di easyJet

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Air Berlin ha annunciato di aver concluso un accordo con easyJet per la cessione di alcune attività nell’aeroporto di Berlino Tegel, tra cui gli slot ma anche le prenotazioni dei voli già effettuati nel sito Air Berlin.

Il valore complessivo dell’accordo è di 40 milioni di euro, che aggiunti a quelli di Lufthansa permetterà di restituire l’intero prestito ponte, che il governo tedesco aveva assicurato al vettore per continuare a volare, in attesa di un compratore.

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Ieri l’ultimo volo di Air Berlin, il volo AB6210 proveniente da Monaco … quasi commuovente l’arrivo a Berlino, salutato da ex dipendenti e addetti aeroportuali. L’equipaggio prima di scendere dall’aereo ha esposto una bandiera con il logo della compagnia e un messaggio molto chiaro … arrivederci.

L’avventura di AirBerlin è arrivata quindi definitivamente al capolinea, fortunatamente la maggior parte della forza lavoro verrà assorbita da GermanWings, la controllata low-cost di Lufthansa e quindi almeno da questo punto di vista l’esito è positivo.

Mi dispiace molto però di non poter più rivedere, almeno per ora, l’ivrea Air Berlin su di un Airbus in fase di decollo o in attesa di imbarcare i passeggeri.

Speravo davvero che si potesse trovare una soluzione capace di far continuare a volare Air Berlin, purtroppo non è stato così.

Aviation

Emirates: nuove procedure voli con destinazione USA

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Emirates mette in atto l’invito degli Stati Uniti per ulteriori controlli per i passeggeri dei voli verso gli USA, in una nota la compagnia comunica che: “i voli verso gli Usa saranno soggetti a ulteriori e potenziate misure di controllo dei passeggeri, Queste misure andranno di pari passo con le procedure di controllo già in atto sempre ai gate di imbarco, incluse quelle concernenti i device elettronici”.

Anche nei voli Emirates verso NY JFK in partenza da Malpensa MXP, i passeggeri verranno sottoposti ad un intervista o al check-in  nel caso di un volo diretto o al gate nel caso in cui il passeggero è in transito.

Emirates invita quindi i passeggeri a recarsi in aeroporto con largo anticipo.

Aviation

Nuove norme di sicurezza per i voli verso gli…

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Da ieri (26/10/2017) come si legge in un articolo del Corriere.it, il governo USA ha invitato tutte le compagnie aeree ad attuare un nuovo controllo preventivo sui voli con destinazione finale Stati Uniti.

Alcune compagnie aeree stanno già avvisando i passeggeri per email o SMS di recarsi in aeroporto con largo anticipo, la nuova procedura prevede che i passeggeri potranno essere sottoposti a un’intervista poco prima dell’imbarco o anche al check-in, per verificare che non presentino profili di rischio, attività che solitamente viene fatta in arrivo alla dogana statunitense e che invece da ierì potrà essere effettuata negli aeroporti di partenza.

Washington non ha emesso alcuna normativa, è solo un invito che ovviamente dovrà essere applicato, ma che non è stato accolto con favore dalle compagnie aeree ne dalla IATA quest’ultima evidenzia come “Le minacce alla sicurezza dell’industria dell’aviazione sono cosa nota e regolare nel tempo, ma in questo caso il governo statunitense non ha condiviso nessun allarme specifico prima di cambiare le regole” , commento di Alexandre de Juniac, amministratore delegato e direttore generale  “Quello a cui stiamo assistendo è davvero insolito: vediamo l’introduzione unilaterale di misure di sicurezza che vengono annunciato senza alcuna consultazione preventiva con chi opera nel settore. Questo è qualcosa di preoccupante“.

Erano già in vigore delle norme più restrittive per gli apparati elettronici, che le diverse compagnie applicano già da tempo, anche se con alcune differenze, come ad esempio Singapore Airlines che ha deciso di procedere ad un ulteriore ispezione dei dispositivi mobili al check-in o poco prima dell’imbarco, il rischio di forti rallentamenti delle procedure di imbarco sono quindi del tutto reali, è consigliabile informarsi sul sito della compagnia di eventuali suggerimenti od ulteriori dettagli su come procedere e organizzarsi per effettuare le operazioni di Chek-in e i controlli per l’imbarco.

