La crisi

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La crisi di Alitalia iniziò a metà degli anni 90, il primo partner aereo con il quale il vettore iniziò a dialogare per tentare di uscire dalla crisi finanziaria è stato Air France, ma a causa delle proteste sindacali in AF con le dimissioni dell’AD le trattative vennero sospese.

Nel 1997 fu la volta di KLM, non ancora fusa nel gruppo attuale Air France KLM, per una fusione, qui si incomincia a parlare del ruolo del nuovo aeroporti di Malpensa che secondo i piani di KLM doveva diventare l’HUB italiano, declassando lo scalo romano di Fiumicino.

Lo stesso accordo prevedeva lo spostamento di tutti i voli da Linate a Malpensa, tranne per i voli verso Roma.

ma Il 28 aprile 2000, il consiglio di amministrazione di KLM boccio l’accordo e fu costretta a pagare ad Alitalia una penale di 250 milioni di euro.[22]

Il 2001 è l’anno dell’entrata di Alitalia in SkyTeam, gli anni 2000 furono gli anni dell’acquisizione di Volare Airlines e della controllata Alitalia Express, ma anche dei tentavi di privatizzazione.

La prima proposta nel 2007 accettata fu quella del gruppo Air France – KLM che però nel 2008 ritirò l’offerta in quanto l’allora presidente del consiglio Berlusconi convinto che la compagnia di bandiera dovesse rimanere in mani italiane, rifiutò l’accordo.

Nel luglio 2008 iniziarono ad entrare nell’azionariato le banche Intesa Sanpaolo, entrò nella società Resco Uno s.r.l., che a seguito di una ricapitalizzazione di 1,1 miliardi di euro divenne Compagnia Aerea Italiana S.p.A., alla cui presidenza venne nominato Roberto Colaninno e di qui era socio anche il gruppo Air France.

Compagnia Aerea Italiana S.p.A. o C.A.I. a dicembre 2008 acquisì Air One ( il suo AD Toto divenne azionista C.A.I. e a gennaio 2009 vennero rilevati tutti gli asset di Alitalia che divenne: Alitalia-Compagnia Aerea Italiana S.p.A.

Dopo un rinnovo della flotta, con l’arrivo dei nuovi Airbus A330-200 per il lungo raggio e degli Airbus A320-200 per il medio raggio, che sostituiscono rispettivamente i Boeing 767-300ER e i McDonnell Douglas MD-80, l’abbandono dell’hub di Milano-Malpensa, i bilanci Alitalia continuano ad essere in perdita.

Nel giro di cinque anni, la compagnia cambia tre amministratori delegati: Rocco Sabelli, Andrea Ragnetti e Gabriele Del Torchio. Nell’ultimo trimestre 2013 si rende necessaria una ricapitalizzazione della società, nella quale Air France non partecipa, diminuendo così, la sua partecipazione in Alitalia.

A febbraio 2014, dopo che Etihad Airways mostrò interesse in Alitalia, l’allora premier Enrico Letta, in visita di Stato nella Penisola Arabica, mediò con il governo di Abu Dhabi per portare avanti le trattative tra le due compagnie. Una successiva ricapitalizzazione, a luglio 2014, vide l’ingresso in Alitalia di Poste italiane, con un contributo pari a 75 milioni di euro, mossa necessaria per il salvataggio della compagnia. L’8 agosto 2014, Etihad Airways annuncia che avrebbe acquisito il 49% di Alitalia. Nel novembre successivo arriva il nulla osta dell’Unione europea per il completamento dell’acquisizione, completata ufficialmente in Alitalia il 1º gennaio 2015.

Dopo il rinnovo di marchio e livrea avvenuti nel giugno 2015, nel 2017 Alitalia si ritrovò a fronteggiare una nuova crisi finanziaria, rendendo necessari una ricapitalizzazione e un nuovo piano industriale, che venne però respinto dai dipendenti attraverso un referendum aziendale.

 Il 2 maggio seguente, l’assemblea dei soci della compagnia aerea approvò quindi l’ingresso in amministrazione straordinaria dell’azienda. Preso atto della richiesta di Alitalia, il Ministero dello sviluppo economico erogò un prestito-ponte da 600 milioni di euro e nominò tre commissari straordinari.

Da questo momento inizia una nuova fase per Alitalia che con l’apertura della gara per l’acquisizione della compagnia, e il suo rilancio grazie all’ottimo lavoro svolto dai commissari che nel secondo trimestre 2018 sono riusciti a portare la compagnia al pareggio di bilancio.

Quali sono ora i possibili scenari?

vedi: “il Futuro di Alitalia