Italo
Alstom e Italo, una partnership lunga quasi vent’anni: dai primi AGV ai nuovi Avelia Stream
A InnoTrans 2026 Alstom e Italo celebrano una collaborazione iniziata nel 2008 e destinata a proseguire con 12 nuovi Avelia Stream. La flotta dell’operatore salirà così a 63 treni, mentre la collaborazione si è ormai trasformata in un modello industriale che va ben oltre la semplice fornitura dei convogli.
Quasi vent’anni dopo l’avvio della loro collaborazione, Alstom e Italo hanno scelto InnoTrans 2026 per raccontare una partnership che ha accompagnato una parte significativa della storia recente dell’alta velocità ferroviaria italiana. Al centro dell’evento organizzato presso lo stand Alstom ci sono i 12 nuovi treni Avelia Stream destinati a Italo e attualmente in costruzione negli stabilimenti italiani di Alstom di Savigliano, Sesto San Giovanni e Bologna. I nuovi convogli rappresentano il terzo capitolo della collaborazione industriale tra le due aziende, dopo i 25 AGV che hanno dato origine alla flotta Italo e i successivi 26 ETR 675 EVO. Con l’entrata in servizio dei nuovi treni, prevista a partire dalla fine del prossimo anno, la flotta Italo raggiungerà 63 unità.
Una storia iniziata nel 2008
La collaborazione tra Alstom e Italo risale al 2008, quando il nuovo operatore privato scelse il gruppo francese come partner tecnologico e industriale per costruire la flotta destinata a entrare per la prima volta in concorrenza con l’operatore ferroviario incumbent sull’alta velocità italiana. La scelta ricadde sull’AGV, il treno ad alta velocità di nuova generazione sviluppato da Alstom.
Furono 25 i convogli ordinati inizialmente, diventati il simbolo dell’ingresso di Italo sul mercato. Negli anni successivi il rapporto non si è limitato alla sostituzione o all’ampliamento della flotta: Italo ha nuovamente scelto Alstom per i 26 treni EVO, la generazione successiva destinata al mercato italiano, e più recentemente ha affidato al gruppo la costruzione dei 12 Avelia Stream. È un’evoluzione che riflette anche la crescita dello stesso Italo, passato da nuovo operatore che nel 2008 si affacciava su un mercato dominato da un solo grande incumbent a realtà consolidata dell’alta velocità ferroviaria italiana.
Dalla fornitura dei treni alla gestione dell’intero ciclo di vita
Uno degli aspetti più interessanti della collaborazione è però quello che avviene al di fuori dei treni. Alstom oggi opera come Entity in Charge of Maintenance (ECM) per l’intera flotta Italo, con un modello che comprende manutenzione, gestione della flotta, assistenza tecnica, ammodernamento e soluzioni digitali. Nei depositi di manutenzione sono quotidianamente impegnati oltre 220 professionisti Alstom. L’obiettivo non è soltanto intervenire quando un convoglio presenta un problema, ma aumentare la disponibilità della flotta attraverso il monitoraggio continuo e la manutenzione predittiva.
Un ruolo centrale è svolto dal Nola Digital Depot, dove una control room operativa 24 ore su 24 raccoglie e analizza i dati provenienti dai treni. Strumenti come HealthHub, TrainScanner e TrainTracer consentono di monitorare le condizioni dei convogli, individuare in anticipo eventuali anomalie e ottimizzare la programmazione degli interventi. È un modello che sposta progressivamente la manutenzione da una logica prevalentemente reattiva a una sempre più basata sull’analisi dei dati. Anche la disponibilità dei ricambi viene affrontata attraverso nuove tecnologie: Alstom cita, tra le soluzioni utilizzate, anche la stampa 3D di componenti selezionati, con l’obiettivo di ridurre i tempi necessari per reperire determinati ricambi e accelerare gli interventi.
