Volotea

Volotea, la ristrutturazione entra in una nuova fase: oggi il primo passaggio davanti al tribunale

La vicenda Volotea compie oggi un nuovo e importante passaggio. La compagnia ha formalizzato davanti al Juzgado de lo Mercantil nº 9 di Barcellona la comunicazione di apertura delle negoziazioni con i creditori nell’ambito del processo di ristrutturazione finanziaria.

È il passaggio che in Spagna viene comunemente associato al cosiddetto “preconcurso de acreedores”, anche se tecnicamente non si tratta ancora di una dichiarazione di concorso dei creditori. L’obiettivo è creare un quadro formale nel quale la società possa continuare a negoziare con i propri creditori per arrivare a un accordo sulla ristrutturazione del debito. La novità di oggi è quindi soprattutto procedurale: quello che fino a pochi giorni fa era un processo di negoziazione annunciato dalla compagnia entra ora in una fase formalizzata davanti alla giustizia mercantile spagnola. Il primo punto da chiarire riguarda proprio il significato del passaggio odierno. Volotea non ha dichiarato di cessare le proprie attività e non siamo davanti a una dichiarazione di fallimento della compagnia.

Non è una dichiarazione di fallimento

La comunicazione al tribunale serve a proteggere il processo di negoziazione con i creditori e a consentire alla società di lavorare alla ristrutturazione finanziaria in un quadro previsto dalla legislazione spagnola.

È una differenza importante anche per i passeggeri: Volotea continua a operare, a vendere biglietti e a programmare il proprio network. Anche oggi sono arrivate conferme sulla prosecuzione della programmazione, con le cinque nuove rotte previste da A Coruña ancora confermate allo stato attuale.

Il problema finanziario è già stato analizzato da WEtravel NEWS

Non è necessario ripercorrere in questa sede tutta la situazione finanziaria di Volotea. WEtravel NEWS aveva già affrontato il tema nell’analisi “Volotea non è in causa per chiudere: il vero problema è finanziario”, nella quale veniva analizzata la situazione patrimoniale della compagnia e distinta la causa de disolución prevista dalla normativa societaria spagnola da una procedura finalizzata alla chiusura della società.

Quell’analisi aveva già evidenziato un elemento fondamentale: Volotea presentava un miglioramento dell’operatività, ma contemporaneamente una situazione patrimoniale e finanziaria che rendeva necessario un intervento sulla struttura del debito e sulla continuità finanziaria. Per questo, la notizia di oggi non rappresenta l’inizio della crisi, ma un nuovo passaggio di un processo che WEtravel aveva già ricostruito nelle settimane precedenti. Leggi l’approfondimento WEtravel NEWS sulla situazione finanziaria di Volotea

Anche la riduzione della flotta è già stata annunciata

Lo stesso vale per la flotta. Il piano di ristrutturazione prevede una riduzione dagli attuali circa 44 aeromobili a una flotta compresa tra 30 e 35 aerei. È un intervento significativo, ma non è una decisione annunciata oggi: fa parte del piano di ristrutturazione già comunicato dalla compagnia.

Il tema era stato analizzato da WEtravel NEWS mettendo in relazione la riduzione della flotta con la situazione finanziaria, il costo del carburante e le scelte sul network. Leggi l’approfondimento WEtravel NEWS sulla ristrutturazione e sulla flotta di Volotea

Carlos Muñoz non annuncia oggi una nuova strategia

Un altro elemento da distinguere riguarda Carlos Muñoz. Il fondatore e CEO non risulta avere rilasciato oggi una nuova dichiarazione destinata a modificare quanto comunicato nei giorni scorsi. Le sue parole più recenti erano state analizzate da WEtravel nell’articolo dedicato alla posizione del CEO: la linea indicata dal management era quella di intervenire sul debito e sulla flotta, continuando allo stesso tempo a operare, vendere biglietti, aprire nuove rotte e programmare il futuro.

Anche per questo il passaggio odierno deve essere letto come un’evoluzione del processo già annunciato, non come una nuova strategia presentata oggi dal CEO. Leggi l’approfondimento WEtravel NEWS sulle dichiarazioni di Carlos Muñoz

Il passaggio di oggi rende però la situazione più concreta

Se molti degli elementi erano già noti, cosa cambia allora oggi? Cambia il livello di formalizzazione del processo. Fino a pochi giorni fa Volotea stava negoziando con i propri creditori una ristrutturazione del debito. Ora la società ha formalizzato davanti al tribunale mercantile di Barcellona l’apertura delle negoziazioni.

Non significa che il piano sia già stato approvato e non significa nemmeno che tutti gli elementi della ristrutturazione siano già definitivi. Significa però che la ristrutturazione è entrata in una fase nella quale la dimensione finanziaria della compagnia viene affrontata attraverso il quadro previsto dalla legislazione spagnola.