Secondo il Dipartimento americano dei trasporti verranno coinvolte 325 mila persone su circa 2.100 voli commerciali,  che ogni giorno decollano da 280 aeroporti in 105 Stati e atterrano in uno scalo Usa.

 

 

News

Ryanair: nuova policy bagaglio a mano da gennaio 2018

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Dal 15 gennaio 2018 non sarà più possibile portare a bordo due bagagli a mano compresi attualmente nella tariffa base di Ryanair, la variazione era inizialmente prevista per novembre, ma la compagnia secondo lo Chief Marketing Office Kenny Jacobs, “ha posticipato l’entrata in vigore della nostra nuova policy sul bagaglio a mano per permettere ai clienti di familiarizzare meglio con le modifiche che saranno apportate”.

Il secondo bagaglio a mano come nel caso di easyjet con lo speedy-boarding, sarà consentito con il pagamento del servizio extra di imbarco prioritario di 5 euro al momento delle prenotazione (6 euro fino ad un’ora dalla partenza) per acquistare l’imbarco prioritario.

Ryanair si riallinea quindi con le dirette concorrenti, che già attuano questo tipo di policy sul bagaglio a mano, in alcuni casi come per Transavia ed easyjet in modo anche molto restrittivo, in questo articolo su Transavia, facevo notare come le procedure di imbarco venissero rallentate in modo evidente per la pignoleria della compagnia proprio sul bagaglio.

Ryanair e Transavia hanno in comune un altro fattore che pesa e non poco su questa scelta, le cappelliere dei nuovi Boeing 737-800, belle ma piccole, a differenze di quelle di Airbus. Costringono entrambi i vettori ad effettuare restrizioni sul bagaglio e spesso in fase di imbarco, se non si è tra i primi a salire, gli assistenti di terra superato un certo numero di bagagli imbarcati, devono procedere con l’imbarco in stiva anche del primo bagaglio a mano, ovviamente gratuitamente.

Un altra novità questa volta a favore del passeggero, dal 6 settembre, Ryanair ha abbassato da 35 a 25 euro il costo per registrare un bagaglio in stiva, alzando contestualmente il peso massimo ammesso da 15 a 25 kg.

Qui tutte le info sul bagaglio.

Alitalia

Alitalia, una nuova offerta di acquisto

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Cerberus è un fondo statunitense che secondo le indiscrezioni del Financial Times, dopo alcuni mesi in cui ha esaminato i dati contabili di Alitalia, ha avanzato una proposta di acquisto per tutti gli asset della compagnia.

Avendo sede in USA non potrà acquistare il 100% di Alitalia, ma potrà arrivare ad un massimo del 49%, quindi oltre ad aver richiesto una quota in mano allo stato ed altri soci, vorrebbe anche coinvolgere tutti i dipendenti nell’azionariato.

Il fondo vorrebbe approfittare dei vantaggi offerti dall’amministrazione straordinaria, quindi lavorare insieme ad i commissari per una riorganizzazione completa di Alitalia, mossa simile anche da Lufthansa che però ha a suo favore le competenze di una delle compagnie aeree più importanti a livello mondiale.

C’è da dire che lo stesso fondo ha già avuto esperienza nel campo con Air Canada nei primi anni 2000, quando entro nel capitale durante il periodo di amministrazione controllata ed effettuò una completa riorganizzazione in accordo con i commissari. Tagliando gli organici del 24%, rinegoziato gli accordi con tutti i creditori, e con i dipendenti stipendi e fondo pensione, dopo 18 mesi la compagnia era esposta per soli 5 miliardi di dollari rispetto ai 13 iniziali.

Staremo a vedere quali possano essere ancora i margini di manovra, la gara è già stata chiusa e ci sono degli interessati che a differenza di Cerberus, hanno partecipato e si stanno muovendo per completare i passi successivi con gli attuali commissari di Alitalia.