Non solo manutenzione: la connettività entra nella partnership
La collaborazione si è inoltre estesa all’esperienza del passeggero. Attraverso Nomad Digital, società del gruppo Alstom specializzata in connettività e servizi digitali, Italo sta introducendo soluzioni destinate a migliorare l’accesso a internet a bordo. Tra queste c’è una piattaforma di connettività ibrida che combina reti 5G e tecnologia satellitare Starlink, con l’obiettivo di garantire una connessione più stabile anche nei tratti ferroviari nei quali la copertura delle reti terrestri è più complessa. È un ulteriore segnale di come il treno ad alta velocità non venga più considerato soltanto come un sistema di trasporto, ma come una piattaforma tecnologica nella quale manutenzione, connettività, diagnostica e servizi al passeggero sono sempre più interconnessi.
I 12 Avelia Stream e il ruolo della produzione italiana
Il nuovo ordine assume anche un significato industriale per Alstom. Gli Avelia Stream destinati a Italo saranno infatti costruiti in Italia, negli stabilimenti di Savigliano, Sesto San Giovanni e Bologna. Il progetto si inserisce nella lunga esperienza italiana di Alstom nel settore dell’alta velocità e contribuisce a mantenere una parte significativa della filiera tecnologica e produttiva all’interno del Paese.
Il nuovo treno sarà presentato ufficialmente nei prossimi mesi nello stabilimento di Savigliano, dove sarà possibile vedere concretamente il risultato di quasi vent’anni di evoluzione della piattaforma destinata al mercato italiano. Alstom sottolinea che la famiglia Avelia Stream nasce da oltre 40 anni di esperienza del gruppo nell’alta velocità e da un patrimonio di oltre 2.900 treni ad alta velocità consegnati nel mondo.
La partnership secondo Alstom e Italo
A InnoTrans, il significato della collaborazione è stato sottolineato dai vertici delle due società. Per Michele Viale, Managing Director di Alstom Italia, il rapporto con Italo si fonda sulla fiducia costruita nel tempo e sulla capacità delle due aziende di affrontare insieme l’evoluzione tecnologica e industriale del settore. Gianbattista La Rocca, CEO di Italo, ha invece ricordato come la storia dell’operatore sia strettamente legata alle scelte tecnologiche effettuate insieme ad Alstom: dai 25 AGV iniziali ai 26 EVO, fino ai 12 Avelia Stream. Il risultato sarà una flotta composta da 63 treni, con l’obiettivo di accompagnare la prossima fase di sviluppo dell’operatore.
Una collaborazione che racconta anche l’evoluzione dell’alta velocità italiana
Al di là della comunicazione ufficiale, il dato più significativo della presentazione di Berlino è forse proprio la durata della collaborazione. Nel 2008 Alstom forniva a Italo i treni con i quali un nuovo operatore avrebbe fatto il suo ingresso nel mercato dell’alta velocità. Oggi il rapporto comprende invece materiale rotabile, manutenzione, diagnostica digitale, gestione della flotta, connettività e innovazione, passando quindi da un tradizionale rapporto tra costruttore e operatore a una collaborazione lungo l’intero ciclo di vita del prodotto.
Anche la sequenza AGV-EVO-Avelia Stream racconta l’evoluzione tecnologica dell’alta velocità italiana: tre generazioni di treni che accompagnano la crescita di Italo e, parallelamente, la trasformazione di un mercato nel quale l’Italia è diventata uno dei principali laboratori europei per la concorrenza ferroviaria ad alta velocità.
I primi Avelia Stream per Italo inizieranno a entrare in servizio dalla fine del 2027. Sarà allora possibile valutare concretamente quanto questa nuova generazione di treni riuscirà a tradurre in esercizio le innovazioni oggi presentate a InnoTrans. Per ora, il messaggio lanciato da Alstom e Italo è soprattutto quello della continuità: una partnership iniziata quasi vent’anni fa che, con i nuovi 12 treni, entra in una nuova fase.