Ora la partita è con i creditori

Il vero obiettivo rimane quindi quello già indicato da Volotea: arrivare a un accordo sulla ristrutturazione del debito finanziario a lungo termine. La compagnia dovrà trovare un equilibrio tra diversi soggetti: banche, creditori finanziari, lessor, investitori e istituzioni.

Tra questi ultimi c’è anche la SEPI, che aveva sostenuto Volotea durante la pandemia. Parallelamente dovrà essere definito il nuovo perimetro operativo della compagnia: flotta, capacità, basi e network. La stampa spagnola riferisce inoltre che il piano potrebbe prevedere nuove risorse di capitale, elemento che rende ancora più importante capire chi sarà disposto a sostenere finanziariamente la nuova Volotea.

Aegean: azionista, creditore, ma non acquirente

Uno dei punti più delicati della ristrutturazione riguarda Aegean. La compagnia greca è uno dei principali azionisti di Volotea, con una partecipazione attorno al 20%, ed è anche uno dei suoi principali creditori, con un’esposizione indicata in circa 56 milioni di euro.

Proprio questa posizione aveva alimentato nei giorni scorsi l’ipotesi di un possibile passaggio di Aegean al controllo della compagnia spagnola. Una ricostruzione pubblicata a metà settembre ipotizzava infatti una ristrutturazione nella quale il debito verso Aegean sarebbe stato trasformato in capitale, accompagnato da una nuova iniezione di risorse. Lo scenario, tuttavia, non risulta confermato.

Il 22 settembre Aegean ha infatti smentito l’intenzione di acquisire il controllo totale o parziale di Volotea e, secondo quanto riportato dalla stampa specializzata, ha negato anche l’intenzione di convertire il proprio credito in azioni. Aegean ha confermato invece la volontà di mantenere la collaborazione con la compagnia spagnola. (Preferente.com)

Questo punto è importante perché impedisce di leggere automaticamente la partecipazione di Aegean come il preludio a un’acquisizione. Aegean ha già dimostrato di credere in Volotea, partecipando alle ricapitalizzazioni che hanno portato la propria quota oltre il 20%. Ma non è corretto dare per scontato che sia disposta a continuare ad aumentare la propria esposizione finanziaria.

La posizione espressa nelle ultime settimane indica, almeno per il momento, una volontà diversa: mantenere la partecipazione e la collaborazione industriale senza trasformare automaticamente il proprio credito in una posizione di controllo. Questo non significa che Aegean sia uscita dalla partita. Al contrario, il fatto che sia contemporaneamente azionista e creditrice la rende uno degli interlocutori importanti della ristrutturazione. Significa però che l’eventuale nuovo capitale dovrà essere valutato anche alla luce della posizione che Aegean ha pubblicamente assunto.

La situazione potrebbe naturalmente cambiare durante la negoziazione, qualora il piano finanziario richiedesse nuove risorse o una diversa struttura del capitale. Ma allo stato attuale è necessario distinguere tra un’ipotesi circolata sulla stampa e un’operazione effettivamente concordata. Leggi l’approfondimento WEtravel sull’ipotesi Aegean e sul futuro azionario di Volotea

Cosa significa oggi per chi ha già acquistato un biglietto?

Dal punto di vista operativo, il messaggio della compagnia rimane quello già espresso da Carlos Muñoz: Volotea continua a operare normalmente. Il processo di ristrutturazione non equivale alla cancellazione generalizzata dei voli né alla chiusura della compagnia.

Naturalmente, la riduzione della flotta comporterà una revisione della capacità e potrà avere conseguenze su alcune rotte, frequenze o basi. Ma questo è un tema diverso dalla continuità dell’attività. Per i passeggeri, quindi, la situazione va letta senza creare allarmismi ma anche senza ignorare la portata della ristrutturazione: Volotea sta intervenendo in maniera significativa sulla propria struttura finanziaria e industriale, mentre continua a operare.

Il prossimo appuntamento sarà l’accordo sulla ristrutturazione

Il passaggio davanti al tribunale non rappresenta quindi il punto di arrivo, ma l’inizio di una fase ancora più delicata. Nei prossimi mesi si dovrà capire se Volotea riuscirà a raggiungere l’accordo con i creditori, completare il rafforzamento patrimoniale e portare la propria struttura industriale a una dimensione sostenibile.

La compagnia aveva indicato dicembre come orizzonte per arrivare all’accordo. Sarà quello il momento nel quale sarà possibile valutare concretamente la nuova Volotea: non soltanto quanto debito sarà stato ristrutturato, ma anche quale sarà la flotta, quale sarà il network e quale sarà l’assetto proprietario.

Per ora il dato più importante è un altro: Volotea non è ferma. Sta ristrutturando. E la differenza, soprattutto per chi continua a volare con la compagnia, è sostanziale.