Nel frattempo il governo nei giorni scorsi, ha spostato ad aprile 2018 la scadenza dei termini per la vendita, aumentando di 300 milioni di euro il prestito ponte, in questo modo verrà garantita l’operativività della compagnia almeno fino a fine 2018.

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@AIRPORT … non più semplici luoghi di passaggio

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Chi solo in arrivo o in partenza, chi per un breve scalo, chi per uno scalo lungo come spesso accade per i voli Turkish a Instanbul, ( siete curiosi? ) e chi come me sceglie un hotel fronte pista intenzionalmente ad Amsterdam, anche per la comodità dei collegamenti con il centro città.

Gli aeroporti si stanno sempre più trasformando da semplici luoghi di transito, in veri e propri spazi attrezzati per un breve soggiorno, con lounge sempre più ampie, con servizi sempre più completi ed anche hotel all’interno degli scali o nell’area aeroportuale, spesso collegati direttamente con i terminal.

Non solo per gli appassionati come me di aerei ed aeroporti sono quindi dei luoghi di soggiorno e di relax, in aeroporto ormai si trova di tutto, sono dei veri e propri centri commerciali e luoghi di intrattenimento.

In Europa l’Hilton di Monaco di Baviera, tra i terminal 1 e 2, ha una  vasca riscaldata al coperto da 17 metri.

Nell’aeroporto di Punta Cana, all’interno della nuova Vip Lounge progettata dall’architetto Antonio Segundo Imberte, verrà realizzata una piscina proprio vista pista.

piscina_aeroporto_puntacana

Al JFK un nuovo airport hotel che nascerà al posto del vecchio Twa Flight Center terminal dell’aeroporto Kennedy,  quasi un luogo di culto per gli appassionati del settore.

TWA_JFK

Attualmente in disuso e disegnato all’epoca dall’architetto finlandese Eero Saarinen. l’hotel sul tetto avrà una piscina e sarà inaugurato alla fine del 2018, vista la sua storia offrirà agli ospiti anche una piattaforma di osservazione e un museo dedicato alla celebre Trans World Airlines, una delle più grandi compagnie aeree stelle e strisce, la TWA che rimarrà nella storia.

L’Hamad International del Qatar, dove l’omonimo Airport Hotel ha una piscina di 25 metri nell’area dedicata ai transiti, parte di un centro benessere con vista sulle piste.

HamadInternational

Anche in Singapore nell’aeroporto Changi sul tetto dell’Aerotel Airport Transit al Terminal 1 e costa appena 12 dollari a persona se non sei è clienti dell’hotel.

aeroportoChangi

Piscine anche negli Stati uniti ad Orlando in Florida, nell’hotel Hyatt Regency, una piscina riscaldata all’aperto tra le piste dello scalo, dove si può accedere se si pernotta nell’hotel,  che ha anche una piscina sul tetto, oppure sempre negli USA il Grand Hyatt al Fort Worth di Dallas oppure il Westin Detroit Metropolitan a Detroit. In Australia l’Health Club del Fairmont a Vancouver. A Bangkok, e qui il gruppo Accor con il Novotel che ospita una vasca di 25 metri .

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Nella maggior parte di queste strutture è possibile accedere con l’acquisto di un pass a costi anche accessibili, mentre sono inclusi nel prezzo per chi soggiorna negli hotel.
Siete ancora dell’idea con in aeroporto si arrivi o si parte e basta? Forse vi ho fatto cambiare un po la vostra idea sul mondo aeroportuale, che sono a volte delle città nelle città.
Curiosità

Sindrome di wanderlust … ecco perchè!

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Se non viaggio almeno una volta al mese mi sembra di avere delle crisi di astinenza, ora ho scoperto il motivo, si chiama sindrome di wanderlustanche detta malattia del viaggiatore, in tedesco significa letteralmente “desiderio di vagabondare”.

