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Airbus, problema di qualità sull’A321neo: il difetto riguarda centinaia di velivoli

Le azioni del costruttore europeo hanno perso terreno in Borsa dopo la scoperta di un problema nel rivestimento anticorrosione di alcuni componenti della fusoliera. Airbus assicura che non ci sono rischi per la sicurezza e conferma, per ora, l’obiettivo di consegnare circa 870 aerei nel 2026.

Il difetto riguarda il trattamento superficiale applicato a componenti strutturali chiamati stringer, elementi che corrono longitudinalmente all’interno della fusoliera.

Nessun rischio immediato per la sicurezza

Airbus ha sottolineato che il problema non compromette la sicurezza operativa degli aeromobili. La società ha inoltre individuato una procedura di riparazione e ha comunicato che gli aerei interessati possono continuare a essere consegnati ai clienti. Secondo una fonte citata da Reuters, il problema interesserebbe circa 500 A321neo, dei quali approssimativamente 250 già in servizio e altri 250 ancora in produzione. Il più grande e diffuso modello a corridoio singolo di Airbus non va quindi incontro a un blocco operativo generalizzato. Il problema, inoltre, non riguarderebbe l’A321XLR, la variante a maggiore autonomia.

La questione delle consegne

Il vero punto interrogativo per Airbus riguarda soprattutto la capacità di rispettare gli obiettivi industriali fissati per il 2026. La società ha confermato il target di circa 870 consegne nell’intero anno. Tra gennaio e agosto Airbus ha consegnato 475 aeromobili, lasciando quindi una parte consistente dell’obiettivo da raggiungere negli ultimi mesi dell’anno.

Alcuni analisti ritengono che la disponibilità di una soluzione tecnica possa limitare le conseguenze sulle consegne. Altri, tuttavia, osservano che eventuali richieste aggiuntive da parte delle compagnie aeree o tempi più lunghi per le riparazioni potrebbero complicare il raggiungimento del target.

Un altro problema nella catena industriale

L’episodio arriva in un momento particolarmente delicato per Airbus. Il costruttore sta cercando di aumentare la produzione degli aerei a corridoio singolo fino a 75 esemplari al mese, rispetto a un ritmo attuale di circa 60 e deve contemporaneamente gestire una catena di fornitura che negli ultimi anni è stata sottoposta a forti tensioni e recuperare ritardi accumulati nelle consegne.

Il nuovo problema arriva inoltre meno di un anno dopo un precedente inconveniente industriale relativo alla fusoliera della famiglia A320. Nel dicembre 2025 Airbus aveva confermato problemi di qualità riguardanti alcuni pannelli metallici, con conseguenze sui tempi di consegna.

Coinvolta la filiera italiana

Secondo due fonti industriali citate da Reuters, il difetto del primer sarebbe riconducibile a TESI, società italiana con sede a Cicerale, nel Cilento, che opera come subfornitore di Leonardo. Leonardo ha confermato che TESI è uno dei diversi fornitori coinvolti nelle attività relative all’A321neo, senza però confermare che sia stata proprio questa azienda a eseguire il trattamento interessato dal problema. TESI, secondo Reuters, non ha risposto alle richieste di commento.

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