Boeing
Boeing, tra problemi e omissioni: possiamo ancora fidarci?
Dal caso MAX agli ultimi difetti software, una lunga sequenza di problemi riaccende il dubbio più scomodo: quanto possiamo ancora affidarci alle rassicurazioni del costruttore quando in gioco c’è la sicurezza dei passeggeri?
La domanda torna inevitabilmente alla mente ogni volta che emerge un nuovo problema su un 737 MAX. E oggi torna con particolare forza, dopo la scoperta di un nuovo difetto software che può disattivare una funzione di guida automatizzata durante una specifica procedura di riattaccata.
Boeing sostiene che il problema non rappresenti una minaccia immediata alla sicurezza e afferma di avere informato gli operatori già ad agosto, fornendo procedure per gestire la situazione. La FAA, tuttavia, ha deciso di avviare una propria revisione e ha precisato che interverrà immediatamente se dovesse emergere un problema di sicurezza.
Ed è proprio questo il punto: quanto peso dobbiamo dare alle rassicurazioni di Boeing dopo tutto quello che è accaduto negli ultimi anni?
La domanda non nasce da una generica sfiducia nei confronti dell’azienda. Nasce da una sequenza di fatti documentati.
Il caso più grave rimane quello del 737 MAX e del sistema MCAS. Due incidenti, Lion Air 610 ed Ethiopian Airlines 302, provocarono complessivamente 346 vittime. Le successive indagini misero in luce problemi nella progettazione, nella certificazione e nella comunicazione delle caratteristiche del sistema.
Il Dipartimento di Giustizia statunitense accusò Boeing di avere, attraverso due propri piloti tecnici, nascosto alla FAA informazioni importanti sulle modifiche apportate al MCAS. Secondo il DOJ, quelle informazioni non arrivarono nei documenti utilizzati per l’addestramento dei piloti. Boeing accettò successivamente un accordo con il Dipartimento di Giustizia relativo alla vicenda.
C’è però una precisazione doverosa: uno dei piloti coinvolti, Mark Forkner, fu successivamente assolto da tutte le accuse nel 2022. Per questo è importante distinguere ciò che il DOJ contestò formalmente dalle responsabilità penali effettivamente accertate in tribunale.
Il problema, tuttavia, non riguardò soltanto il singolo dipendente.
Un rapporto dell’ispettorato del Dipartimento dei Trasporti statunitense rilevò che il processo di certificazione del MAX era stato ostacolato da una comunicazione inefficace tra Boeing e FAA e che l’autorità non aveva compreso pienamente la portata e i potenziali effetti sulla sicurezza di alcune modifiche apportate al sistema di controllo del volo.
Poi arrivò il gennaio 2024. Un pannello che chiudeva un’uscita di emergenza non utilizzata si staccò in volo da un 737 MAX 9 di Alaska Airlines. L’aereo riuscì a rientrare, ma l’incidente portò alla luce nuove e profonde questioni sulla qualità della produzione.
Nel 2025 la FAA annunciò di avere individuato centinaia di violazioni dei sistemi di qualità negli stabilimenti Boeing e Spirit AeroSystems. L’autorità affermò inoltre che Boeing aveva presentato alla FAA due aeromobili non aeronavigabili per ottenere i certificati di aeronavigabilità e che un dipendente Boeing aveva fatto pressione su un membro dell’organizzazione autorizzata dalla FAA affinché approvasse un 737 MAX non conforme, in modo da rispettare gli obiettivi di consegna.
Sono fatti difficili da ignorare. Ma sarebbe altrettanto sbagliato trasformarli automaticamente nella conclusione che ogni dichiarazione di Boeing sia falsa o che ogni 737 MAX sia pericoloso.
Anzi, negli ultimi anni è cambiato anche il modo in cui la FAA controlla Boeing. Nel luglio 2026, dopo otto mesi di verifiche sulla qualità produttiva, l’autorità ha nuovamente consentito a Boeing di emettere direttamente i certificati di aeronavigabilità per i nuovi 737 MAX e 787, mantenendo comunque ispezioni, audit e monitoraggio della produzione.
E nell’agosto 2026 la FAA ha certificato il 737 MAX 7 dopo quasi un decennio di verifiche, richiedendo modifiche e ulteriori analisi su sistemi di controllo del volo, sicurezza, fattori umani e avvisi all’equipaggio. Questo significa che oggi non siamo semplicemente davanti a un costruttore che certifica da solo i propri aerei e chiede al pubblico di credergli.
La questione del nuovo problema software, però, riporta alla luce una domanda scomoda.
Il problema era stato segnalato a Boeing da una compagnia aerea già nel novembre 2024. Secondo CBS, Boeing lo aveva esaminato e nel febbraio 2025 aveva stabilito che non costituiva un problema di sicurezza. Successivamente, nuove informazioni ricevute dagli operatori hanno portato Boeing ad avviare una revisione formale della sicurezza.
Non significa che Boeing abbia necessariamente nascosto il problema. Significa però che tra la scoperta di un’anomalia, la sua valutazione interna, la comunicazione agli operatori e la valutazione indipendente dell’autorità di regolamentazione possono passare mesi o anni. Ed è proprio qui che dovrebbe essere riposta la nostra attenzione.
La domanda non dovrebbe essere soltanto “possiamo fidarci di Boeing?”.
Dovremmo chiederci: possiamo verificare ciò che Boeing ci dice? Perché nel settore dell’aviazione la sicurezza non dovrebbe dipendere dalla fiducia nei confronti di una singola azienda. Dovrebbe dipendere dalla possibilità che un costruttore venga controllato, che le informazioni critiche arrivino ai regolatori e agli equipaggi, che gli errori vengano individuati e che nessun obiettivo commerciale possa prevalere sui requisiti di sicurezza.
Il nuovo problema software del MAX è ancora sotto esame. Boeing afferma che i piloti possono gestirlo con le procedure esistenti e sta preparando una correzione permanente. La FAA sta effettuando una propria valutazione e non ha ancora stabilito che il problema costituisca un rischio tale da richiedere un provvedimento più drastico.
Per questo, oggi, la risposta più prudente alla domanda del titolo non è né un “sì” incondizionato né un “no”. È un’altra: fidarsi, ma verificare. E, dopo la storia del 737 MAX, pretendere che a verificare non sia soltanto Boeing, ma anche FAA e EASA, da loro quindi un riscontro rapido delle loro valutazioni.
Fonti: Reuters, Boeing flags 737 MAX software glitch affecting landing navigation feature, 26 settembre 2026. CBS News, FAA investigates software glitch in some Boeing 737 Max jets that could cause issues during aborted landings, 26 settembre 2026. U.S. Federal Aviation Administration, FAA Proposes $3.1 Million in Fines Against Boeing, 12 settembre 2025. U.S. Federal Aviation Administration, After Months of Safety Review, FAA Allows Boeing to Resume Issuing Certificates for New Airplanes, 17 luglio 2026. U.S. Department of Justice, documentazione sul caso 737 MAX e MCAS. U.S. Department of Transportation Inspector General, rapporto sulla certificazione del 737 MAX, riportato da Reuters.