I segnali sono inequivocabili, la necessità di viaggiare, conoscere posti e gente nuova, fare esperienze a volte inconsuete e il desiderio di vedere spesso il mare, di staccare la spina e partire per un isola, dove fare delle passeggiate anche in stagioni non calde,   secondo uno studio condotto di recente, fa anche molto bene al cervello.

Senza parlare della sindrome da Skyscanner, l’ossessione per i prezzi dei voli, la continua voglia di avventura e l’idea che ogni viaggio ha il suo giusto prezzo e a volte lasciarsi andare, spendere qualcosina in più ha il suo perchè. Quindi più che una patologia è una vera e propria passione, un hobby adatto a tutti i sognatori e a quelli che pensano che la vita, per essere considerata tale, debba essere curiosa e originale.

Secondo una recente ricerca scientifica, pubblicata sulla rivista Evolution and Human Behaviour esiste un gene del viaggio nel nostro DNA, ribattezzato appunto gene di wanderlust, si pensa che sia il recettore della dopamina D4, diretto responsabile della passione e dell’amore per tutto ciò che è esotico e sconosciuto. Pare che questo recettore sia in circa il 20% della popolazione mondiale.

Uno studio è stato anche finanziato dal National Geographic che ha rilevato come i wanderluster siano persone maggiormente propense ad affrontare rischi, a provare cibi nuovi, ed hanno il forte desiderio di conoscere.

Io quindi non la chiamerei malattia, ma semplicemente la voglia di seguire una passione che ha portato l’uomo nei secoli a evolvere, ad essere ciò che oggi, a scoprirsi continuamente. Prendere un aereo, far parte anche per qualche giorno di una comunità diversa, vivere una città che non è la nostra, o semplicemente vivere per 48 ore una vita che stacca il nostro cervello dalla normale routine della nostra vita, fa solo che bene , alla mente e ci ricarica di energie.

Ognuno di noi ha delle passioni e se queste sono compatibili con il nostro essere e la nostra vita di tutti i giorni perchè non coltivarle?

#FLY #TRAVEL #DREAM #LIFE 

 

Hotel

GOODHOTEL Londra, un hotel del tutto particolare …

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In quanti di voi hanno mai alloggiato in un hotel galleggiante e temporaneo?  Penso in pochi.

A Londra da poco più di un anno è stato posizionato ed aperto il Good Hotel, arrivato da Amsterdam, a bordo di un’enorme chiatta è stato posizionato nella zona del Royal Victoria Dock, nel borough di Newman.

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L’hotel dispone di 144 camere e il costo per notte si aggira sulle £110. L’intera struttura ha un design moderno ed elegante e può vantare anche un rooftop garden che si ispira all’High Line di New York, la vecchia linea ferroviaria trasformata in un giardino pensile.

L’hotel nasce da un idea dell’imprenditore olandese Martin Dresen, che dopo il successo di Amsterdam ha pensato a Londra e in un futuro conta di aprire otto strutture di questo tipo nel mondo. Per quanto riguarda la sede Londinese, The Good Hotel mira a una profonda connessione con il tessuto economico locale ed utilizza cibo e bevande acquistati direttamente dai fornitori del posto.

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Pensate che nessuna delle stanze dell’hotel dispone di TV, fortunatamente la connessione wi-fi è gratuita, questo anche per cercare di invitare gli ospiti a socializzare nella sala comune e fa parte della filosofia del suo ideatore.

The Good Hotel è un progetto sociale. Come già l’hotel di Amsterdam, anche la sede di Londra fornirà un lavoro e un addestramento nell’ospitalità alberghiera a un buon numero di disoccupati a lungo termine.

Il progetto consiste infatti nel fornire un training-on-the-job a persone senza sbocchi occupazionali, e instradarli verso una carriera nell’hospitality e nel customer service. A quanto pare in Olanda si è rivelato un successo e il 70% dei dipendenti dell’albergo ha trovato in seguito un lavoro a tempo indeterminato nell’industria alberghiera.

Un hotel molto particolare che sarà la mia base Londinese per la notte tra il 18/19 novembre… seguirà recensione 😉

sito dell’hotel – fonti: immagini 
Aviation

Lufthansa chiude il cerchio su Air Berlin

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Lufthansa ha acquistato alcuni asset di Air Berlin, destinati a potenziare Eurowings, secondo la nota di LH:

Dopo intensi negoziati nelle ultime settimane, Deutsche Lufthansa AG e il gruppo Air Berlin hanno firmato oggi un contratto relativo all’acquisto di NIKI Luftfahrt GmbH (NIKI) e Luftfahrtgesellschaft Walter mbH (LGW).

L’acquisizione degli assett porterà a Germanwings LGW con 870 dipendenti, nonché 17 Bombardier Dash 8 Q400 e 13 aerei Airbus A320 e in eredità da NIKI 830 dipendenti e 20 Airbus A320.

Eurowings rimane la compagnia aerea in più rapida crescita in Europa “Le nostre iniziative di modernizzazione strategica sono state ripagate. Abbiamo riconquistato la capacità di investire e di crescere, al fine di svolgere un ruolo attivo nel consolidamento del mercato europeo delle compagnie aeree con Eurowings. Come compagnia aerea in più rapida crescita in Europa, Eurowings può ora espandere la gamma dei servizi offerti ai clienti “, afferma Carsten Spohr, presidente del consiglio di amministrazione di Deutsche Lufthansa AG.

Eurowings espande la sua posizione di mercato in Germania e in Europa, attualmente con un flotta di 160 aeromobili destinata a crescere a 210 aeromobili, con 189 velivoli a breve e medio raggio e 21 velivoli a lunga distanza, rendendo Eurowings il terzo vettore point-to-point europeo.

Alcuni numeri post acquisizione e progetti futuri a breve termine:

  • Dipendenti da  circa 7.000 a circa 10.000.
  • circa 50 nuove connessioni a corto raggio e medio raggio dall’estate 2018 ( queste non legate alla transazione con Air Berlin).
  • 80.000 voli supplementari.
  • 2 milioni di passeggeri supplementari all’anno.
  • Aumento volume di vendite del traffico point-to-point del gruppo Lufthansa fino al 40%.

La finalizzazione dell’operazione è subordinata all’approvazione delle autorità competenti, Lufthansa prevede che l’operazione sia finalizzata entro la fine dell’anno.

Gran Bretagna UK

#UKRETURN Londra e Liverpool

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VCE – LONDRA – LIVERPOOL – VCE

Devo dire che questa volta è stato un pò complicato, l’hotel a Liverpool la notte del 18 novembre ha prezzi esagerati! Quindi alternative? … Rotterdam e poi Liverpool ? mmm no, Dublino ? noooo il volo per Liverpool il 19 parte troppo presto, quindi? Torniamo a Londra per un pomeriggio e una sera e domenica Virgin Train in direzione Liverpool, Ibis Style come hotel e ritorno il 21 con easyjet direttamente a VCE.

Luton? anche no …. Stanstead? nooooo Gatwitch ? noooo e allora Heathrow ? mmm no … sorpresa.

Ho trovato un Hotel molto carino un po particolare in riva al Tamigi … un esperienza diversa dal solito.

Destinazione finale…

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Liverpool, situata sulla sponda dell’estuario del fiume Mersey di fronte alla penisola di Wirral, deve la sua grande importanza al porto, uno dei più vasti d’Europa, lo sviluppo lineare delle sue banchine raggiunge ca. 60 km, con un elevato numero di moli, allineati sui due lati della Mersey e destinati al carico e allo scarico delle merci e al carenaggio delle navi. Lo sviluppo di Liverpool risale alla seconda metà del sec. XVII, in seguito alla decadenza del vicino porto di Chester. Dall’inizio del Novecento, Liverpool ha esteso la sua influenza sui centri vicini assorbendoli nella grande conurbazione di Merseyside, estesa su entrambe le sponde del fiume Mersey. Nel 2004 sei aree del centro storico e della zona portuale sono state incluse nel patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Liverpool è famosa nel mondo anche per essere stata negli anni Sessanta la culla dei Beatles, che vi nacquero e vi iniziarono la propria carriera musicale.